Archivio per marzo, 2012

E ora non so perché
lei mi vuole dire addio
Ma  sembra che io
l’abbia visto nei suoi occhi

E io non potrei essere capace
ci dovrei provare ancora
con tutto l’amore
che ho dentro
non lo posso negare

io non posso lasciarlo morire
perché il suo cuore è come il mio
e lei si tiene dentro il suo dolore

Così se tu mi chiedi perché
lei non direbbe addio
so che da qualche parte dentro

C’è una luce speciale
che ancora luccica brillantemente
e anche nella notte più scura
lei non lo può negare

Così se lei è da qualche parte vicino me
spero in Dio che lei mi ascolti
Non c’è nessun altra
che potrà mai farmi sentire
così vivo
Ho sperato che lei non se ne andasse via da me
Ti prego Dio devi credermi
Ho cercato nell’universo
e ho trovato me stesso
dentro i suoi occhi

Non importa come ci ho provato
Loro dicono che è tutta una bugia
Così questo è la mia maniera
di confessarmi per  un crimine
Di passioni che non moriranno
nel mio cuore

Così se lei è da qualche parte vicino me
spero in Dio che lei mi ascolti
Non c’è nessun altra
che potrà farmi sentire
così vivo
Ho sperato che lei non se ne andasse via da me
Ti prego Dio devi credermi
Ho cercato nell’universo
e ho trovato me stesso
dentro i suoi occhi

Così se lei è da qualche parte vicino me
spero in Dio che lei mi ascolti
Non c’è nessun altra
che potrà mai farmi sentire
così vivo
Ho sperato che lei non se ne andasse via da me
Ti prego Dio devi credermi
Ho cercato nell’universo
e ho trovato me stesso
dentro i suoi occhi

E ora non so perché
non le voglio dire addio
deve essere quello che io
ho visto nei suoi occhi
e ora sembra che io
abbia abbandonato il mio fantasma d’orgoglio
e non dirò mai addio

 

Li stanno massacrando, bruciando vivi a centinaia. Loro che hanno una forza micidiale ma sono incapaci di far male a una mosca con il loro carattere timido, riservato. Figuriamoci a un uomo il cui odore li fa abbracciare l’uno con l’altro e li fa piangere. Sì, perché l’Orangutan può piangere, come noi. Quando sentono che si avvicina cercano pateticamente di nascondersi tra le grosse foglie della foresta tropicale, ma l’uomo è dotato di potenti binocoli a raggi infrarossi, satellitari, fucili che ti bucano un centesimo a cento metri di distanza.

Si tratta degli Orangutan di Sumatra, specie ormai divenuta rara e sfortunatamente entrata in competizione con il dio denaro delle grandi compagnie dell’olio di soia e di palma. Queste scimmie che abitano la foresta di Tripa nel Nord dell’Indonesia fuggono a centinaia inutilmente le fiamme appiccate da uomini pagati dalla compagnia che estrae l’olio di palma. Gli bruciano le piante su cui dimorano, quelle che mangiano, quelle sui cui dormono e bruciano i loro corpi troppo, lenti per fuggire alle fiamme.

Già l’anno scorso le compagnie erano state accusate di avere messo una vera e propria taglia sulla testa degli Orangutan, rei, a loro dire, di danneggiare le giovani palme da cui si estrae l’olio, ma i conservazionisti hanno ormai dimostrato il loro gioco sporco e cinico. Danno fuoco all’habitat della grande scimmia cosicché lei invade le piantagioni di palma. A questo punto scattano le taglie e i cacciatori prezzolati non vedono l’ora di raggranellare due soldi per ogni testa tagliata.

Una foto amatoriale che strappa letteralmente il cuore ha fatto il giro del Net l’anno scorso. Mostrava una femmina di Orangutan che tentava di difendere il piccolo, semplicemente abbracciandolo, dall’attacco mortale del cacciatore pagato dalla compagnia che aveva i suoi interessi in quella zona. Per fortuna un ranger riusciva a fermare la mano del killer e a salvare madre e piccolo, cosa che i soccorritori stanno tentando di fare anche ora, in questo preciso momento, strappando dalle fiamme tutti i soggetti che possono.

Cosa possiamo fare di concreto per aiutare queste scimmie che chiamiamo antropomorfe, proprio per le elevate capacità sensoriali e sentimentali? Oltre a cercare su Internet i siti di chi le protegge ed è sempre a corto di soldi (contro compagnie che hanno patrimoni inestimabili) sabotare tutti i cosmetici (saponi e belletti vari) e i detersivi che contengono olio di palma e ce ne sono tantissimi, compreso il sapone di Marsiglia che, nel 1600 era fatto esclusivamente con olio d’oliva, mentre oggi è fabbricato con miscele d’oli tra cui quello di palma.
C’è un’eccellente ditta siciliana che prepara ancora saponi artigianali con 100% di olio d’oliva e l’aggiunta di fiori ed essenze tipiche della regione. Basta una breve ricerca sul Net. Un piccolo gesto per aiutare una grande scimmia.

Freaks!

Freaks.png
Screenshot logo della serie
Paese Italia
Anno 2011- in produzione
Formato webserie
Genere fantascienza, commedia
Stagioni 1 (in produzione)
Episodi 7
Durata 12-29 min
Lingua originale italiano
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 16:9
Colore colore
Audio stereo
Crediti
Regia Claudio Di Biagio, Matteo Bruno
Soggetto Claudio Di Biagio, Guglielmo Scilla, Giampaolo Speziale
Sceneggiatura Claudio Di Biagio, Guglielmo Scilla
Interpreti e personaggi
  • Ilaria Giachi: Giulia Croce
  • Guglielmo Scilla: Marco Diana
  • Claudia Genolini: Viola Cesa de Castaldo
  • Andrea Poggioli: Andrea Tarantini
  • Claudio Di Biagio: Silvio Bolla
Fotografia Matteo Bruno
Musiche Daniele Giuili, Jacopo Antonini, Giampaolo Speziale, Francesco Catitti
Scenografia Alessia Pelonzi
Costumi Viola Cesa De Marchi, Rachele Terrinoni
Produttore Claudio Di Biagio, Matteo Bruno, Guglielmo Scilla, Giampaolo Speziale
Pubblicazione
Pubblicazione originale
Dal 8 aprile 2011
Al in corso
Sito web
Premi
  • Miglior serie al Telefilm Festival 2011

Freaks! è una webserie italiana di fantascienza, il cui primo episodio è stato reso disponibile dall’8 aprile 2011.[1]

La webserie, composta per ora da una sola stagione di 7 episodi, è stata realizzata con un budget limitato e con la partecipazione di una cast tecnico e artistico in parte professionista e in parte amatoriale; gli episodi sono visualizzabili sul canale ufficiale su YouTube e sul sito ufficiale.

È stata annunciata una seconda stagione della serie, le cui riprese sono iniziate nell’autunno 2011.[2]

Il titolo Freaks! (pronuncia [friːks]) significa letteralmente “scherzi della natura”.

Approfondimenti:

Trama

Un incidente porta Giulia, Marco, Andrea, Viola e Silvio, cinque ragazzi apparentemente normali, a fare il loro primo incontro, poco prima di subire un misterioso svenimento collettivo. I cinque si risveglieranno 4 mesi dopo, scoprendo di possedere capacità speciali e scoprendo inoltre di non ricordare nulla degli eventi di quest’ultimi mesi. Il gruppo cercherà quindi di scoprire le cause del loro “blackout” e il significato dei loro poteri, costretti nel frattempo a far fronte ad alcuni eventi molto strani.[3]

Personaggi e interpreti

  • Giulia Croce, interpretata da Ilaria Giachi.
    È una ragazza attraente ma chiusa, fredda, silenziosa ed introversa; i suoi superpoteri ricordano quelli di un vampiro, dato che, bevendo sangue umano, è in grado di diventare estremamente forte e resistente.
  • Marco Diana, interpretato da Guglielmo Scilla.
    Un giovane studente universitario, carino ma un po’ impacciato nelle relazioni sociali; i suoi superpoteri consistono nel poter riavvolgere il tempo e di poter viaggiare istantaneamente nel tempo e nello spazio, portando con sé anche altre persone; finora ha dimostrato di saper viaggiare solo nel passato. I suoi poteri si attivano solo quando è eccitato sessualmente o quando ha un orgasmo.
  • Viola Cesa de Castaldo, interpretata da Claudia Genolini.
    Una ragazza emotiva e sensibile, che però ha saputo dimostrare anche coraggio e determinazione; all’inizio della serie, aveva il potere di accecare le persone con il semplice tocco; in seguito invece, diviene lei stessa cieca, e può vedere solo attraverso gli occhi delle persone che tocca.
  • Andrea Tarantini, interpretato da Andrea Poggioli.
    Un ragazzo problematico maniaco della discoteca, drogato e avvezzo all’uso di sostanze stupefacenti; il suo potere gli permette di influenzare lo stato d’animo delle persone vicine a lui, facendo provare a loro le stesse sensazioni e gli stessi sentimenti che prova lui in quel momento.
  • Silvio Bolla, interpretato da Claudio Di Biagio.
    Silvio è vanitoso e pieno di sé, ed è anche sfrontato e fa spesso battute di cattivo gusto, ma resta comunque il “comico” del gruppo; il suo potere, apparentemente, sembra consistere in una grandissima fortuna, che gli consente di salvarsi sempre da ogni situazione e di riuscire a fare cose alquanto improbabili, ma nell’ultima puntata viene chiaramente lasciato intendere che il suo potere è quello di essere telecinetico.

Guest star

Alla webserie hanno partecipato inoltre la doppiatrice italiana Antonella Rinaldi nel ruolo della madre di Silvio, Giampaolo Speziale nel ruolo di Gabriele Moldi, l’attrice Martina Pinto nel ruolo di Ilaria, Andrea Baglio nel ruolo di Daniele, il fratello di Giulia Croce, e l’attore Salvatore Lazzaro.

Episodi

Sito ufficiale (sito ufficiale per poter seguire tutte le puntate della serie autoprodotta)

Titolo Pubblicazione
1 Freaks! 8 aprile 2011
2 Blackout – Parte I 22 aprile 2011
Blackout – Parte II 26 aprile 2011
3 Powerful 4 maggio 2011
4 What if… 10 maggio 2011
5 Trick 20 maggio 2011
6 …Or Treat 10 giugno 2011
7 Exit 28 giugno 2011

Freaks!

Guglielmo Scilla (Marco), Andrea Poggioli (Andrea) e Claudia Genolini (Viola) raccontano Freaks! al Secret Show organizzato in collaborazione con Radio Deejay al Blackout di Roma.

In una notte qualunque, Andrea viene braccato all’esterno di un locale da una banda di ragazzi, poiché aveva fatto richieste inopportune alla fidanzata di uno del gruppo. Stranamente, mettendosi a piangere, Andrea riesce a “costringere” i suoi assalitori a fare lo stesso, dandogli il tempo di fuggire. Nel frattempo, Marco fa l’amore con una ragazza, riuscendo inspiegabilmente a vivere diverse volte lo stesso momento, nonostante la delusione dimostrata dalla ragazza per la brevità del rapporto. Giulia, invece, dopo aver attraversato silenziosamente un vicoletto, si avvicina a un uomo nei paraggi e lo morde, succhiandogli il sangue. Nello stesso momento Viola, durante un acceso dibattito col fidanzato Simone in auto, con un semplice intreccio di mani lo rende improvvisamente cieco. Silvio, che per caso si mette nella traiettoria dell’auto, riesce a schivarla per pochissimo: al suo posto verrà invece investita Giulia, uscita di corsa da un angolo. Nonostante la botta subita, Giulia si rialza senza troppi problemi. Mentre Silvio cerca di soccorrere Viola e il suo ragazzo, Marco e Andrea giungono casualmente sul luogo. Tutti e cinque, dopo pochi minuti dal loro incontro, svengono, senza un preciso motivo.

Blackout – Parte I

I cinque si risvegliano a casa di Silvio, senza nemmeno riconoscersi, quando sono passati quattro mesi dallo svenimento. La madre di Silvio fa capire che lui e Viola si sono ormai fidanzati. Tutti sanno cosa è successo durante i quattro mesi tranne loro. Dopo una discussione i ricordi di quella notte cominciano a trapelare dalle bocche dei cinque, ma cosa sia accaduto da quella notte fino a quel momento non lo sa nessuno. Successivamente, un uomo senza volto incontrerà Giulia, che esorta gli altri a scappare. La scena si incentra su Silvio e Viola, che scappano in auto. Viola vede nello specchietto l’uomo senza volto e, presa dal panico, tocca la mano di Silvio, che perde la vista per pochi minuti, ma continua a guidare la macchina senza fare incidenti. Nel frattempo, nell’altra auto, ci sono Marco, Andrea e Giulia. I cinque si reincontrano e continuano a discutere. Silvio si comporta, comicamente, da fidanzato con Viola, anche se la conosce, secondo i loro ricordi, praticamente da una notte e un giorno. Silvio inoltre avanza per la prima volta l’ipotesi che loro abbiano acquisito dei super poteri, cosa che sembra non sorprendere nessuno. Il video termina con tutti i protagonisti che tornano a casa e ognuno di loro è pronto a chiamare gli altri nel caso gli succedesse qualcosa.

Blackout – Parte II

La regia è stata fatta da Matteo Bruno e da Claudio Di Biagio, che ha anche interpretato Silvio.

L’episodio comincia quando Viola torna dall’ormai ex fidanzato e cerca di spiegargli del “blackout” subito, purtroppo invano. Nel frattempo Andrea resta a casa con il suo computer. Silvio organizza una partita di calcio e qui, o la fortuna, o il talento, lo fanno prevalere. Marco si eccita al vedere un gruppo di donne e rivive la situazione per due volte. Successivamente si incontra con tre suoi amici, che lo criticano per essere sparito negli ultimi tempi, mentre cerca di spiegare loro cosa gli è appena accaduto, essi però non sono per nulla sorpresi della sua storia, poiché erano già al corrente del suo superpotere (si intuisce quindi che egli non si sia assentato per i 4 mesi ma li abbia visti). Nella conversazione, intanto, i tre gli fanno capire di una notte passata con Viola. Silvio fa a botte con un ragazzo, dato che guardava la sua ragazza, ma la fortuna del Freak fa venire una crisi respiratoria al ragazzo ed è da qui che Silvio ha conferma del suo superpotere. Giulia ha alcune visioni che le turbano la mente e compie un attacco vampiresco. Il webisodio si conclude con tutti e cinque i Freaks che vanno a letto. Nell’ultima scena appare l’uomo senza volto, nello specchio di casa di Giulia.

Powerful

I freaks Marco, Andrea e Silvio si divertono con i loro superpoteri. Silvio ed Andrea si incontrano e discutono sulla fortuna del primo e sul come testarla. Anche Viola, con la compagnia di Marco, testa il suo superpotere contro le altre persone. Scena comicissima di Silvio è quella in cui testa la sua fortuna. L’uomo senzavolto fa visita ad Andrea a casa sua e contemporaneamente a Marco e Viola, che fuggono da lui, a Silvio, che fugge anch’esso. Con questo, i freak si incontrano nello stesso punto con il senzavolto, che viene picchiato inizialmente da Giulia e poi dagli altri. La puntata si conclude con un Flashback in cui Marco fa l’amore con Ilaria.

What if…

Ilaria Giachi ha interpretato Giulia.

La puntata presenta la situazione di quello che sarebbe successo se i protagonisti, 4 mesi prima, non avessero ricevuto i “super-poteri”. La puntata si apre con “le nove regole del buon risveglio” dove, al mattino, Marco riceve molte attenzioni da Ilaria, con cui aveva passato la notte. Giulia, si trova in bagno dove nella vasca c’è “l’uomo senza volto”, Gabriele Moldi, appena ucciso da lei, arriva il fratello di Giulia che le assicura di nasconderle il cadavere. Segue una breve scena di Viola e il ragazzo che fuggono dalla città. Si ritorna di nuovo su Marco che questa volta si ritrova con degli amici in una stanza a giocare a “Nomi, cose e città” dove discutono sulla sua relazione con Ilaria. La sera Marco va a cena con Ilaria e parlano del destino; Marco le fa un esempio particolare del perché è inutile sapere il futuro: se lei sapesse prima di uscire di casa che perderebbe un orecchino, farebbe molta più attenzione per evitare che accada; Ilaria interrompe la discussione per andare in bagno e perde un orecchino. In quello stesso momento il fratello di Giulia si affanna per scavare una buca e nascondere il cadavere, è molto faticoso e viene preso dalla disperazione. Andrea intanto si risveglia pieno di lividi e macchie di sangue, beve un po’ di latte ed accende la TV, c’è un telegiornale e il giornalista parla della scomparsa di Gabriele Moldi e dice che presso una discoteca sono state trovate molte tracce di sangue; Andrea ha un flashback e si ricorda che quel sangue era il suo essendo stato malmenato di fronte a quella discoteca per aver infastidito una ragazza, il flashback continua con lui che torna a casa e vede la scena di Viola e il ragazzo, alla guida di un’automobile, che investe Silvio, i due fidanzati scendono dalla macchina e vedendo che il ragazzo è morto, risalgono sull’automobile e scappano. La scritta “Fine” non è riferita alla fine della serie bensì alla chiusura della parentesi che descrive cosa sarebbe successo se (appunto “what if…”) non gli fossero stati dati i “super-poteri”: Silvio, non avendo la fortuna, sarebbe stato investito; Andrea, non potendo controllare le emozioni dei bulli, le avrebbe prese; il fidanzato di Viola non sarebbe diventato cieco, proprio perché Viola non avrebbe avuto il potere di accecare la gente.

Trick

Gabriele è interpretato da Giampaolo Speziale, che ha fatto anche parte del “team creativo” e con gli About Wayne ha creato la canzone che fa da sigla alla serie.

Gabriele è il protagonista delle continue visioni di Giulia. Viola inspiegabilmente diventa cieca e spiega che vede solamente ciò che vedono le altre persone quando le tocca. Andrea cerca aiuto negli psicologi e Marco si scopre attratto da Viola. Questa situazione caotica turba i ragazzi, che sentono la necessità di chiarirsi le idee incontrandosi tutti a casa di Silvio, ma qualcosa va storto. Gabriele riappare per l’ennesima volta a Giulia e le fa una trappola. Le mostra il collo, Giulia non resiste all’impulso e si avventa sulla visione di Gabriele, quando in realtà lì c’era Viola. Agli altri freaks la ragazza sembra essere morta.

…Or Treat

Silvio, Andrea e Marco viaggiano nel tempo grazie al potere di quest’ultimo per potere salvare Viola. Raggiunto l’eccitamento necessario, i tre ragazzi si ritrovano nel centro di Roma, la mattina di quello stesso giorno. Tentano di utilizzare i loro poteri insieme facendo prima alcune prove, la maggior parte delle quali falliscono. Riescono comunque ad arrivare alla casa dove sta per succedere la tragedia e riescono a far capire a Viola la situazione. La fortuna di Silvio sarà essenziale per riuscire nell’impresa, che terminerà con la fuga di Giulia e l’arrivo del nemico, Gabriele.

Exit

La puntata si apre proprio come si era aperta la prima puntata della webseries: Giulia, dopo aver sbranato Viola(nel sesto episodio) , scappa con la bocca ancora sporca del sangue della vittima. La comparsa di Gabriele nel gruppo dei Freaks fa sorgere nella loro mente dei forti dubbi su Giulia. L’unica soluzione per riportare tutto alla normalità è tornare al Blackout e metterla fuori gioco. La situazione sembra rispecchiare il piano dei ragazzi. Il cerchio si sta per chiudere e il countdown è quasi alla fine, ma qualcosa va storto.

Eventi

Il 27 giugno 2011 si è tenuta una maratona di tutte le puntate al Telefilm Festival culminante con l’anteprima dell’ultimo episodio della webserie (online il giorno successivo), nel cinema Apollo di Milano. Inoltre si è tenuto il 25 giugno un Secret Show di Radio Deejay a Roma, nel Blackout Rock Club, dove anche qui è stata mostrata l’ultima puntata dopo una chiacchierata sul palco con gli attori principali, parte dell’evento visibile anche in streaming sul sito ufficiale di Radio Deejay, al quale è seguito un party aftershow, il “Tromborama”.

Grazie ad un passaparola effettuato su Youtube dagli stessi autori della serie e alla conseguente promozione virale sui social network, primo fra tutti Facebook, la serie ha avuto, secondo la Repubblica, più di 8 milioni di visualizzazioni nei primi due mesi.

Freaks! è stata premiata al Telefilm Festival del 2011 come migliore serie italiana. In merito al successo della serie Claudio di Biagio ha dichiarato, in un’intervista al quotidiano La Repubblica: «questa secondo me è stata una provocazione degli stessi organizzatori: al di là dei nostri meriti, che sicuramente ci sono, è stato un segnale volutamente lanciato al mercato chiuso delle serie TV e del cinema in generale. Il web è una nuova realtà ed è ora che qualcuno se ne accorga».

Merchandising

È stato annunciato dagli stessi autori sulla pagina Facebook della serie, l’uscita il 27 settembre 2011 di una compilation con le canzoni che fanno da colonna sonora alla webseries, tra cui la canzone “Freaks!” degli About Wayne, usata nella sigla.

Questa mattina all’alba, appoggiato sul davanzale, non ti rendi conto che è una di quelle mattine che nudo e appena alzato a piedi scalzi ti avvicini alla finestra dei ricordi la apri e prendi una boccata d’aria fresca, l’occhio lucido ancora e la pelle increspata confondono momenti vissuti con quelli da vivere, in un istante sei fuori dal tempo, come in una capsula che ti lascia sospeso in un frammento di replay.

Ti ricordi un motivo che ti cantavano nelle orecchie quando a pugni con il mondo si aveva voglia di fare, quando lo sguardo scuro era uno scudo quando sentivi che anche le cose peggiori ti sarebbero scivolate addosso come del resto tante frustrazioni lo avevano fatto prima.

Inconsciamente si affrontava tutto con molta intensità e con altrettanta velocità, così questa mattina, una di quelle da potersi voltare indietro già e vedere dall’oblò di questa capsula del tempo il me stesso di prima uscire di casa e vederlo lanciare uno sguardo ad est lì dove e sempre c’era quel sole che lo svegliava infastidendolo, e oggi c’è un palazzo a coprirlo, che sa di abuso;  con un sorriso beffardo farsi gioco dei suoi scherni e affrontare la giornata con il primo sospiro…

E poi andare, senza aver chiaro esattamente dove, se non da qualche parte, mentre nella testa seguiva un sogno, quel sogno che sapeva di dover costruire con quei sacrifici, facendo a pugni con il mondo per difenderlo, e non avrebbe mai pensato potesse andare giù al tappeto come quei vecchi pugili a fine carriera, quelli che si dicono, questo è l’ultimo incontro e poi mi ritiro ma è solo l’ultimo di altri mille fino quando non ti svegli tra i i titoli di giornale che, chi più chi meno, ti davano come finito già molti incontri prima di essere stato battuto da pugni più freschi, più rapidi, semplicemente più affamati.

Mi stancherei non crederei più a niente
Ma poi ce lei inaspettatamente e certe volte non ci
Credo che è vera tanto che non vedo l’ora che arrivi
La sera quando mi toglie i guantoni e mi cuce le
Ferite sorride ai problemi e dice che finchè stiamo
Insieme lei è felice e io finisco anche al tappeto
Altroché ma questa vita un po’ la cambio se quando torno
Ad aspettarmi trovo te io la mia casa la difendo e si può
Credere alle favole anche se fai a pugni con il mondo…
E si può credere alle favole anche se fai a pugni con il mondo

Cade la pioggia e tutto lava
cancella le mie stesse ossa
Cade la pioggia e tutto casca
e scivolo sull’acqua sporca
Si, ma a te che importa poi
rinfrescati se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo e
non sa di noi
non sa di noi
non sa di noi
Cade la pioggia e tutto tace
lo vedi sento anch’io la pace
Cade la pioggia e questa pace
è solo acqua sporca e brace
c’è aria fredda intorno a noi
abbracciami se vuoi
questa mia stessa pioggia sporca
Dimmi a che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione che muore in un angolo
E dimmi a che serve sperare
se piove e non senti dolore
come questa mia pelle che muore
che cambia colore
che cambia l’odore
Tu dimmi poi che senso ha ora piangere
piangere addosso a me
che non so difendere questa mia brutta pelle
così sporca
tanto sporca
com’è sporca
questa pioggia sporca
Si ma tu non difendermi adesso
tu non difendermi adesso
tu non difendermi
piuttosto torna a fango si ma torna
E dimmi che serve restare
lontano in silenzio a guardare
la nostra passione non muore
ma cambia colore
tu fammi sperare
che piove e senti pure l’odore
di questa mia pelle che è bianca
e non vuole il colore
non vuole il colore
no..
no..
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
scrivi tu la fine
io sono pronto
non voglio stare sulla soglia della nostra vita
guardare che è finita
nuvole che passano e scaricano pioggia come sassi
e ad ogni passo noi dimentichiamo i nostri passi
la strada che noi abbiamo fatto insieme
gettando sulla pietra il nostro seme
a ucciderci a ogni notte dopo rabbia
gocce di pioggia calde sulla sabbia
amore, amore mio
questa passione passata come fame ad un leone
dopo che ha divorato la sua preda ha abbandonato le ossa agli avvoltoi
tu non ricordi ma eravamo noi
noi due abbracciati fermi nella pioggia
mentre tutti correvano al riparo
e il nostro amore è polvere da sparo
il tuono è solo un battito di cuore
e il lampo illumina senza rumore
e la mia pelle è carta bianca per il tuo racconto
ma scrivi tu la fine
io sono pronto

“Stava andando via…

Lui la fermò e le chiese: “Come mai hai preso questa decisione, non mi ami più?”

E lei a quel punto rispose con voce tremolante ed emozionata: “Non è che non ti amo più, è che potrei amarti ancor di più un giorno e quel giorno potrebbe essere quello in cui tu finirai di amarmi , e questo mi fa impazzire…”

se ne andò… Si separarono con la consapevolezza di amarsi ancora tanto entrambi...”

Sapete alle volte anche lasciandosi andare, ognuno per la propria strada, può servire a ritrovarsi un giorno sulla stessa e ripercorrerla insieme, perchè è chiaro:

“Trovarsi, amarsi, lasciarsi per poi ritrovarsi, se c’è un forte sentimento… e quel sentimento è l’ Amore”.

Penso, sono, quindi credo.

Credere ha un significato molto ambiguo che si perde nelle profondità dell’inconscio.

Credere vuol dire soprattutto non conoscere, e quindi ignorare la risposta che ci attende oltre il buio, o aldilà di una vetta aspra, credere è accettare che possa essere, se poi nel credere si accetta che sia quella diventa fede.

Possiamo credere allora che vedremo un panorama da toglierci il fiato e che quel panorama sarà lì a soddisfare il nostro desiderio di sentirci  ripagati da un supplizio magari ingiusto, da una fatica che non volevamo affrontare ma ci siamo imposti di affrontare, volenti o nolenti…

Credere che sia quando poi sarà, nell’attesa ci consente di assaggiare il sacrificio e prepararci a qualcosa che davvero sentiamo crescere dentro di noi, forte, pulsante, dirompente, senza limiti… un biglietto sola andata per il viaggio della vita.

Credere che sia se poi non avverrà ci spaventa, è una duplicità, una moneta che ruota nell’aria lanciata in alto verso il sole, ci accieca, ci fa trattenere il fiato, talvolta solo il pensiero che non possa avverarsi ci fa sprofondare in quel secondo di angoscia lungo una vita…

Sarebbe una grossa fregatura vivere l’Inferno per guadagnarsi il Paradiso e.. e ritrovarsi all’Inferno.

Come bisogna interpretare razionalmente l’irrazionale?

C’è un modo per l’uomo di arrivare così tanto in profondità e giungere talmente nel profondo da toccarlo, non inteso come Baudelaire nel suo spleen, toccare il fondo e allora solo lì comprendere dove si è giunti e spingere con i piedi per ritornare in superficie. Intendo esplorare il fondo, restarvici, resitere, perchè nessuno si è mai lanciato consapevolmente nelle profondità dell’essere e si è sentito così lucido da comprenderlo, o come altri mauvais più moderni del XX secolo, magari meno nobili, non hanno avuto più un corpo che potesse reggere il peso di tale consapevolezza.

A che scopo spingersi nelle profondità, abbandonando il concetto di spleen, per esplorare l’animo umano, mi domando se per riuscire ad ottenere le risposte che non si hanno si possa evitare di vivere attimo per attimo la vita di tutti i giorni passando all’esplorazione profonda del proprio essere, nel mare dello spleen, senza lasciarsi risucchiare.

Quanto più ci si sforzi ad occupare la mente in attesa di una nuova prospettiva si diventa poco a poco ombra di se stessi:

Strano ritrovarsi a scavare nei sogni
e cercati solo la.
la tua carnalità più viva della terra stessa,
unica in tutti i suoi più fragili anfratti
mi attraversa l’anima come un brivido,
ho sfogliato il mio pensiero
l’ho narrato al tuo cuore,
ma non è bastato a stravolgere il tuo animo
strano a ritrovarsi qua
e vedersi ombra di se stessi.

PATIENCE…

Pubblicato: marzo 28, 2012 in Musica & Parole, Video
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1, 2, 1, 2, 3, 4
(whistle)
Shed a tear ‘cause I’m missin’ you
I’m still alright to smile
Girl, I think about you every day now
Was a time when I wasn’t sure
But you set my mind at ease
There is no doubt
You’re in my heart now

Said, woman, take it slow
It’ll work itself out fine
All we need is just a little patience
Said, sugar, make it slow
And we come together fine
All we need is just a little patience
(patience)
Mm, yeah

I sit here on the stairs
‘Cause I’d rather be alone
If I can’t have you right now
I’ll wait, dear
Sometimes I get so tense
But I can’t speed up the time
But you know, love
There’s one more thing to consider

Said, woman, take it slow
And things will be just fine
You and I’ll just use a little patience
Said, sugar, take the time
‘Cause the lights are shining bright
You and I’ve got what it takes
To make it
We won’t fake it,
I’ll never break it
‘Cause I can’t take it

(whistle)
…little patience, mm yeah, mm yeah
Need a little patience, yeah
Just a little patience, yeah
Some more patience, yeah
Need some patience, yeah
Could use some patience, yeah
Gotta have some patience, yeah
All it takes is patience
Just a little patience
Is all you need

I BEEN WALKIN’ THE STREETS AT NIGHT
JUST TRYIN’ TO GET IT RIGHT
HARD TO SEE WITH SO MANY AROUND
YOU KNOW I DON’T LIKE
BEING STUCK IN THE CROWD
AND THE STREETS DON’T CHANGE
BUT BABY THE NAME
I AIN’T GOT TIME FOR THE GAME
‘CAUSE I NEED YOU
YEAH, YEAH, BUT I NEED YOU
OO, I NEED YOU
WHOA, I NEED YOU
OO, ALL THIS TIME
(ah)

Somebody That I Used to Know, è il titolo di un nuovo singolo di Wouter “Wally” De Backer, meglio conosciuto come Gotye, musicista e cantautore belga australiano.

Il brano in questione, è estratto dalla sua ultima opera discografica intitolata “Making Mirron”, disco pubblicato lo scorso 19 agosto.

La canzone, viene cantata con la collaborazione di Kimbra Johnson in arte Kimbra, una cantante neozelandese.

Quì di seguito, trovi la clip ufficiale del brano.

Appena dopo, trovi il testo in lingua originale e la relativa traduzione.

Testo Somebody That I Used to Know (Lingua Originale)

Now and then I think of when we were together
Like when you said you felt so happy you could die
Told myself that you were right for me
But felt so lonely in your company
But that was love and it’s an ache I still remember

You can get addicted to a certain kind of sadness
Like resignation to the end
Always the end
So when we found that we could not make sense
Well you said that we would still be friends
But I’ll admit that I was glad that it was over

But you didn’t have to cut me off
Make out like it never happened
And that we were nothing
And I don’t even need your love
But you treat me like a stranger
And that feels so rough
You didn’t have to stoop so low
Have your friends collect your records
And then change your number
I guess that I don’t need that though
Now you’re just somebody that I used to know

Now and then I think of all the times you screwed me over
But had me believing it was always something that I’d done
And I don’t wanna live that way
Reading into every word you say
You said that you could let it go
And I wouldn’t catch you hung up on somebody that you used to know…

But you didn’t have to cut me off
Make out like it never happened
And that we were nothing
And I don’t even need your love
But you treat me like a stranger
And that feels so rough
You didn’t have to stoop so low
Have your friends collect your records
And then change your number
I guess that I don’t need that though
Now you’re just somebody that I used to know

I used to know
That I used to know

Somebody…


Traduzione Somebody That I Used to Know

[Gotye:]
Di quando in quando penso a quando stavamo insieme
Come a quando hai detto che eri così felice che saresti potuta morire
Ho detto a me stesso che eri giusta per me
Ma mi sentivo così solo in tua compagnia
Ma quello era amore ed è un dolore che ricordo ancora
Si può diventare dipendenti da tale tipo di tristezza
Come la rassegnazione alla fine, sempre alla fine
Perciò quando abbiamo scoperto che no avremmo potuto avere un senso
Beh, hai detto che saremmo potuti essere ancora amici
Ma ammetterò che ero contento che fosse finitaMa non dovevi tagliarmi fuori
Far finta che non fosse mai successo e che noi non fossimo stati niente
Non mi serve neppure il tuo amore
Ma tu mi tratti come un estraneo e sembra così brutale
No, non dovevi abbassarti a tanto
Lasciare che i tuoi amici collezionino i tuoi messaggi [vocali] e poi cambiare numero
Credo di non aver bisogno di questo, anche se
Adesso sei solo qualcuno che un tempo conoscevo

Adesso sei solo qualcuno che un tempo conoscevo
Adesso sei solo qualcuno che un tempo conoscevo

[Kimbra:]
Di quando in quando penso a tutte le volte che mi hai fregato
Ma mi hai fatto credere che era sempre qualcosa che avevo fatto io
Ma non voglio vivere così
Leggendo tra le righe di ogni parola che pronunci
Hai detto che avresti potuto lasciar perdere
E ti avrei beccato a uscire con qualcuno che un tempo conoscevi

[Gotye:]
Ma non dovevi tagliarmi fuori
Far finta che non fosse mai successo e che noi non fossimo stati niente
Non mi serve neppure il tuo amore
Ma tu mi tratti come un estraneo e sembra così brutale
No, non dovevi abbassarti a tanto
Lasciare che i tuoi amici collezionino i tuoi messaggi [vocali] e poi cambiare numero
Credo di non aver bisogno di questo, anche se
Adesso sei solo qualcuno che un tempo conoscevo

[x2]
Qualcuno
(che un tempo conoscevo)
Qualcuno
(Adesso sei solo qualcuno che un tempo conoscevo)

(che un tempo conoscevo)
(che un tempo conoscevo)
(che un tempo conoscevo)
Qualcuno

un ringraziamento a Wikitesti per la traduzione


I Marlene Kuntz sostengono il referendum contro la caccia in Piemonte che si terrà il prossimo 3 giugno.

Il quesito referendario regionale piemontese contro la caccia del 1987, in gran parte sopravvissuto a 25 anni dalla raccolta delle firme nonostante diversi interventi del legislatore regionale, chiede l’abrogazione di alcune parti della vigente normativa sulla caccia. In particolare sono 4 i punti che caratterizzano la richiesta referendaria.

1 – Divieto di caccia per 25 specie selvatiche
Viene richiesta la cancellazione dall’elenco delle specie cacciabili di 25 specie di fauna selvatica italiana con la conseguente istituzione del divieto di caccia.

2 – Divieto di caccia la domenica
Viene richiesta la cancellazione della domenica dai giorni nei quali la caccia è consentita con la conseguente istituzione del divieto di caccia la domenica.

3- Divieto di cacciare su terreno coperto da neve
Già oggi è così: sono tuttavia previste numerose eccezioni (ad esempio la caccia alla volpe, agli ungulati e alla tipica fauna alpina) che il quesito vorrebbe invece eliminare.

4 – Limitazione ai privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie
Di fatto, nelle ex riserve private di caccia si possono abbattere animali in numero molto maggiore rispetto al territorio libero, non dovendosi applicare i limiti di carniere per molte specie. Il referendum vuole abolire questo privilegio per chi può permettersi di andare a caccia in strutture private.

Il quesito referendario non è abrogativo dell’attività venatoria, ma richiede un ridimensionamento di questa proteggendo specie a rischio di estinzione o di scarso interesse venatorio, restituendo ai cittadini la possibilità di frequentare la domenica in sicurezza boschi, campagne, monti e aree naturali della regione.

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se è stata la miglior conversazione mai avuta.
È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze; possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.

Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l’importanza delle persone che hanno toccato le loro vite.
L’amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te pianga.