La Strage degli Orangutan di Sumatra

Pubblicato: marzo 31, 2012 in Oriente
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Li stanno massacrando, bruciando vivi a centinaia. Loro che hanno una forza micidiale ma sono incapaci di far male a una mosca con il loro carattere timido, riservato. Figuriamoci a un uomo il cui odore li fa abbracciare l’uno con l’altro e li fa piangere. Sì, perché l’Orangutan può piangere, come noi. Quando sentono che si avvicina cercano pateticamente di nascondersi tra le grosse foglie della foresta tropicale, ma l’uomo è dotato di potenti binocoli a raggi infrarossi, satellitari, fucili che ti bucano un centesimo a cento metri di distanza.

Si tratta degli Orangutan di Sumatra, specie ormai divenuta rara e sfortunatamente entrata in competizione con il dio denaro delle grandi compagnie dell’olio di soia e di palma. Queste scimmie che abitano la foresta di Tripa nel Nord dell’Indonesia fuggono a centinaia inutilmente le fiamme appiccate da uomini pagati dalla compagnia che estrae l’olio di palma. Gli bruciano le piante su cui dimorano, quelle che mangiano, quelle sui cui dormono e bruciano i loro corpi troppo, lenti per fuggire alle fiamme.

Già l’anno scorso le compagnie erano state accusate di avere messo una vera e propria taglia sulla testa degli Orangutan, rei, a loro dire, di danneggiare le giovani palme da cui si estrae l’olio, ma i conservazionisti hanno ormai dimostrato il loro gioco sporco e cinico. Danno fuoco all’habitat della grande scimmia cosicché lei invade le piantagioni di palma. A questo punto scattano le taglie e i cacciatori prezzolati non vedono l’ora di raggranellare due soldi per ogni testa tagliata.

Una foto amatoriale che strappa letteralmente il cuore ha fatto il giro del Net l’anno scorso. Mostrava una femmina di Orangutan che tentava di difendere il piccolo, semplicemente abbracciandolo, dall’attacco mortale del cacciatore pagato dalla compagnia che aveva i suoi interessi in quella zona. Per fortuna un ranger riusciva a fermare la mano del killer e a salvare madre e piccolo, cosa che i soccorritori stanno tentando di fare anche ora, in questo preciso momento, strappando dalle fiamme tutti i soggetti che possono.

Cosa possiamo fare di concreto per aiutare queste scimmie che chiamiamo antropomorfe, proprio per le elevate capacità sensoriali e sentimentali? Oltre a cercare su Internet i siti di chi le protegge ed è sempre a corto di soldi (contro compagnie che hanno patrimoni inestimabili) sabotare tutti i cosmetici (saponi e belletti vari) e i detersivi che contengono olio di palma e ce ne sono tantissimi, compreso il sapone di Marsiglia che, nel 1600 era fatto esclusivamente con olio d’oliva, mentre oggi è fabbricato con miscele d’oli tra cui quello di palma.
C’è un’eccellente ditta siciliana che prepara ancora saponi artigianali con 100% di olio d’oliva e l’aggiunta di fiori ed essenze tipiche della regione. Basta una breve ricerca sul Net. Un piccolo gesto per aiutare una grande scimmia.

commenti
  1. Pandy scrive:

    Uff… è terribile, è cattiveria allo stato puro contro chi non può difendersi.
    Oltre ai cosmetici, vorrei ricordare che ci sono tanti alimenti come surgelati, snack dolci o salati, biscotti, ecc… che contengono olio di palma, a volte nascosto sotto la voce “olio vegetale”, che è pure dannoso alla salute in quanto ricco di grassi saturi che alzano il livello del colesterolo cattivo. Insomma, non c’è nemmeno un motivo valido per salvare quest’olio!

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