Italiani, una rivoluzione silenziosa..

Pubblicato: aprile 17, 2012 in Altura e Cultura
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Incremento di suicidi in Italia tra disoccupati e imprenditori

Eures: nel 2010 sono aumentati del 2,1%. Le categorie a rischio restano gli uomini che perdono il lavoro e gli esodati*
Non solo disoccupati, ma anche imprenditori, liberi professionisti ed esodati in Italia decidono sempre di più di suicidarsi a testimonianza del fatto che l’impatto della crisi sul mondo del lavoro interessa tutti i settori, da quello subordinato a quello autonomo.

Secondo i dati del secondo rapporto Eures sui suicidi in Italia, c’è una scia di sangue che segna il nostro Paese al tempo della crisi, con un disoccupato che ogni giorno sceglie di suicidarsi per la disperazione: sono stati 362 nel 2010 i suicidi dei disoccupati, un dato che supera ulteriormente i 357 casi del 2009, che già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 suicidi accertati in media del triennio precedente.

Tra i disoccupati, la crescita dei suicidi riguarda principalmente coloro che hanno perduto il lavoro (272 suicidi nel 2009 e 288 nel 2010, a fronte dei circa 200 degli anni precedenti), mentre l’aumento è meno marcato tra quanti sono alla ricerca della prima occupazione (85 vittime nel 2009 e 74 nel 2010, a fronte delle 67 in media nel triennio precedente).

Inoltre nel 2010 si sono registrati 336 casi di suicidio tra i lavoratori autonomi. Nel 2009 tra gli autonomi i suicidi erano stati 343. Più in dettaglio, spiega l’Eures, nel 2010 si contano 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e commercianti) e 144 tra gli imprenditori e i liberi professionisti (sono state 151 nel 2009), costituite in oltre il 90% dei casi da uomini, confermando come tutte le variabili legate a fattori materiali presentino indici di mascolinità superiori a quello già elevato rilevato in termini generali.

Per quanto riguarda l’ultimo biennio, 2009-2010, si è verificato un “importante aumento” dei casi di suicidio in tutte le fasce d’età, minori esclusi, con un particolare riferimento alla fascia 45-64 anni, nella quale si concentra anche il problema dei cosiddetti “esodati”, ovvero di quei lavoratori usciti dal mercato del lavoro attraverso canali di protezione sociale e che l’attuale riforma Monti-Fornero del sistema pensionistico, rischia di lasciare totalmente privi di reddito.

In generale, dopo l’aumento dei suicidi registrato nel 2009, con 2.986 persone che si sono tolte la vita contro le 2.828 del 2008 (+5,6%), prosegue nel 2010 la crescita del fenomeno in Italia, dove i suicidi accertati salgono ancora, del 2,1%: 3.048 persone si sono tolte la vita. Il “rischio suicidario” è più alto tra i maschi e, a livello regionale, colpisce di più il Nord, anche se la crescita record si è registrata al Centro.

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