R.VECCHIONI: Stranamore 1977

Pubblicato: aprile 17, 2012 in Altura e Cultura, Musica & Parole
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È lui che torna a casa sbronzo quasi tutte le sere
e quel silenzio tra noi due che sembra non finire
quando lo svesto, lo rivesto e poi lo metto a letto,
e quelle lettere che scrive e poi non sa spedirmi…
forse lasciarlo sulle scale è un modo di salvarmi.

E tu che hai preso in mano il filo del mio treno di legno
che per essere più grande avevo dato in pegno:
e ti ho baciato sul sorriso per non farti male
e ti ho sparato sulla bocca invece di baciarti
perché non fosse troppo lungo il tempo di lasciarti.

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

E l’alba sul Danubio a Marco parve fosforo e miele
e una ragazza bionda forse gli voleva dire
che l’uomo è grande, l’uomo è vivo, l’uomo non è guerra;
ma i generali gli rispondono che l’uomo è vino
combatte bene e muore meglio solo quando è pieno.

E il primo disse: “Ah sì? Non vuoi comprare il nostro giornale?!”
E gli altri: “Lo teniamo fermo tanto per parlare”
ed io pensavo: “Ora gli dico: Sono anch’io fascista” –
ma ad ogni pugno che arrivava dritto sulla testa
la mia paura non bastava a farmi dire basta.

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

Ed il più grande conquistò nazione dopo nazione,
e quando fu di fronte al mare si sentì un coglione
perché più in là non si poteva conquistare niente;
e tanta strada per vedere un sole disperato
e sempre uguale e sempre come quando era partito.

Bello l’eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave
ha più ferite che battaglie, e lui ce l’ha la chiave.
Ha crocefissi e falci in pugno e bla bla bla fratelli
ed io ti ho sollevata figlia per vederlo meglio
io che non parto e sto a guardarti e che rimango sveglio.

Forse non lo sai ma pure questo è amore.

  • Solo qualche nota, a commento di un testo molto chiaro nel suo messaggio generale .Una serie di flash su vicende che declinano in varie forme – talora in modo un po’ “strano” – il sentimento di amore (non necessariamente nel senso erotico-passionale del termine).

Il montaggio sincopato di sequenze è implicitamente richiamato anche nel titolo, che cita, con ogni evidenza, l’omonimo film di Kubrick (1964).

Una donna oppressae forse maltrattata – dal marito alcolizzato.
Il medesimo Vecchioni che pratica l’eutanasia ad una sua relazione sentimentale.
Marco Aurelio costretto a fare la guerra in Pannonia, quando invece vorrebbe scrivere i suoi Pensieri.
La vittima di un pestaggio fascista.
Alessandro Magno disilluso di fronte all’immensità dei suoi sogni.
Garibaldi, dritto sullo scoglio di Quarto, alla partenza per le Due Sicilie.
Ancora l’Autore, che ascolta l’arringa dell’Eroe dei Due Mondi, ma non si unisce a lui e si immerge nel tepore degli affetti familiari.”

Versione Francese:

C’est lui qui rentre bourré quasiment chaque soir
et ce silence entre nous deux qui ne semble jamais finir
quand je le déshabille, le rhabille et puis le couche,
et ces lettres qu’il écrit et puis ne m’envoie jamais…
Le laisser sur l’escalier, c’est juste une façon de me sauver.

Et toi, qui as pris dans les mains le fil de mon train en bois
que j’avais engagé pour me sentir plus grand,
je t’ai embrassée sur le sourire pour ne pas de faire de mal
et j’ai tiré sur ta bouche au lieu de t’embrasser
pour que le temps de te quitter ne soit pas trop long.

Peut-être tu ne sais pas, mais ça aussi c’est l’amour.

Et Marc voyait l’aube sur le Danube comme phosphore et miel
et une fille blonde peut-être voulait-elle lui dire
que l’homme est grand, l’homme est vivant, l’homme n’est pas guerre
mais les généraux lui répondent que l’homme est vin,
il combat bien et meurt mieux seulement quand il est plein.

Et le premier dit: “Bon, tu ne veux pas acheter notre journal?”
et les autres: “On le tient en place tant pour parler un peu”,
moi je pensais: “Je vais leur dire que moi aussi je suis fasciste”,
mais à chaque coup qu’on me balançait juste sur la tête
ma peur ne suffisait pas pour me faire dire Arrêtez

Peut-être tu ne sais pas, mais ça aussi c’est l’amour.

Et le plus grand conquérit une nation après l’autre
mais bien en face de la mer il se sentit un con
car on ne pouvait plus rien conquérir au-delà d’elle,
tant de chemin pour voir un soleil déséspérant,
toujours égal, toujours le même depuis son départ

Qu’il est beau, le héros aux yeux bleus débout sur le bateau,
plus de blessures que de batailles, et il a bien la clé,
et crucifix, faucilles au poing et bla-bla-bla mès frères,
je t’ai soulevée ma fille pour mieux le voir
moi qui ne pars pas, et qui régarde et qui reste éveillé.

Peut-être tu ne sais pas, mais ça aussi c’est l’amour.

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