Archivio per settembre, 2012

Guerriglia urbana nella capitale: la polizia carica i  manifestanti che  avevano circondato il parlamento

Doveva essere una manifestazione pacifica, è terminata con ventitre arresti e tredici feriti, tra cui un poliziotto. È questo il bilancio del corteo di indignados davanti al Parlamento spagnolo, una manifestazione autorizzata ma che è terminata in guerriglia urbana. Nel pomeriggio i 1.350 celerini schierati per contenere il corteo hanno caricato la folla per permettere alle camionette della polizia di farsi spazio e raggiungere il centro di piazza Nettuno, quella antistante il parlamento. Dal tentativo di aprire un corridoio tra i manifestanti sono nate le colluttazioni, che sono proseguite fino a sera, quando gli indignados sono stati spinti dalla polizia fino alla zona della stazione di Atocha e del Paseo del Prado. La polizia per disperderli ha sparato a salve e continuato con le cariche. Secondo alcuni manifestanti gli agenti avrebbero utilizzato anche proiettili di gomma. L’autorizzazione rilasciata dal parlamento spagnolo terminava alle 21:30, ma i contestatori hanno tentato di organizzare comunque un assemblea nel centro città.

Piazza Nettuno si era riempita nel pomeriggio, quando migliaia di manifestanti hanno circondato l’edificio del parlamento per protestare contro le misure di austerità approvate dal governo spagnolo e per chiedere le dimissioni dell’esecutivo di Mariano Rajoy. La protesta non riguardava solo Madrid, ma si è svolta in contemporanea in molte città spagnole. Nella capitale però si sono verificati gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, sotto gli occhi attoniti dei turisti. Secondo la polizia, l’intervento degli agenti a Piazza Nettuno si era reso necessario per impedire che i manifestanti sfondassero i cordoni intorno al parlamento. Già in mattinata era stato arrestato un uomo che era montato su una transenna d’acciaio con la bandiera di un sindacato.

Le donne proclamano lo sciopero del sesso contro la dittatura

 

Le donne africane del gruppo “Salviamo il Togo” hanno proclamato uno sciopero del sesso: l’invito di astenersi, per un’intera settimana, dai piaceri carnali è stato rivolto a tutte le donne del Paese. L’obiettivo delle manifestanti è quello di convincere gli uomini togolesi della validità delle istanze della loro protesta.

Una protesta nata a seguito dei violenti scontri, scoppiati tra forze di sicurezza e popolazione, causati dal ritardo nelle procedure elettorali delle prossime elezioni parlamentari, previste ad ottobre. Il malcontento del gruppo “Salviamo il Togo” -e della restante parte della popolazione civile- è stato causato anche dalle recenti modifiche apportate alla legge elettorale, alle quali si è giunti senza la consultazione degli elettori.

Scelte politiche autoritarie di quella che, di fatto, è una dittatura. E’ stata Isabelle Amengavi, presidente di Alleanza Nazionale per il Cambiamento, infatti, a denunciare una situazione politica divenuta oramai insostenibile : “L’opposizione vuole riportare la democrazia. Il Togo è sotto dittatura, i diritti umani non sono rispettati, i problemi economici sono tanti e le donne sono le principali vittime”.

Le scelte del Governo, per di più, hanno causato rallentamenti nello sviluppo economico del Togo che, pur essendo ufficialmente una Repubblica dell’Africa Occidentale, di fatto è retto da una giunta militare. Ma sarebbero proprio le reiterate debolezze dell’opposizione la causa principale del rallentamento del processo di democratizzazione del Paese.

E questi ritardi, insieme con le politiche inflessibili del Governo, hanno dato vita a disordini protrattisi per settimane. Un’escalation, che ha inciso duramente sulle

libertà personali dei togolesi. In occasione dei recenti disordini, infatti, le forze dell’ordine hanno eseguito una decina di arresti.

La Ameganvi, dopo aver scelto di sostenere la coalizione “Salviamo Togo”, ha spiegato che l’idea dello sciopero del sesso, per richiamare l’attenzione degli uomini sulle condizioni sociali e politiche del Togo, ricalca le orme della protesta delle donne liberiane, impegnate nella liberazione del Paese durante la guerra civile.

“Vogliamo combattere come le donne della Liberia perché, con lo sciopero del sesso, costrinsero gli uomini a sospendere i combattimenti”. E non a caso, in Liberia, la guerra terminò proprio grazie all’audacia delle donne: costrinsero gli uomini al “cessate il fuoco” con la promessa di concedersi nuovamente. Le felici abitudini sessuali ripresero e nel Paese ritornò la pace.

Un lieto fine, dunque, auspicato anche dalle attiviste di “Salviamo il Togo”: “E’ per questo che vogliamo fare la stessa cosa, per obbligare l’opposizione togolese a combattere, ponendo fine al sistema di oppressione che dura ormai da 16 anni”.

L’alpinista travolto sull’Himalaya
aveva scoperto tardi la montagna
“E’ il luogo della mia libertà”

Alberto Magliano aveva scoperto tardi la montagna.

Aveva studiato giurisprudenza, parlava tre lingue. Esperto di vette, «non era uno sprovveduto», lo ricorda Marco Confortola, uno degli ultimi a vederlo prima che la neve lo travolgesse nella sua tenda, insieme a uno sherpa. «L’ho incontrato ieri mentre scendevo dal capo 3 e lui saliva- dice-. Abbiamo parlato della sua tenda rovinata dalla nevicata e poi ci siamo salutati».

“Perché scalare una montagna? Perché è lì…”. Comincia così, con una citazione di Mallory, la “piccola autobigrafia” di  Magliano.

Sul suo sito, sevensummits.it, Magliano riprende le parole dell’audace e geniale precursore dell’Himalaysmo moderno per spiegare l’origine di una passione che diventa ostinazione, come quella che Mallory aveva per l’Everest. Un nome non casuale, quello di sevensummits.it, con quel ‘seven’ che sta a indicare le cime più alte dei continenti.Magliano è stato il primo alpinista non porfessionista a scalarle tutte e sette.

Era nato a Trieste nel 1945, avrebbe compiuto 67 anni. “Mi piace pensare alla mia vita come a un percorso esplorativo dei terreni più svariati, sia in senso geografico, sia in termini culturali e conoscitivi generali, cioè senza confini”.

Liberta’, scrive ancora l’alpinista la montagna per lui rappresenta “Libertà  da tutto ciò che ci vincola, ci impedisce, ci limita, vorrei dire “ci trattiene in basso”. Emblematico, per me, il titolo di uno dei tanti libri di Reinhold Messner: ‘La liberta’ di andare dove voglio’. L’alpinismo cosi’ interpretato diventa una straordinaria attivita’ di vita, molto piu’ di uno sport, ma nulla a che vedere con un lavoro: un modo di vivere, forse addirittura una visione del mondo. Le migliori tra le guide alpine che conosco non riescono a vivere la loro professione come un mestiere: la vedono come la proiezione adulta di un’attività ludica, iniziata da ragazzi e miracolosamente trasformata in un lavoro di alta responsabilità”.

Porto dietro un grande pensiero che esprime il carattere delle sue imprese e della sua passione:

“il più bravo non è mai soltanto quello che fa il passaggio più duro, o che impiega meno tempo a fare la via o che porta lo zaino più pesante. Io credo invece che il grande alpinista sia individuato da un complesso di doti fisiche, psichiche, tecniche e culturali, qualcosa di simile al grande artista: infatti ce ne sono pochi, e non si autocertificano mai.”

Per Alberto Magliano, Alpinista , Viaggiatore, Esploratore… semplicemente uomo libero.

Vaadhoo, Maldive: il mare che riflette le stelle

Pubblicato: settembre 24, 2012 in Viaggi

Vaadhoo, Maldive: il mare che riflette le stelle.

 

Pamukkale, il castello di cotone

Pubblicato: settembre 24, 2012 in Video

In Francia

Il presidente francese, Francois Hollande, ha annunciato la chiusura della centrale nucleare di Fessenheim, al confine con la Germania entro il 2016.

Il presidente francese  ha precisato poi che la centrale sarà chiusa garantendo tuttavia un’occupazione a «tutti i suoi lavoratori». Hollande ha in particolare promesso pubblicamente la conversione del sito e con essa il mantenimento dei livelli occupazionali.

In Giappone intanto…

Il Giappone si appresta intanto a chiudere i suoi reattori nucleari nell’arco di circa 30 anni, optando per un forte cambiamento strategico dopo il disastro della crisi atomica di Fukushima del 2011. Lo prevedono le nuove linee energetiche nazionali approvate oggi dal governo presieduto dal premier Yoshohiko Noda.

Pubblicato: settembre 12, 2012 in Video

SQUADRATI

Quadrato semiotico del cinefilo – Con il Festival di Venezia alle spalle e il Milano Film Festival alle porte, è il momento di chiedersi: che tipo di cinefilo credo di essere? A tutti gli spettatori: buona visione.

quadrato semiotico del cinefilo



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Pubblicato: settembre 12, 2012 in Video

Lots of homemade video footage of Unidentified Flying Objects has been brought forward over the years. I wonder how much more video there must be out there. At any rate, someone has taken the time to compile footage and news reports from multiple UFO sightings dating back to 2009.

This is all very interesting to me to say the least. I’m always intrigued by things that I don’t understand. I first watched this video yesterday morning and I haven’t stopped thinking about the possibilities:

By: http://subzinfo.wordpress.com/2012/09/05/amazing-footage-of-ufo-sightings-watch-video-here/