“Perchè in fondo siamo come te: Conquistatori dell’inutile”

Pubblicato: settembre 24, 2012 in Climbing, Alpinismo & Natura, Oriente, Viaggi
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L’alpinista travolto sull’Himalaya
aveva scoperto tardi la montagna
“E’ il luogo della mia libertà”

Alberto Magliano aveva scoperto tardi la montagna.

Aveva studiato giurisprudenza, parlava tre lingue. Esperto di vette, «non era uno sprovveduto», lo ricorda Marco Confortola, uno degli ultimi a vederlo prima che la neve lo travolgesse nella sua tenda, insieme a uno sherpa. «L’ho incontrato ieri mentre scendevo dal capo 3 e lui saliva- dice-. Abbiamo parlato della sua tenda rovinata dalla nevicata e poi ci siamo salutati».

“Perché scalare una montagna? Perché è lì…”. Comincia così, con una citazione di Mallory, la “piccola autobigrafia” di  Magliano.

Sul suo sito, sevensummits.it, Magliano riprende le parole dell’audace e geniale precursore dell’Himalaysmo moderno per spiegare l’origine di una passione che diventa ostinazione, come quella che Mallory aveva per l’Everest. Un nome non casuale, quello di sevensummits.it, con quel ‘seven’ che sta a indicare le cime più alte dei continenti.Magliano è stato il primo alpinista non porfessionista a scalarle tutte e sette.

Era nato a Trieste nel 1945, avrebbe compiuto 67 anni. “Mi piace pensare alla mia vita come a un percorso esplorativo dei terreni più svariati, sia in senso geografico, sia in termini culturali e conoscitivi generali, cioè senza confini”.

Liberta’, scrive ancora l’alpinista la montagna per lui rappresenta “Libertà  da tutto ciò che ci vincola, ci impedisce, ci limita, vorrei dire “ci trattiene in basso”. Emblematico, per me, il titolo di uno dei tanti libri di Reinhold Messner: ‘La liberta’ di andare dove voglio’. L’alpinismo cosi’ interpretato diventa una straordinaria attivita’ di vita, molto piu’ di uno sport, ma nulla a che vedere con un lavoro: un modo di vivere, forse addirittura una visione del mondo. Le migliori tra le guide alpine che conosco non riescono a vivere la loro professione come un mestiere: la vedono come la proiezione adulta di un’attività ludica, iniziata da ragazzi e miracolosamente trasformata in un lavoro di alta responsabilità”.

Porto dietro un grande pensiero che esprime il carattere delle sue imprese e della sua passione:

“il più bravo non è mai soltanto quello che fa il passaggio più duro, o che impiega meno tempo a fare la via o che porta lo zaino più pesante. Io credo invece che il grande alpinista sia individuato da un complesso di doti fisiche, psichiche, tecniche e culturali, qualcosa di simile al grande artista: infatti ce ne sono pochi, e non si autocertificano mai.”

Per Alberto Magliano, Alpinista , Viaggiatore, Esploratore… semplicemente uomo libero.

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