Archivio per novembre, 2012

Umbria – 23 novembre 2012

Siamo in crisi e può succedere anche che un uomo decida di farsi 5 anni di galera da innocente per soldi. 100 euro al giorno, questa la somma pattuita, per prendere il posto del criminale e trascorrere i giorni migliori della vita in cella.

A Perugia, rivela il Giornale dell’Umbria, c’è chi ha preso questa pratica come un lavoro vero e proprio. Ci si assume la responsabilità di piccoli furti, spaccio, ricettazione e si diventa il capro espiatorio. Il finto-ladro accetta di passere qualche mese in carcere, vitto e alloggio assicurati, e poi esce, con qualche soldo in tasca in più.

L’identikit del carcerato di mestiere è facilmente individuabile: una persona in difficoltà economica e con molte conoscenze tra i malviventi. Deve essere una persona fidata e soprattutto deve essere disposto a subire processi e fingere senza remore colpevolezza. Farsi passare per colpevole non è sempre facile, anche perché i poliziotti fanno domande precise sulla modalità del reato che si ammette di aver commesso.

Ma il capro espiatorio agisce come un vero professionista. Una volta condannato, il finto colpevole, può anche sperare di uscire presto dalla galera. A volte se la cava con quattro e i cinque mesi, spesso anche solo tre mesi. Ogni giorno viene ricompensato con una somma di denaro pagata da chi ha veramente commesso il reato.

Ancora non si sa quanto questa pratica sia diffusa, ma di certo, con la crescita della disoccupazione, c’è il rischio che le carceri si riempiano di falsi- colpevoli, per la gioia dei veri malviventi.

Una graziosa gelataia austriaca di 34 anni, ha origini  messicane e spagnole ed è stata soprannominata “Ice Lady”, non nel senso di “Signora dei gelati”, quanto piuttosto nel senso di “Donna di ghiaccio”.

Estibaliz Carranza, processo, ViennaE’ probabile che non abbia tutte le rotelle a posto ma è comunque stata sfigatissima con gli uomini; dapprima si è ritrovata un marito diventato di punto in bianco seguace degli Hare Krishna e fannullone, quindi un amante che la tradiva con le squillo, peggio di così…
Holger Holz, il marito e Manfred Hinterberger, l’amante: i due uomini della sua vita, le sue croci, a suo dire, entrambi da lei freddati con una Beretta 22, fatti a pezzi con una sega elettrica, quindi surgelati in tocchetti nel frigorifero della gelateria e poi “smaltiti” sepolti in cantina.
Due uomini che nessuno ha cercato e che sono stati trovati quasi per caso, a distanza di quattro anni dal primo delitto e di due dal secondo, durante lavori di manutenzione dello stabile, mentre Estibaliz era in Italia, qui venuta per rifarsi una vita; e infatti aveva trovato un nuovo amore che, probabilmente, sta brindando da qualche parte per lo scampato pericolo.

La difesa ha puntato sulla profonda delusione affettiva della donna subita dal comportamento di entrambi gli uomini: il marito era cambiato dopo il matrimonio, la umiliava a parole, era diventato un Hare Krishna e «dormiva sempre fino alle 10, e poi tornava a casa a tarda notte. Non faceva nulla, non voleva mettersi a lavorare».

Estibaliz Carranza, i suoi avvocati

Estibaliz aveva chiesto il divorzio ma Holz non voleva andarsene, e dove, poi?; i due vivevano ormai nella gelateria perchè non c’erano soldi per pagare un affitto di casa. Così lo sopprime.

Riprende una relazione con l’amante, che l’aveva già lasciata una volta ma cosa scopre? Messaggi osé sul suo cellulare, e il suo profilo su un sito di appuntamenti.  Delusione profonda… ed anche l’amante viene cancellato dall’elenco dei vivi con le stesse modalità.

Il processo si sta concludendo in questi giorni a Vienna e a breve ci

sarà il verdetto. Storia d’amore, di follia e di sur-gelati.

Rivale 800, eletta come moto più bella di Eicma 2012, 170 kg e 125 cv

È la più strepitosa e “cattiva” di tutte. La MV Agusta Rivale 800 è il nuovo bolide della casa di Schiranna capace di conquistarsi il titolo di moto più bella di EICMA 2012. Un concorso organizzato dalla testata giornalistica Motociclismo, che ha premiato, con il 35,5 % delle preferenze,
l’inedita Motard di 800 cc made in Italy. I numeri non lasciano spazio all’immaginazione: 170 kg e 125 cv di potenza che proiettano per la prima volta il marchio nel settore della Fun Bike.

Ai nostri microfoni Giovanni Castiglioni, Presidente e Amministratore Delegato di MV Agusta, l’ha definita come una vera astronave su due ruote. Un concentrato di design, dalle linee armoniche futuristiche e proporzionate.

GUARDA IL VIDEO DI MV AGUSTA A EICMA 2012

Tecnologia
Una moto che consente un divertimento totale. Utilizza ampiamente la tecnologia LED, dall’avantreno – aumentando  la visibilità della moto da ogni angolo d’osservazione – fino alle luci di posizione e di stop. Il cruscotto è interamente digitale, multifunzione e compatto.
È equipaggiata con un propulsore tre cilindri in linea con albero motore controrotante che già aveva esordito sulla supersportiva F3 675.
Grazie alla tecnologia MVICS (Motor & Vehicle Integrated Control System) e la gestione dell’accelleratore Full Ride-By-Wire, il piacere di guida è assoluto e decisamente fluido.

Il conto alla rovescia è iniziato, dopo aver ammaliato il pubblico del Salone, la nuova nata di Casa Agusta si prenota un posto tra le moto più desiderate del 2013, pronta a ringhiare sulle strade a partire dalla prossima estate. Prezzo? A partire da 10.990€

ospedale

Ha superato o giorni massimi consengiti per malattia in un posto di lavoro. Il motivo? Aveva subito un trapianto, e il prolungarsi del “post-operatorio” non le hanno permesso di tornare in ufficio. Per questo è stata licendiata una dipendente della Saeco, nonostante lavorasse per l’azienda da 24 anni. La donna, dopo aver subito il trapiano e  il successivo rigetto, ha dovuto sottoporsi ad una nuova operazione per rimuovere l’organo. E ora il caso, avvenuto alla Saeco di Gaggio Montano (Bologna), ha fatto infuriare tutti i dipendenti, pronti allo sciopero di  un’ora (previsto per domani) come atto di solidarietà nei confronti della collega cui è già stata inviata, proprio il giorno del rientro, la lettera di licenziamento. Un “atto gravissimo” secondo i sindacati, che appoggeranno la lavoratrice nell’impugnazione.

La legge consente un massimo di 365 giorni di assenza per malattia nell’arco di un triennio, ma la dipendente in questione, 46 anni, è mancata dal lavoro per 385 giorni, venti in più rispetto al limite consentito. Le assenze iniziano tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, quando la donna a causa di una grave malattia deve subire il trapianto di un organo. Risale a quel periodo la prima assenza prolungata. Poi il rientro, le cure che continuano e la ricaduta: a inizio 2012 infatti l’organo fa rigetto e lei si deve sottoporre a un nuovo intervento.

L’ultimo rientro data al 5 novembre scorso, lei continua a fare delle cure alla sera, per poter recarsi al lavoro ugualmente, ma venerdì scorso l’amara sorpresa: una lettera di convocazione alla Direzione provinciale del lavoro (così come prevede la nuova procedura prevista dalla riforma Fornero) per il licenziamento, motivato col superamento dei giorni consentiti di malattia.

“Un’azione gravissima, passeremo alle vie legali  –  promette Alessandra Luperto della Fiom Cgil  –  L’azienda non tiene in nessun conto che la dipendente lavora qui da ben 24 anni e che faccia le cure alla sera pur di poter venire a lavorare”. Ma c’è di più, perché il licenziamento in questione non arriva in un momento tranquillo della vita aziendale. “La Saeco ha appena dichiarato 70 esuberi per un calo della produzione. Temiamo che ne stiano approfittando per colpire i più deboli”, accusa la sindacalista.

Pubblicato: novembre 20, 2012 in Altura e Cultura

Tornano gli SQUADRATI!
Quadrato semiotico delle primarie del centrosinistra.

SQUADRATI

Quadrato semiotico delle primarie del centrosinistra – Dopo il quadrato della comunicazione politica, il secondo mestiere più antico del mondo torna ad essere squadrato. Il popolo di Twitter si è espresso cinguettando ragioni di voto marchiate #lovotoperchée#csxfactor. Quattro cantoni, e qualcuno che si mette a cavallo. Trova il tuo candidato premier con il quadrato semiotico delle primarie del centrosinistra.

quadrato semiotico delle primarie del centrosinistra



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President wins in hard-fought battle

Washington DC, USA,

L’Europa si sveglia con il rinnovo della fiducia al mandato di Barack Obama, e c’è chi al buongiorno quotidiano oggi preferisce un semplice “Yes, We Can… again!”.

Scelta quantomeno obbligata e condivisa per ogni singolo europeo esistente sulla terra, non propriamente condivisa invece da una significativa parte degli elettori statunitensi orientatasi verso l’antagonista Mitt Romney non solo per orientamento politico, programma elettorale e scelte future su temi come politica estera ed economia interna, ma anche per quelle promesse finora infrante del Presidente Premio Nobel per la Pace,  il quale sicuramente dovrà dar fondo a tutte le sue energie e arti oratorie per permettere un saldo approdo alle generazioni che gli hanno affidato nuovamente il loro futuro, e il futuro del mondo e di conseguenza le sorti della nostra Vecchia Europa e le redini della nostra economia e tazze mezze e mezze a Barack Obama.

Network projections of an Obama victory in the perennial swing state of Ohio put the nation’s first black president over the top in an uphill fight for another term. Romney’s late play for Pennsylvania fell short. He also lost his home state of Massachusetts and his native Michigan.

President Obama has been re-elected to a second term, defeating Republican Mitt Romney in a hard-fought race in which the economy was the dominant issue.

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November 6, 2012, 9:56 p.m.

NYC: The ESB illuminato a stelle e strisce…

WASHINGTON — With Ohioans casting the decisive votes, President Obama was reelected Tuesday in a hard-fought battle with Mitt Romney that turned out to be nearly as close as advertised.

Network projections of an Obama victory in the perennial swing state of Ohio, shortly after 8:10 p.m. PST, put the nation’s first black president over the top in an uphill second-term fight in a country slowly recovering from the worst economic downtown since the Depression.

Thousands of Obama supporters at a victory celebration in Chicago erupted in cheers when the race was called, and a boisterous crowd quickly gathered in front of the White House as it did on election night four years ago.

The final minutes of a presidential contest that remained extremely tight for months were not without controversy.  Romney strategists, closeted with their candidate at a Boston hotel, resisted the conclusion that the race was over, and the former Massachusetts governor did not immediately concede the election.  The Romney camp was looking at official returns from Ohio that showed a margin of fewer than 15,000 votes, out of more than 4.3 million cast, separating the two men.

Their hesitation was bolstered, for a time, by former George W. Bush strategist Karl Rove, now a Fox News commentator, who conjured up memories of the news media’s premature decision to give Florida to Al Gore on the night of the 2000 election.  Rove soon backed away, conceding that his network’s decision desk, which along with the other networks and the Associated Press called Ohio for Obama, had more information than he did.

Less than an hour later, the president carried Nevada and Colorado, making the dispute about Ohio irrelevant. Obama had amassed more than enough electoral votes to win without Ohio, or the largest battleground — Florida, which remained too close to call.

As expected, Obama also took the swing states of Iowa, New Hampshire and Wisconsin.  He also repeated his 2008 victory in Virginia and carried the heavily Democratic West Coast and Northeast, as well as Illinois, Maryland and Hawaii.

Romney’s late play for Pennsylvania, a state no Republican has carried since 1988, fell short.  The GOP nominee also lost his home state of Massachusetts and his native Michigan.

Romney, however, turned the electoral map red across a vast stretch of the South, Great Plains and much of the Mountain West. He won North Carolina and Indiana back from Obama, who had carried those states in 2008.

Defeats in Massachusetts and Wisconsin made Romney and his running mate, Paul D. Ryan, the first major party ticket to lose their home states since Democrats George McGovern and Sargent Shriver in the 1972 Nixon landslide.

Earlier in the day, both candidates delivered bullish remarks about their prospects, even as they were scrapping for every last advantage through media interviews that were beamed to battleground states and campaign events in Ohio and Pennsylvania.

During a visit to a local campaign office in his hometown of Chicago, the president congratulated Romney on “a spirited campaign.” Obama said he was “confident we’ve got the votes to win, that it’s going to depend ultimately on whether those votes turn out.”

Romney campaigned with Ryan in Ohio, the archetypal swing state that played a central role again this year. At one point Tuesday, both members of the Republican ticket and Vice President Joe Biden were in Cleveland at the same time.

PHOTOS: America goes to the polls

“You know, intellectually I’ve felt we’re going to win this and have felt that for some time,” Romney told reporters aboard his campaign plane on a flight back to Boston after a final stop in Pittsburgh. “We left nothing in the locker room. We fought to the very end. And I think that’s why we will be successful.”

But Romney acknowledged that his efforts could fall short. “The prospect of losing, I don’t give that a lot of thought. I know it’s possible,” said the former Massachusetts governor. “There’s nothing certain in politics, but I have, of course, a family and a life that are important to me, win or lose.”

INTERACTIVE: Battleground states map

For Obama, 51, gaining a second term during a weak economic recovery proved even more difficult than his historic selection as the nation’s first African American president four years ago.

The reelection drive bore only a faint resemblance to the “hope and change” campaign that brought him to power in 2008, a time of deepening financial crisis and voter dissatisfaction after eight years of a Republican administration.

This time, Obama abandoned his high-minded appeal in favor of a preemptive, bare-knuckled attempt to disqualify his Republican challenger.

Throughout the summer, the president and his “super PAC” allies unleashed a relentless attack on Romney’s character, his reluctance to more fully disclose his personal taxes, his career as a private-equity executive at Bain Capital and his conservative stance on abortion rights and contraception. Independent fact-checkers judged more than a few of Obama’s charges as whoppers, including his claim that Romney, as governor, outsourced jobs to China, and an inflated figure for the annual cost to seniors of Romney’s Medicare overhaul plan.

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Pubblicato: novembre 6, 2012 in Altura e Cultura

Tratto da: Squadrati!
Il quadrato semiotico delle reazioni al Choosy

SQUADRATI

Quadrato semiotico delle reazioni al choosy – Galeotta fu la Fornero secondo cui i giovani “non devono essere troppo choosy (schizzinosi) nella scelta del lavoro. Più che l’affermazione in sé, è interessante vedere come l’hanno presa i giovani (e non). A partire dalla stampa, dai blog (tra cui choosysaraitu, choosy.it) e dall’hashtag #choosy ecco quali sono le 4 prese di posizione. Scegli la tua, o come direbbe Mrs. Elsa, choose yours!

quadrato semiotico delle reazioni al choosy



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GRUMO NEVANO (Napoli) – Storia di un uomo mite e gentile che non voleva deludere le sue figlie e che per darsi la morte senza appello si è trasformato in un leone.

Essere precari della scuola  ma non solo  può far sentire schiacciati dalla violenza di un mondo che toglie e non dà. Non ha impiegato molto a diventare un simbolo, Carmine Cerbera, che ha messo fine alla sua vita a 48 anni stanco della ricerca di un impiego, di uno status per il quale aveva pieno titolo ma che nessuno gli riconosceva. Per la sua famiglia è difficile, ma il sacrificio del professore d’arte “deve servire  – dicono i parenti – Pianteremo un piccolo seme che possa aiutare gli altri”.

È una via lunga e discreta, quella che porta alla moglie di Carmine, Ernestina Sorgente, vigile urbano. Dapprima c’è solo l’immagine di una donna che ha assistito all’amara fine del marito. Ma lei non c’è. Nel piccolo parco di Casandrino con i cancelli tappezzati di manifesti che annunciano che “Carmine Cerbera non è più”, al citofono non risponde nessuno. Il silenzio del dolore è anche dei vicini.

Si arriva a Ernestina chiedendo di lei nei posti di polizia municipale dell’area Nord. Finché la si incontra, nel soggiorno della casa dei genitori, con la sorella Francesca e il fratello. Si è trasferita lì, “a casa non me la sento di stare”. Vuole parlare, raccontare chi era Carmine e perché tutto questo dolore. “Ci vogliono leggi che diano la precedenza a entrare nella scuola a chi aspetta da anni. Carmine è morto di questo. Di disillusione”.

Dal corridoio sembra una bambina, una piccola treccia di capelli, gli occhiali, il suo dolore si riesce a circondare con un solo braccio. Riemerge lentamente, racconta con ordine, si abbandona al pianto soltanto al ricordo di quella porta sfondata, attraverso cui ha visto riverso suo marito. E la maniglia forzata dal compensato rotto, “perché volevo soccorrerlo, pensavo a un malore, a un’emorragia, mai al suicidio”. Le figlie sono dai parenti: Paola, 16 anni e il dolore muto di adolescente. Rosa, 7 anni a febbraio, è tutta il padre, già disegna bene e ha una forte inventiva: da venerdì la madre le telefona dicendo che è in ospedale, dove Carmine è ricoverato per un incidente e lei chiede “mi passi papà?”.

“Mio marito era figlio di un operaio edile e di una donna che si arrangiava lavando le scale dei palazzi. Da piccolo passava vicino allo studio di un pittore di Grumo. Il suo lavoro gli piaceva così tanto che scelse di andare al liceo artistico Palizzi. I genitori si sono sacrificati ma l’hanno lasciato libero”. Alla parete, una grande tela informale. I suoceri portano due opere che svelano un attento disegnatore: una Madonna e un ritratto della moglie. Aveva fatto diverse mostre, una anche alla Casina Pompeiana. Il diploma nel 1985, e gli studi in Accademia conclusi nel ’91. Ma il concorso a cattedre non viene bandito fino al 2001.

“In quei dieci anni fa il tagliatore e il confezionatore di abiti in una fabbrica tessile  prosegue Ernestina  Abbiamo tentato anche un passaggio a Torino. Ho lasciato marito e figlia per lavorare in una fabbrica di plastica. A un certo punto Carmine mi ha raggiunto. Con i turni che avevamo, non ci incontravamo mai. Così siamo tornati, lui ha ripreso a fare l’operaio e io per quattro anni parttime in un callcenter della Wind”. Entrare nella scuola? Impossibile: “Aveva titoli ma non punteggio. Ha tentato più volte nelle scuole paritarie, ma non gli hanno aperto le porte. Abbiamo fatto insieme il concorso nella polizia municipale, sono entrata solo io, due anni dopo. Un suo amico che ha lasciato un istituto privato per l’artigianato di Nola, lo ha spinto poi a presentare la domanda. Lì ha accumulato punteggio e così ha potuto ottenere qualche supplenza: 78 ore, mai un anno intero”.

“Ha insegnato allo scientifico di Frattamaggiore, a Sant’Antimo, anche all’Ipsia di Scampia, dove i ragazzi si presentavano senza matite e carta da disegno: glieli comprava sempre lui”. Un allievo a cui dava ripetizioni diceva: “Ma perché a scuola non abbiamo professori bravi come lei?”. Nel 2011 le ore di supplenza si riducono. “La riforma degli indirizzi elimina l’educazione artistica da alcuni istituti. Carmine diceva sempre: “la nostra materia dovrebbe essere insegnata alle elementari, e la stanno facendo sparire””.

L’odissea del precario mette a dura prova la sua resistenza, ma lui continua a dare coraggio agli amici in difficoltà. “Finalmente ha vinto un concorso nella polizia municipale a Crispano  – racconta Ernestina – ma gli hanno presentato un ricorso contro, e ha perso. Una grossa batosta. Voleva entrare in un’impresa di pulizie. Solo che non voleva emigrare, diceva che non avrebbe resistito lontano da noi. Ma le preoccupazioni avanzavano: il futuro delle figlie, un imprevisto come una malattia improvvisa. Ho tentato di rassicurarlo. Lui mi aiutava in casa. Mi faceva trovare la cena. Diceva “faccio il mammo”, ma aggiungeva: “Lo so che sei tu che porti i soldi a casa””.

Così si arriva all’autunno e alla notizia del concorso che sta per essere bandito. Intanto prende la laurea specialistica. Ma senza più ottimismo. “Quando finiscono i sacrifici?”, si domanda. Riprendere i libri a 48 anni, misurarsi con gli altri, seguire un corso, pagarlo. Carmine già preparava i curriculum per altre aziende, ma quali e dove?

La mattina presto, venerdì, ha messo un’alfa e un’omega sull’ultima tela che stava dipingendo, un crocifisso, nel cui centro ha scritto “Carmine”. All’Accademia era bravo in anatomia, sapeva come ferirsi in modo da non poter tornare. “Nella cappella del Policlinico  dice Ernestina  insieme alla sua, c’erano altre tre bare: anche quella di un ragazzo di Giugliano che si è ucciso per aver perso il lavoro. Nessuno ne ha parlato. Mio marito ha voluto riscattare la sua dignità di uomo continuamente calpestata. Anche col silenzio”.

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