Le ballerine del Bolshoi: “Usate come escort”

Dopo l’attacco con l’acido al suo direttore artistico, Sergei Filin, nuovi guai per il famoso Teatro Bolshoi di Mosca uno dei palchi più famosi della danza mondiale. Una ballerina licenziata dalla dirigenza del teatro nel 2003 lancia infatti accuse pesanti su alcuni funzionari che avrebbero fatto pressioni sulle ballerine per farle partecipare a feste organizzate per uomini ricchi in grado di sponsorizzare il teatro e che poi sarebbero finite tra le lenzuola. Anastasia Volochkova, questo il nome della danzatrice  fu mandata via ufficialmente perché in sovrappeso ma probabilmente anche perché aveva posato per un servizio fotografico molto osè su una rivista. La ballerina è stata reintegrata poi nel teatro dopo una lunga battaglia in sede giudiziaria durata diversi mesi, ma da allora non ha mai avuto parti da protagonista.

La guerra tra ballerini – “Il funzionario aveva spiegato loro che sarebbero andate ad un determinato banchetto e che sarebbe continuato a letto”, ha detto Volochkova secondo la quale qualcuno che ha resistito è stato poi minacciato di rappresaglie dal teatro. La ballerina ha esortato le autorità russe a intervenire nel teatro anche se la dirigenza ha rifiutato di commentare le sue affermazioni. Queste nuove accuse dopo il caso del direttore, che la polizia fa rientrare nei complicati rapporti di lavoro e personali tra ballerini, rischia di aggravare ancora di più la situazione dell’ambiente che ormai sembra un campo di battaglia aperto tra diverse fazioni di ballerini con episodi sempre più gravi.

IL CASO – Hanno ammesso le loro responsabilita’ le tre persone arrestate per l’attacco con l’acido solforico dello scorso gennaio contro il direttore artistico del teatro Bolshoi, Serghei Filin. Lo ha riferito l’ufficio stampa della polizia di Mosca. Sono il ballerino solista Pavel Dmitrichenko, presunto mandante, Yury Zarutski, presunto esecutore materiale e Andrei Lipatov, l’autista che porto’ Zarutski sul luogo dell’aggressione e che in un primo momento aveva dichiarato di non essere a conoscenza delle intenzioni del passeggero. Zarutski ha precedenti penali per lesioni gravi. Secondo fonti citate dal quotidiano “Kommersant“, Dmitrichenko fu spinto a commissionare l’aggressione a Filin a causa del ruolo di secondo piano riservato dal direttore a sua moglie Angelina Vorontsova, giovane solista del Bolshoi e stella cadente del prestigioso teatro.

L’agenzia Interfax ha reso noto che gli investigatori hanno ascoltato i componenti del corpo di ballo, nell’ambito delle indagini che hanno portato la settimana scorsa all’incriminazione di Pavel Dmitricenko, 28 anni, per aver ordinato l’aggressione al vetriolo che ha sfigurato e compromesso la vista di Serghei Filin, il 17 gennaio. Con lui, a finire sul banco degli imputati, sono anche i due complici, rei confessi: Yuri Zarutski, l’aggressore materiale, e Andrei Lipatov, l’autista.

I ballerini del Bolshoi, sempre stando a Interfax, hanno confermato i dubbi di Iksanov. Questi, in precedenza, aveva accusato il solista Nikolai Tsiskaridze di aver ispirato l’attacco, ma la polizia ha avvertito di non trarre conclusioni affrettate. Dal canto suo, Tsiskaridze ha respinto le accuse, anche se ora sono in molti a guardarlo con sospetto. Il suo nome e’ comunque legato alla solista Anzhelina Vorontsova, fidanzata di Dmitrichenko, il quale avrebbe ordito l’agguato per vendicare il fatto che Filin avesse rifiutato di affidarle un ruolo importante. La Vorontsova, e’ allenata proprio da Tsiskaridze. Intanto, ombre si allungano anche sull’operato degli inquirenti. Una fonte anonima all’interno del teatro ha rivelato al giornale Moskovsky Komsomolets che Dmitrichenko ha confessato il suo crimine, giovedi’ scorso, perche’ “costretto fisicamente” dopo 48 ore di interrogatorio senza i suoi legali e senza consumare un pasto.

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