Ciò che Cina e India hanno da dire

Pubblicato: aprile 11, 2013 in Altura e Cultura, Oriente, Viaggi
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Adrian Fisk è un fotografo inglese di attualità: ha viaggiato molto, soprattutto in Asia, documentando condizioni di vita e opportunità dei paesi in via di sviluppo. Il suo lavoro è stato pubblicato, tra gli altri, da National Geographic. iSpeak è il suo ultimo progetto: dopo aver completato iSpeak China e iSpeak India sta ora lavorando a iSpeak Global, riadattando l’intero concept a venticinque nazioni diverse, selezionate in base alla loro rilevanza politica, economica, culturale e ambientale nel ventunesimo secolo.

Quando si parla di futuro dell’economia e dello sviluppo globale si guarda verso l’Asia: Cina e India in particolare, con il loro sviluppo frenetico e i contrasti sociali, incuriosiscono gli occidentali, attraggono e spaventano al tempo stesso.

L’idea alla base di iSpeak è quella di scavalcare le barriere linguistiche, andare oltre lo stereotipo descritto dai media, scoprire i due paesi che avranno un ruolo così importante nel nostro futuro nostro futuro sentendo direttamente cos’hanno da dire gli individui che li popolano. Adrian Fisk ha offerto al Post la possibilità di pubblicare alcune foto del suo progetto, frutto di un dialogo con una serie di persone che possono, con la loro realtà personale, rappresentare la stratificazione sociale dei loro paesi; e ci ha raccontato il suo percorso per scoprire queste storie. I minori di trent’anni, in Cina e India, sono più di un miliardo: si tratta di una generazione determinante per il futuro delle due nazioni.

«Mi sono chiesto – dice Fisk – come rappresentare meglio questa realtà con la fotografia, se andare nei locali o per le strade, e alla fine mi è venuta questa idea di far loro scrivere su dei fogli di carta qualunque cosa volessero comunicare al mondo. L’idea è che quel foglio di carta offra uno sguardo dentro la mente e il cuore del giovane che lo tiene in mano. Guardare le fotografie è come attraversare il paese potendo vedere ciò che le persone stanno pensando, comprendendo contemporaneamente gli individui e il contesto sociale.»

Ed è ciò che Adrian Fisk ha fatto: ha attraversato due nazioni enormi in due mesi, un mese per ognuna. Ha viaggiato per una media di 420 chilometri al giorno, per riuscire a parlare in media con due persone ogni giorno, talvolta anche una sola, raggiungendo anche le zone più rurali e arretrate.

«Ho cercato di avere un numero equo di uomini e donne, di provenienza geografica e condizione sociale: imprenditore, studente, contadino, operaio. Quindi ho visitato le campagne, le città, i paesi. In modo da avere una rappresentazione realistica della nazione.»

«All’inizio le persone che ho fotografato hanno avuto una reazione strana, soprattutto in Cina dove non c’è libertà di parola, quindi è complicato per ovvie ragioni chiedere ad alcuni di loro di esprimere i loro veri desideri. Un uomo straniero, bianco, che viene dall’inghilterra e ti chiede di scrivere ciò che vuoi su un foglio di carta è qualcosa di molto strano per queste persone. Spesso non sanno cosa scrivere, allora parlo con loro, inizio una conversazione, gli chiedo a cosa pensano quel giorno, cosa faranno domani, che relazione hanno con i loro genitori, se hanno un fidanzato o una fidanzata, cosa vorrebbero fare l’anno prossimo. Ogni domanda apre un po’ di più la loro mente, parliamo di ciò che vogliono. E alla fine della conversazione, che può durare anche più di due ore, chiedo loro cosa vogliono scrivere. Essendo uno sconosciuto per queste persone, con me riescono ad aprirsi: talvolta è più facile parlare con un estraneo che con gli amici più stretti. Perché un estraneo non ti giudica, un estraneo non ha preconcetti su chi sei, non ti giudica.»

Fisk ha vissuto in India per otto anni, ma quando ha cominciato a girare il paese per il progetto iSpeak ha avuto bisogno dell’aiuto di undici interpreti a causa delle decine di dialetti diversi e del basso livello di alfabetizzazione. In Cina ne è bastato uno solo.

Ora sta dedicando la sua vita a iSpeak Global, per cui ha appena ricevuto un finanziamento dall’ONU. Ha appena iniziato a scattare le foto per iSpeak UK, incuriosito da come le giovani generazioni stanno vivendo questo periodo storico. «Il mondo intero sembra in movimento, ma nessuno sembra capirne la direzione. Per questo voglio concentrarmi sulle nuove generazioni.»

«La maggior parte di ciò che percepiamo di una nazione, di una società, di una religione, di uno stile di vita, di una lingua, di una persona, è basato su supposizioni, cliché e stereotipi. Ciò che cerco di fare è stimolare la comunicazione tra le persone, far loro esprimere sé stessi, perché solo quando capisci davvero chi hai di fronte puoi formarti un’opinione priva di pregiudizi. Questo è ciò che voglio fare: creare comunicazione tra società diverse.»

iSpeak India

T Ravathi – 23 anni
Tamil Nadu, induista
Casalinga con due figli, il marito fa l’elettricista durante il giorno e vende noccioline di sera

[Tamil] – «Nonostante il sangue che scorre nei corpi indiani, insieme a ossa e carne, sia lo stesso, gli istruiti, gli analfabeti, dipendenti e datori di lavoro, ricchi e poveri, non sono trattati allo stesso modo»
© Adrian Fisk

iSpeak India

Azib Afeef – 21 anni
Calcutta, musulmano
Lavora nella tipografia di suo padre

[Bengali] – «Voglio più amore»
© Adrian Fisk

iSpeak India

Bharati – 23 anni
Mumbai, musulmana
Prostituta, ha un figlio ed  incinta del secondo

(analfabeta) «Come voi, nella vita abbiamo bisogno delle stesse cose»
© Adrian Fisk

iSpeak India

K Mallappa – 27 anni
Mangalore, induista
Operaio migrante

[Kannada] – «Senza un’istruzione sto facendo un lavoro manuale, ma sono felice. Per˜ò sarei più felice se fossi un uccello o un animale.»
© Adrian Fisk

iSpeak India

Rabia Shebu – 20 anni
Kashmir, musulmana
Casalinga con un figlio, il marito studia all’universitˆà

[Urdu] – «Il mio desiderio era di sposare una persona scelta da me. Ma a causa di mio padre mi sono dovuta sposare. Voglio essere libera. Ma la mia famiglia è stata costretta dalle circostanze.»
© Adrian Fisk

iSpeak India

Sheela – 23 anni
Gujarat, induista
Domestica

[Hindi] – «Non mi piace indossare il Sari»
© Adrian Fisk

iSpeak India

Sumit Gaikwad – 19 anni
Mumbai, induista
Studente di commercio

«A Mumbai un uomo senza un’istruzione può˜ facilmente trovare un lavoro, ma procurarsi dell’acqua è difficile.»
© Adrian Fisk

iSpeak China

Li Jung Yang – 25 anni
Era un allevatore mongolo, ma in seguito al divieto di tenere animali vivi in quell’area è diventato una guida turistica

«Mi piacerebbe mangiare agnello, tracannare vino e continuare a cantare e ballare come cinque anni fa. Questo è ciò˜ che desiderano le nostre famiglie.»
© Adrian Fisk

iSpeak China

Liu Gu – 26 anni
Designer di cellulari
Pechino

«Se avessi una sorella starei meglio.»
© Adrian Fisk

iSpeak China

Luo Zheng Chui – 30 anni
Contadina
Provincia di Yunnan

«Dopo aver visto la televisione ho molti desideri, ma so che non posso esaudirli.»
© Adrian Fisk

iSpeak China

Ma Xiao Lian – 19 anni
Contadina
Provincia di Qinghai

(analfabeta) – «Mio marito ed io vogliamo diventare migranti in modo da poter lavorare e rendere felici noi stessi e i nostri genitori»
© Adrian Fisk

iSpeak China

Rainbow Su – 22 anni
Studente di ingegneria informatica
Provincia di Guangdong

«Sono un po’ preoccupato. Le ragazze in Cina stanno diventando materialiste, finchŽ non ho una casa la mia fidanzata non vuole sposarmi. Neanche i miei genitori possono darmi una mano. Quindi ho bisogno di trovare un buon lavoro ben pagato, questo  il mio più grande desiderio.»
© Adrian Fisk

iSpeak China

Wendy Xhang – 20 anni
Studia legge in Canada
Grande muraglia

«Prima di morire voglio vedere la Cina unita. Sia con seŽ stessa che con il mondo.»
© Adrian Fisk

iSpeak China

Wong Jing Yi – 30 anni
Lavora in un sex shop
Hong Kong

«Non voglio avere figli»
© Adrian Fisk

iSpeak China

Yuen Fei – 27 anni
Proprietario di un negozio di artigianato, studente di filosofia
Provincia di Shanxi

«Voglio che la Cina sia un po’ più democratica»

© Adrian Fisk

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