Segni Particolari: Medicante per Professione

Pubblicato: aprile 11, 2013 in Altura e Cultura, Eccentricities
Tag:, , , , , , , , , ,

La ragazza, italiana, racconta la sua scelta arrivata una mattina dopo una serie di porte chiuse.

“All’inizio mi vergognavo. Ora lo sanno anche i miei genitori”

Annalisa Ausilio

“Sono italiana”. Lo ha scritto con grafia chiara e a caratteri cubitali sul pezzo di cartone che ha
davanti a sé. Per chiedere aiuto bastano poche parole: “Per favore. Devo pagare l’affitto”. Un cartello grande come un foglio di quaderno, lei, accovacciata su una siedolina pieghevole, aspetta pazientemente la bontà dei passanti.

Eccola la crisi che ti butta in mezzo a una  strada, che ammazza le prospettive, che stravolge schemi e abitudini, che alla fine “ti porta a chiedere l’elemosina, perché è l’unico modo per andare avanti”. Nella centralissima via Merulana, a due passi da Monti, il quartiere della vita notturna romana, Erika, 36 anni, fa tintinnare ritmicamente le monetine che ha nel piattino.

A vederlo da questa prospettiva, il frenetico via vai del cuore della capitale sembra una dimensione di cui non fai più parte, eppure è lì che ti travolge. Spettatrice silenziosa di una sfilata senza fine. Tutto il giorno migliaia di passi, di facce, di odori, di sguardi. Non parla ai passanti, si limita a sorridere educatamente quando qualcuno tira fuori una monetina dalla tasca. “La gente è gentile con me, mi aiuta” dice ringraziando anche la bontà di un Dio. “Forse colpisce il fatto che sono italiana, ma non saprei dirlo con precisione.  In realtà – ammette – non me lo sono mai chiesto”. La sua mente è occupata da problemi più urgenti, di sopravvivenza: pagare l’affitto, le bollette e fare la spesa. Bisogni quotidiani che cerca di soddisfare con la carità dei passanti.

Assistevo un anziano malato che a luglio è venuto a mancare e quindi ho perso il lavoro”. L’ennesima occupazione precaria in anni di vita romana, dopo che ha lasciato la Calabria dove vivono i suoi genitori. “Tornare a casa è fuori discussione”, taglia corto, ha deciso di rimanere a Roma “sempre e comunque”. Dopo mesi alla ricerca inconcludente di un lavoro che ha divorato i pochi risparmi, ha giocato l’ultima carta.

“Una mattina ero in centro, il morale a terra dopo centinaia di porte in faccia e colloqui a vuoto. Allora mi sono seduta sul marciapiede e ho teso il braccio verso la bontà di sconosciuti”. Lo racconta quasi come un gesto spontaneo. “Quale altra alternativa avevo? – si chiede – Meglio questo che finire nei centri di accoglienza o fare la fila alla Caritas”. Il giorno dopo è tornata in centro, ha scritto la sua disperazione su un pezzo di cartone e ha iniziato ad aspettare su una sediolina.

Dopo mesi di questa vita, “mi sveglio la mattina presto e passo otto ore per strada, come un
lavoro”, ha rotto con famiglia e amici il tabù del mendicare. “All’inizio lo sapeva solo la mia migliore amica, temevo che potesse passare qualcuno che conoscevo, mi vergognavo”. Ma dopo qualche mese ha deciso di non nascondersi più. “I miei genitori ormai l’hanno accettato. Al momento non c’è altra soluzione per pagare l’affitto“, ripete come un mantra. Trecento euro per una stanza in un appartamento alla Garbatella, quartiere popolare di Roma sud, che condivide con una coetanea. Poi ci sono le bollette e la spesa “perché alla mensa della Caritas non ci vado”.

Ogni sera torna a casa con qualche decina di euro in tasca “ma nel week-end – confida – posso arrivare anche a sfiorare i 100 euro”. Ogni spicciolo è prezioso, mentre parla getta continuamente lo sguardo sul piattino che tiene in mano, come se contasse compulsivamente le monetine che contiene. Il freddo punge, entra nelle ossa dopo tante ore di immobilità. Erika
si stringe nel suo cappotto nero di lino e guarda l’orologio. Sono le diciannove, “fra mezz’ora
prendo la metro e vado a casa”. La giornata è finita. Domani si ricomincia.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...