Il caso Gambaro, sedici anni prima

Pubblicato: giugno 19, 2013 in Altura e Cultura

ilNichilista

«Decida la Rete», abbiamo sentito ripetere ossessivamente in questi giorni dagli esponenti del MoVimento 5 Stelle rispetto al caso della dissidente Adele Gambaro. Ma non c’è niente di democratico nell’ipotizzare l’espulsione di chi critica il leader (divenuto improvvisamente «capo politico» a tutti gli effetti, e non più solo per necessità di forma). Che sia deciso «dalla Rete» o meno (terribile l’identificazione degli utenti su Internet con gli iscritti al portale di Grillo abilitati al voto, tra l’altro; ancora peggio l’idea che «la Rete» – e non chi la abita – possa decidere alcunché), in streaming o in segreto, da cento persone o da centomila non cambia assolutamente nulla: l’identificazione di dissenso, dissidenza e crimine sarebbe semmai un esercizio di forme di gestione del consenso autoritarie – se non fosse che l’oscena ridda di insulti e accuse reciproche di cui siamo stati testimoni in questi giorni è degna più di…

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