Archivio per luglio, 2013

Pili: “Far togliere i cartelli in sardo è arroganza, la circolare statale coloniale è offensiva”

Con una circolare del Ministero i Comuni sardi sono invitati ad adeguarsi alle disposizioni statali.

“La circolare con la quale lo Stato invita i Comuni sardi a togliere i cartelli in sardo all’inizio e alla fine centro abitato è l’ennesimo atto di arroganza e ignoranza che va respinto al mittente senza un attimo di esitazione. Ad una circolare di questa natura bisogna rispondere facendo l’esatto contrario, indicando all’ingresso di ogni comune anche il nome in sardo del paese, con la stessa evidenza di quello in italiano. Non è tollerabile che una pseudo direzione Generale della Sicurezza stradale anziché occuparsi dei pericoli delle strade sarde non trovi di meglio che esercitarsi in un volgare quanto fuori luogo parere con il quale dichiara illegittimi i cartelli stradali con la scritta in lingua sarda”.

Lo ha detto stamane il deputato sardo Mauro Pili presentando un’ interrogazione al Ministro delle Infrastrutture sulla circolare trasmessa nei giorni scorsi a tutti i comuni sardi con la quale si invitano gli stessi a rimuovere i cartelli in sardo e adeguarsi al regolamento di esecuzione del Codice della Strada.

“La missiva del Provveditore Interregionale delle opere pubbliche, che fa seguito a quella della direzione generale della sicurezza stradale del Ministero delle Infrastrutture, costituisce un indebito intervento sui comuni sardi che lascia esterrefatti per l’inopportunità di tale comunicazione e soprattutto perché si ignora che la lingua sarda è ufficialmente riconosciuta e ha tutti i riconoscimenti che la equiparano sostanzialmente alla lingua italiana. Imporre l’eliminazione di cartelli in sardo richiamando uno pseudo regolamento del codice della Strada appare davvero l’ultimo dei problemi che un ministero dovrebbe porsi dopo una latitanza atavica sul tema delle infrastrutture. La circolare, sollecitata non si sa da chi, risulta inaccettabile proprio perché nella sostanza è un atto coloniale nei confronti di quei tanti comuni che hanno scelto deliberatamente e liberamente di utilizzare il nome in sardo del proprio comune in aggiunta a quello in italiano”.

“Questa ennesima esercitazione burocratico coloniale dello Stato è l’ennesima dimostrazione di come ci si rapporti verso una Regione a Statuto Speciale. E’ impensabile che un funzionario di Stato eluda lo status della Regione e si rivolga direttamente ai comuni ignorando totalmente la stessa regione. Non avrei dubbio alcuno – conclude Mauro Pili – ad invitare tutti i comuni sardi alla disobbedienza con l’apposizione di analoghi cartelli con il nome in sardo delle stesse dimensioni e di pari evidenza con quello in italiano. Anche i simboli hanno una loro valenza e in questo caso basterebbe un gesto semplice per rispedire al mittente un atto indebito che lo Stato ha messo in atto per l’ennesima volta contro la specialità della nostra isola”.

Vacanze in Slovenia

Pubblicato: luglio 31, 2013 in Viaggi
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capodistriaLa Slovenia, confinante con l’Italia e la Croazia, possiede meno di cinquanta chilometri di costa affacciati sul Mar Mediterraneo ma, in così poco territorio, è possibile trovare delle mete per le vostre vacanze estive che vi permetteranno di rilassarvi e, allo stesso tempo, di godere del clima, del buon cibo e delle acque incontaminate del Mar Mediterraneo. Il modo più pratico per chi proviene dall’Italia per raggiungere la costa slovena è quello di utilizzare la macchina e accedere al territorio sloveno direttamente dalla città di Trieste. Una volta passato il confine vi troverete nella città di Capodistria, Koper secondo la lingua locale, e, successivamente, nella cittadina di Isola, nota località marittima di pescatori che vi permetterà di abbandonarvi ad una o più giornate di mare e al buon cibo. Se invece vorrete raggiungere la costa slovena utilizzando il traghetto, potrete partire da Venezia e utilizzare uno dei diversi traghetti che effettua la tratta Venezia-Piran.

Una volta giunti a Capodistria o a Piran (Pirano), potrete decidere di fermarvi in alcune località balneari come Portorož, in italiano Portorose, o Izola (Isola d’Istria). Pirano, al contrario di Portorose, più turistica e mondana, è una cittadina straordinaria e perla del Mar Adriatico. Città dall’architettura visibilmente influenzata da quella di tipo veneziano, Pirano ha comunque una conformazione del centro storico di tipo medioevale, soprattutto per quello che riguarda le sue vie, le case e le numerose piazze e piazzette sparse per il centro. Se vi addentrerete per i vicoli di Pirano, potrete recarvi nella Chiesa della Madonna della Neve, edificata nel quindicesimo secolo e luogo in cui sarà possibile ammirare preziose ed antiche tele e un meraviglioso altare risalente al seicento. Non lontano potrete poi ammirare il Battistero di San Giovanni dall’aspetto barocco e dalla forma ottagonale. Se poi avrete voglia di abbandonarvi a una giornata di escursione, non dimenticate di visitare Punta della Madonna, la punta di Pirano, dove potrete fare immersioni o semplicemente abbandonarvi a lunghi bagni, e ammirare il fondale ricco di un mondo animale e vegetale variegato e, purtroppo, anche in via di estinzione. Per maggiori informazioni, consultate il sito web dell’ente del turismo di Portorose e Pirano o il sito web dell’ente per la tutela della flora e fauna in Slovenia.

Wake and Wander

Check this out for a little perspective on the remoteness of Crested Butte: Despite its location about 12 miles from Aspen as the crow flies, the shortest distance via car between the two towns is approximately 100 miles in the summer when the mountain passes are open. In the winter weather, the passes are closed and the drive is about 170 miles, which is directly due to the fact that Crested Butte is served by only one major road, Highway 135, that dead-ends into the town and the adjacent Gunnison National Forest.

Because of this, as the locals put it, anyone who comes to Crested Butte really wants to come to Crested Butte. As any experienced traveler knows, this is exactly the sort of thing that makes a town special, the fact that anyone you see had to go out of their way to get there. No one’s driving through…

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tuttacronaca

call-center-lavoro-nero-tuttacronaca

E’ stata la Guardia di Finanza a scoprire un call center che operava a Palermo nel settore delle vendite di depuratori d’acqua, in cui venivano impiegati 37 lavoratori ”in nero”. Ogni dipendente percepiva tra i 2 e i 3 euro l’ora e veniva pagato su carte prepagate per aggirare i controlli della finanza. I compensi si aggiravano intorno a 350 euro mensili. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire l’erogazione di somme per un ammontare superiore agli 80mila euro in sei mesi.

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Com’è cominciato, in che modo viene regolamentato e cosa successe nella notte fra il 10 e l’11 febbraio 1980 alla Camera

Mercoledì 24 luglio il governo Letta ha deciso di porre il voto di fiducia sulla conversione in legge del cosiddetto decreto del “Fare”, dopo che le varie componenti dell’opposizione, e in particolare il Movimento 5 Stelle, avevano presentato più di 800 emendamenti alla legge, con l’intenzione di prolungare il più possibile il dibattito parlamentare e quindi di far ritardare o rinviarne l’approvazione: vari esponenti del M5S avevano poi dichiarato che anche al Senato, dove la legge deve essere approvata entro il 20 agosto, avevano intenzione di fare ostruzionismo. Nella notte fra giovedì e venerdì i deputati del M5S hanno effettivamente tenuto vari discorsi, prolungando la seduta per tutta la notte.

L’ostruzionismo è una pratica parlamentare che consiste nel tentare di bloccare l’approvazione di una legge mediante azioni di disturbo che ritardano o impediscono il voto – spesso discorsi molto lunghi o assenze estese dall’aula per far mancare il numero legale. Non è chiaro quale sia stata la prima azione ostruzionistica nell’epoca moderna, ma la pratica cominciò a diffondersi nei parlamenti europei nella seconda metà del diciannovesimo secolo: nei paesi in cui si parla inglese è nota con il termine filibustering e negli Stati Uniti veniva utilizzata già a partire dal 1841. Uno dei primi, eclatanti casi di ostruzionismo nell’epoca parlamentare fu quello di alcuni deputati irlandesi che, nel tentativo di attirare l’attenzione sui problemi del proprio paese, nel 1877 disturbarono l’approvazione al parlamento inglese di una legge riguardante il Sudafrica (che allora faceva parte del Commonwealth, l’organizzazione in cui erano compresi i paesi che facevano parte dell’Impero), facendo discorsi lunghi diverse ore e ritardando per giorni l’approvazione della legge.

Spesso forze di opposizione ricorrono a forme di ostruzionismo “blando”, che cioè non richiede un grande sforzo fisico e oratorio, ma che riguarda piuttosto il lato burocratico dei lavori parlamentari (un caso tipico è la presentazione di un numero spropositato di emendamenti, senza che questi vengano davvero discussi). Un’eccezione recente è rappresentata dal caso di Wendy Davis, una parlamentare democratica del Texas che per opporsi all’approvazione di una controversa legge statale sull’aborto ha parlato per circa dieci ore, rendendo così nulla la votazione sulla legge, che doveva tenersi entro la mezzanotte dello stesso giorno (la legge è stata poi approvata due settimane dopo).

L’ostruzionismo spesso sfrutta alcune lacune del regolamento parlamentare, oppure porta all’eccesso alcune concessioni che vengono fatte all’opposizione, e per questi motivi è molto difficile da regolamentare o impedire. In Italia, per esempio, alcune norme contro questa pratica sono state approvate nel 1997 e prevedono, per esempio, che i presidenti della Camera e del Senato abbiano la possibilità di accorpare la votazione riguardante più emendamenti molto simili, e prima di ogni discussione viene stabilita la durata massima dell’intervento di un singolo parlamentare (che in ogni caso non può superare i 45 minuti).

L’ostruzionismo in Italia
Il primo caso conosciuto in Italia accadde tra il 1899 e il 1900, quando durante il governo Pelloux il partito socialista si oppose all’approvazione di una legge per la pubblica sicurezza molto controversa, e andò avanti per mesi a proporre emendamenti, ordini del giorno e richieste di appello nominale volti a far ritardare il più possibile l’approvazione della legge. L’1 aprile 1900 l’allora presidente della Camera Giuseppe Colombo fece votare una modifica del regolamento della Camera secondo il quale il governo poteva stabilire la data e l’ora della votazione riguardo una legge, a prescindere dal numero di emendamenti discussi fino a quel momento.

Nel dopoguerra ci furono altri casi notevoli di ostruzionismo parlamentare, il primo dei quali fu quello del Partito Comunista Italiano che 1949 si oppose all’entrata dell’Italia nel Patto Atlantico. Nel 1974 fu la Democrazia Cristiana a fare ostruzionismo durante la discussione sulla legge sul divorzio; il capogruppo alla Camera era all’epoca Giulio Andreotti, che anni dopo si vantò del fatto che il suo partito era riuscito a far durare la discussione circa sei mesi.

Più recentemente l’ostruzionismo divenne molto praticato dai parlamentari del Partito Radicale, sempre attenti al rispetto delle regole istituzionali ma anche al loro utilizzo strumentale; nel 1980 il governo Cossiga aveva proposto una legge che permetteva alla polizia di ricorrere al fermo prolungato di un sospetto anche per casi in cui non fosse provato il reato di “tentativo di delitto”. Sedici deputati radicali presentarono 7500 emendamenti e riuscirono a parlare per circa 95 ore, con singoli interventi più lunghi di otto ore.

Ma il discorso più lungo di sempre alla Camera fu tenuto da Marco Boato, all’epoca deputato del Partito Radicale e famoso esperto di regolamenti parlamentari, che nel 1981 si oppose a un’altra legge che riguardava il fermo prolungato da parte della polizia: Boato iniziò a parlare alle 20.10 del 10 febbraio e concluse alle 14.15 del giorno seguente, parlando ininterrottamente per 18 ore e 5 minuti. Mattia Feltri racconta che Boato e Massimo Teodori, un altro deputato radicale che in quegli stessi giorni fece un discorso di poco più corto del suo, «per prepararsi avevano trascorso settimane alla biblioteca della Camera. Stesero tracce di pagine e pagine». Il regolamento infatti impediva ai deputati di leggere un discorso scritto, e prevedeva che restassero in tema e che non si appoggiassero mai al banco. Boato inoltre ha detto a Panorama che quella volta ebbe vari «momenti di cedimento, soprattutto nella notte, con le gambe che non reggevano».

Racconta il sito di Radio Radicale:

Il vicepresidente Luigi Preti, trovandosi a presiedere l’Assemblea durante la notte del 10-11 febbraio 1981, occupata da Boato, ricorse al binocolo per verificare se l’oratore si servisse di appoggi o tentasse di sedersi, e gli negò più volte di sorseggiare un cappuccino, attenendosi strettamente al regolamento, che ammette soltanto l’uso di acqua zuccherata.

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maestro-pedofilo-tuttacronacaLa notizia è riportata dal giornale svizzero Zuecher Oberland. Sta per essere terminata l’indagine su un maestro d’asilo, in carcere dal marzo 2011, durante la quale si è scoperto che l’uomo non ha violentato quattro bambine, come inizialmente si pensava, ma sette, di età compresa tra i 18 mesi e i 6 anni. Quattro delle vittime erano piccole che gli erano state affidate mentre lavorava in un giardino d’infanzia a Volketswil, non lontano da Zurigo, attualmente chiuso. L’uomo era stato arrestato dopo che la polizia era stata avvertita dalla cellula di coordinamento nazionale della lotta contro la criminalità su internet. In suo possesso si sono trovati film pornografici che avevano bambini come protagonisti. In un primo momento, il maestro aveva confessato di aver violentato una bimba di due anni e mezzo e di aver scattato foto e girato video con lei. Ulteriori confessioni si sono aggiunte nel corso dell’inchiesta. L’uomo…

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pronto-soccorso-youtube-tuttacronacaLa Nuova Ferrara riporta la vicenda di una donna che rischia la denuncia dopo aver fatto irruzione nel pronto soccorso dell’Ospedale di Ferrara, mentre i medici stavano rianimando un ragazzo in fin di vita dopo un grave incidente, minacciadoli di filmare tutto e pubblicare il video in Youtube per la lentezza del servizio: il suo compagno, paziente  cardiopatico, era infatti in attesa per essere ricoverato. I primi atti dell’inchiesta per interruzione di pubblico servizio aperta dalla polizia dell’ospedale Sant’Anna di Cona sono già in procura: riguardano la segnalazione presentata dal responsabile del Pronto soccorso ferrarese, Luciano Ricci, per il fatto accaduto la notte tra domenica e lunedì. La donna, con la sua irruzione, ha interrotto i 5 sanitari del “trauma team” che stavano rianimando da oltre un’ora un 25enne di Copparo, Denis Magni. Il ragazzo è morto poco dopo mentre l’amico Giacomo Quarzola era già deceduto sul colpo in un…

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coppia_cinese_nuda-tuttacronacaLa testimonianza di quanto successo nella provincia di Guangdong, nella Cina meridionale, arriva da un passante che, assistendo al fatto, ha scattato le foto con il suo cellulare. Una coppia cinese ha litigato ed iniziato a spogliarsi in mezzo a una strada trafficata. Stando a quanto riportato dall’Huffington Post, i fidanzati avrebbero iniziato la discussione sul marciapiede salvo poi spostarsi in mezzo alla carreggiata, impedendo alle vetture di circolare. Poco dopo la coppia ha fatto pace e si è allontanata.

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Vendita in edicola dal 18 luglio 2013 (Francia, Belgio, Svizzera e Canada) di un numero speciale dedicato a Corto Maltese pubblicato da «L’Histoire et Marianne».

Per la prima volta, il contesto storico dei racconti di Hugo Pratt viene analizzato in un’edizione speciale. Una quindicina di eminenti storici rivisitano, album dopo album, le avventure di Corto Maltese in un’opera riccamente illustrata, con il coordinamento di Michel Pierre, grande amico del disegnatore.
Dalla guerra russo-giapponese alla rivolta irlandese, dalla rivoluzione russa al primo conflitto mondiale, dal genocidio armeno alle memorie della schiavitù caraibica, Corto è ovunque, nel corso degli ultimi sussulti degli imperi, quando le nazioni si risvegliano, quando i popoli si liberano in una violenta reazione.
Un omaggio a Hugo Pratt per gli appassionati di Corto Maltese.
Corto Maltese lo si presenta spesso come un « fumetto letterario », ma non è del tutto corretto immaginare che Pratt si interessasse unicamente alla letteratura. La sua biblioteca, che conteneva ventimila opere, era piuttosto quella di uno storico.

Un’edizione speciale proposta da «L’Histoire et Marianne» in vendita nelle edicole a partire dal 18 luglio a €6.90.

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Arrivano i dati Ocse e certamente è una nuova doccia fredda per gli italiani. Che le coe andassero male non era certo difficile da capire, ma forse vedere nero su bianco il suo ultimo rapporto sull’occupazione è davvero allarmante. Oltre la metà dei lavoratori italiani under 25, il 52,9%, ha un lavoro precario e rispetto al 2000 la percetuale di chi è precario è raddoppiata. Ma se per 2014 l’Ocse stima una diminuzione dei disoccupati negli stati membri, per l’Italia la previsione è nera. Il paese intrappolato tra recessione e disoccupazione viaggia in controtendenza. Cosa prevede l’Ocse?  Un peggioramento del tasso dei senza lavoro al 12,6% nel quarto trimestre del 2014 dal 12,2% dello scorso maggio e contro il 6,2% ante-crisi. E’ il sesto peggior dato tra i 34 paesi aderenti all’organizzazione e contrasta con la media dell’area, attesa in miglioramento dall’attuale 8% al 7,8% di fine 2014, oltre ad essere uno dei…

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