Italiani: Una Rivoluzione Silenziosa parte V

Pubblicato: luglio 9, 2013 in Altura e Cultura
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“Le persone che frugano nei cassonetti commettono un reato e rappresentano una forma di degrado inaccettabile”. A denunciarlo è il Codacons, l’associazione a difesa dei consumatori, che ha presentato un esposto alla Procura di Roma e una diffida al Comune per mancato controllo. “Una città civile e attenta ai bisogni di tutti, specie dei più poveri, non può permettere che nel 2013 si assista ancora a tali scene, che potrebbero oltretutto configurare veri e propri reati, sul fronte della violazione della privacy e della sottrazione di beni altrui. Senza contare i rischi sul piano sanitario”, afferma il presidente Carlo Rienzi.

Spiega a Redattore Sociale Pietro Bassotti, l’avvocato del Codacons che sta seguendo la questione: “Le persone che frugano nei cassonetti della Capitale commettono il reato di furto di immondizia con l’aggravante per cose esposte per consuetudine o necessità alla pubblica fede”. Tutto quello che viene gettato nei cassonetti, infatti, diventa proprietà del Comune e della società che poi si occuperà della raccolta dei rifiuti. “Oltre a questo, la violazione della privacy potrebbe rappresentare un ulteriore danno ai cittadini che ignari gettono materiali che potrebbero contenere dati personali”, continua l’avvocato.

“Per ora nessuno è stato denunciato. Le forze dell’ordine dovrebbero vigilare. Per questo abbiamo presentato l’esposto”. “Ormai a Roma sempre più spesso si vedono uomini, donne e bambini intenti a rovistare nei rifiuti, nella speranza di trovare avanzi di cibo, indumenti dismessi o altri oggetti utili a combattere la povertà dilagante”, riferisce il presidente del Codacons Rienzi, definendolo uno spettacolo “triste, incivile e indecoroso. Il Comune di Roma deve fornire assistenza alle persone bisognose, aiutando i più poveri a vivere degnamente e a non ricorrere alla spazzatura altrui per sopravvivere”. Colpa della crisi economica che colpisce tutti e non fa distinzione tra italiani e stranieri, ma anche dei vigili urbani e delle forze dell’ordine che, secondo il Codacons, “assistono a tali episodi ma non intervengono, anche quando avvengono sotto i loro occhi”. Il dato allarmante per l’associazione dei consumatori è che a rovistare nei cassonetti ora sono anche le persone che fino a qualche tempo fa appartenevano al ceto medio e non avevano particolari problemi economici. “Non abbiamo dati certi su quanti rubano i rifiuti. E’ un fenomeno sommerso, difficile da monitorare, ma sospettiamo che negli ultimi quattro anni il loro numero si sia quintuplicato”, ci riferisce il Codacons.

Fiopsd: “Aumentano le persone che frugano nei cassonetti”
Quando non si ha nulla e si vive in condizioni di povertà estrema, anche l’immondizia diventa un bene prezioso. “Capita sempre più spesso di vedere persone frugare nei cassonetti alla ricerca del minimo indispensabile per sopravvivere”, afferma Marco Iazzolino, segretario generale della federazione italiana organismi per le persone senza dimora.

“Mentre prima erano soprattutto gli stranieri che svuotavano i bidoni della spazzatura, ora è aumentato il numero degli italiani”, spiega Iazzolino. “Fino a qualche tempo fa a Roma il monopolio dei cassonetti era in mano ai rom, veri esperti nel riciclo dei materiali, in particolare di rame. Ogni tre ore controllavano l’immondizia gettata. Adesso anche gli italiani del ceto medio hanno iniziato a frugare nei contenitori. Questo avviene soprattutto in periferia”, continua il segretario. “La maggior parte delle persone sono anziani che vivono da soli e si vergognano a mangiare alla mensa della Caritas. Così, cercano di andare avanti in questo modo”. “A Palermo, poi, abbiamo registrato un dato allarmante: italiani e stranieri hanno iniziato a contendersi i rifiuti. Si litiga per un sacco della spazzatura, per stabilire quale cassonetto svuotare”, afferma Iazzolino.

Ma la crisi non ha colpito solo le grandi città del centro e del sud Italia: “Anche nel nord est, la zona più ricca del Paese, la percentuale delle persone povere è aumentata del 30%”. Non esistono dati certi sulla portata del fenomeno, ma secondo Iazzolino “basta vedere i cassonetti per capire quanto questa pratica sia diffusa: nelle città come Roma e Milano i bidoni dell’immondizia sono sempre più vuoti”, continua il segretario. “Non vengono portati via solo resti di cibo o indumenti, ma anche plastica, pezzi di legno o di alluminio”. Tutto è utile a chi non può contare su un’entrata economica e vive nella miseria.

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commenti
  1. […] Italiani Una Rivoluzione Silenziosa parte V […]

  2. pd valdengo scrive:

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