Torino il record di tumori della pelle

Pubblicato: settembre 26, 2013 in Altura e Cultura
Ma la diagnosi precoce non aumenta le vittime
Un dato positivo c’è, nell’allarme dei dermatologi: i torinesi si fanno controllare sovente
e soprattutto precocemente, il che non fa crescere i decessi malgrado l’aumento di malati

Allarme al congresso dei dermatologi al Lingotto:
in un anno alle Molinette
il 20 per cento in più delle diagnosi: colpa del «sole mordi e fuggi»

È Torino la città d’Italia con il più alto numero di melanomi, tumore maligno della pelle con alto rischio di metastasi: 19 casi l’anno ogni 100 mila abitanti, rispetto a una media nazionale di 12. Le diagnosi nel capoluogo piemontese sono superiori a quelle registrate nelle città e province del Nord-Est come Trento, Bolzano e Trieste, e anche nelle regioni del Sud Italia dove la durata e l’intensità dell’esposizione al sole è nettamente superiore. E proprio questa sarebbe la causa dell’alto numero di tumori della pelle nelle aree del Nord-Ovest: i torinesi dalla carnagione chiara, vicini al mare e vicinissimi alle montagne, si espongono al sole senza «preparare» a sufficienza la pelle. Abbronzatura (e ustioni) lampo.

 

I timori degli specialisti  

Dato allarmante, questo, che emergerà fra gli altri oggi all’NH Lingotto Tech, durante il congresso «La gestione del melanoma alla luce delle nuove evidenze», presieduto dalla professoressa Maria Grazia Bernengo, direttore del Polo Dermatologico della Città della Salute.

«Il melanoma – spiegano i medici riuniti a congresso – è il tumore che ha presentato il maggior aumento di incidenza nel tempo: l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro stima che ogni anno vi siano nel mondo 160 mila nuove diagnosi di melanoma. In Italia i dati indicano un trend in continua crescita, che raddoppia ogni dieci anni».

 

Sole e lampade artificiali  

L’origine dei melanomi è l’esposizione intensa e intermittente ai raggi UV, sia naturali sia artificiali. E qui parte un allarme nell’allarme: «E’ dimostrato che l’uso abituale delle lampade solari in età giovanile aumenta il rischio di melanoma di circa il 70 per cento».

La fascia di età più colpita è quella tra i 40 e i 60 anni: i sintomi del melanoma – verrà ricordato oggi – «sono praticamente assenti o poco apparenti, comunque tardivi». Il risultato drammatico è che sovente, quando ci si rende conto del problema, il tumore è già in fase avanzata. Motivo per cui alle Molinette nascerà – all’interno della Rete Oncologica – una task force multidisciplinare di dermatoscopia, dermochirurgia e dermo-oncologia, nuove terapie mediche alleate per fornire un’assistenza integrata.

Le diagnosi alle Molinette  

L’aumento dei casi è evidente anche nei soli casi registrati alle Molinette: 400 i melanomi diagnosticati nel 2011, 450 nel 2012, 490 nei primi otto mesi del 2013. Nel 1975 furono 36, 190 nel 2003. Numeri che non si giustificano soltanto con l’aumento dei controlli.

Un dato positivo c’è, nell’allarme generale: secondo i dati del Centro melanomi dell’ospedale San Lazzaro «la sopravvivenza supera mediamente il 90 per cento a 5 anni di distanza dalla diagnosi, e rimane sostanzialmente invariata negli anni successivi.

 

Nuove speranze  

Numerosi gli specialisti che parleranno oggi al convegno. Fra questi anche il dottor Giuseppe Macripò, responsabile della Dermochirurgia del Polo Dermatologico della Città della Salute, e il dottor Pietro Quaglino, ricercatore. Nuove speranze sono date non solo dalla chirurgia, ma anche da nuovi farmaci in grado di allungare la speranza di vita.

Il congresso dei dermatologi si apre a inizio autunno. Una data significativa: «Il picco delle visite e delle diagnosi -sottolineano gli specialisti – si ha nel periodo estivo con un aumento anche del 30 per cento dei controlli, quando le persone evidentemente prestano più attenzione alla propria pelle». Poi l’attenzione cala e il rischio aumenta, «dimenticando che la diagnosi precoce è l’unica arma efficace per non rischiare la vita».

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