Archivio per ottobre, 2013

Perché se ne torna a parlare e che cosa c’entrano Apple e i suoi iPhone

 

Nel 1932 il mediatore immobiliare statunitense Bernard London propose che fosse imposta per legge una scadenza per i prodotti di consumo, non solo alimentari, in modo da stimolare i consumi e accelerare l’uscita degli Stati Uniti dalla crisi dovuta alla Grande depressione. La sua proposta di una “obsolescenza pianificata” divenne materia di studio e di analisi da parte di numerosi economisti, e ancora oggi a oltre 80 anni di distanza si parla di questa pratica e delle società che secondo alcuni la adottano, per indurre i loro clienti ad acquistare le ultime versioni dei prodotti, soprattutto in ambito tecnologico.

In un articolo sul New York Times, la giornalista economica Catherine Rampell, riprende l’argomento dell’obsolescenza programmata e le teorie complottiste che le orbitano intorno usando come esempio Apple, che ha da poco presentato due nuovi iPhone e iOS 7, l’ultima versione del suoi sistema operativo per i dispositivi mobili. Rampell spiega che dopo l’aggiornamento a iOS 7, il suo vecchio iPhone 4 è diventato molto più lento e con una minore autonomia della batteria, problema segnalato da diversi possessori di questo modello. La causa è dovuta al maggior numero di funzioni presenti su iOS 7 e all’usura della batteria di iPhone 4, che come tutti gli smartphone regge un numero limitato di ricariche, cosa che dopo oltre tre anni di utilizzo si fa sentire.

Per risolvere il problema della scarsa durata di iPhone 4 una soluzione può essere quella di portare il telefono in un Apple Store e ottenere la sostituzione della batteria, operazione che negli Stati Uniti costa 79 dollari. Il fatto è che, con appena 20 dollari in più, è possibile acquistare in abbonamento con operatore un nuovo iPhone 5C, con un processore più potente e più adatto per iOS 7. Secondo Rampell, si tratta di un “messaggio nemmeno così tanto subdolo da parte di Apple per aggiornare”.

Molti esperti di tecnologia e analisti hanno già segnalato in passato che i nuovi prodotti Apple arrivano di solito in concomitanza con la fine o i primi malfunzionamenti, per motivi di età dei prodotti, dei dispositivi più vecchi. Chi la pensa così vede nel fenomeno un chiaro esempio di obsolescenza programmata dalla società per mantenere alte le vendite dei suoi ultimi prodotti. Se un iPhone funzionasse bene per sempre, nessuno avrebbe mai incentivi sufficienti per comprarne uno nuovo, sostengono.

Rampell ricorda che diversi settori fanno affidamento sul meccanismo del ciclo di vita più o meno predeterminato di un prodotto. L’industria della moda, per esempio, porta all’estremo questa filosofia rendendo obsoleti prodotti come gli abiti che in realtà sono ancora pienamente funzionali e utilizzabili. Nel settore del vestiario di grande consumo, gli abiti sono comunque realizzati per durare una stagione: i materiali sono volutamente di qualità discreta in modo da costare poco e incentivare la sostituzione degli indumenti l’anno successivo all’arrivo delle nuove collezioni. In un certo senso, Apple fa considerazioni simili, spiega l’articolo del New York Times: “una batteria con una vita più lunga sarebbe un valore sufficiente per giustificare il prezzo inevitabilmente ancor più alto?”

Negli anni sono state sviluppate diverse teorie sull’obsolescenza programmata da parte degli economisti. Una società si sente incentivata a ridurre la durata dei suoi prodotti quando ha molto potere sul mercato e sa che i consumatori non hanno molte alternative da comprare. Nel 2007 l’unico smartphone sul mercato di successo era iPhone, e Apple aveva quindi tutto il potere di degradare la sua durata senza particolari preoccupazioni. Ora però le cose sono cambiate: Apple deve fare i conti con la concorrenza agguerrita di Samsung e degli altri produttori di smartphone con Android. I consumatori hanno un sacco di alternative e tendono a penalizzare chi sfrutta i meccanismi dell’obsolescenza programmata, smettendo di comprare quei prodotti.

Sul passaggio da un produttore a un altro, spiegano gli economisti, incidono comunque le abitudini dei singoli utenti e la loro disponibilità a passare a un nuovo sistema che conoscono meno. Un possessore di iPhone che passa a Android, o viceversa, ha il problema di non potersi portare dietro le applicazioni che ha acquistato, molti dei servizi offerti e probabilmente anche gli accessori da collegare al proprio smartphone. Soprattutto per i meno impallinati di tecnologia si tratta di uno sforzo notevole, che contribuisce a radicare l’affezione per un determinato marchio e a non tradirlo con altri prodotti.

Una società può decidere di adottare diversi sistemi per incentivare il passaggio ai suoi nuovi modelli, soprattutto in ambito tecnologico. Una soluzione è quella di rendere progressivamente meno efficienti i suoi vecchi prodotti, spingendo i suoi clienti a valutare il passaggio alle versioni più aggiornate. Un altro sistema passa attraverso l’introduzione di funzionalità sorprendenti nei nuovi modelli, che gli utenti vedono come irresistibili a tal punto da essere disposte a fare un nuovo investimento per averle. Apple ha seguito spesso questa seconda strategia, o un mix delle due, ottenendo risultati considerevoli. Ora il gioco, scrive Rampell, sembra funzionare peggio perché i nuovi modelli danno meno l’idea di portare con loro grandi innovazioni.

Per compensare queste mancanze, Apple con i suoi ultimi iPhone ha aggiunto la carta della moda. Il modello meno costoso, iPhone 5C, è disponibile in diversi colori e con un nuovo involucro di plastica lucida, mentre il modello più avanzato, iPhone 5S, è disponibile in una nuova versione dorata.

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coop-etichette-tuttacronacaSarà perchè la crisi accentua la paura di subire una truffa, sarà perchè si è sempre più preoccupati per la propria salute, fatto sta che s’inizia a far sempre più attenzione a quanto riporta l’etichetta dei generi alimentari, per conoscere la provenienza di quello che si sta per portare in tavola. E proprio per questa trasparenza si sta combattendo in Italia, affinchè venga adottato il Regolamento Europeo 1169/2011 che ha l’obiettivo di armonizzare le normative europee in fatto di etichettatura alimentare. L’avvocato Valeria Graziussi, responsabile del settore agroalimentare del Codacons, ha spiegato all’Huffington Post: “Gli operatori del settore si dovranno adeguare entro e non oltre il 13 dicembre 2014 perché è indispensabile controllare in maniera più stringente l’intera filiera produttiva, modificando l’etichetta e introducendo non solo il luogo di ultima trasformazione del prodotto, ma quello di produzione dell’ingrediente primario”. E sottolinea quindi: “Una grossa battaglia innanzitutto a difesa del…

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Wake and Wander

Yesterday, when I told you about a rock ‘n’ roll jeep tour that takes you along Portugal’s south and west coasts near Sagres, I mentioned that the area was undiscovered by tourists from the States. And I stand by that. While I certainly wasn’t the first Americano to grace its shoreline, the reaction from the locals upon discovering where I was from told the whole story. They were, without question, not used to meeting Americans. The English, yes. The Spanish, for sure. Germans, totally. But not Americans.

And I’m not just talking about some remote village in the middle of nowhere — the same has been true thus far of my stay in Lisbon. I suppose the main reason is pretty obvious. Lisbon just doesn’t sound as sexy as Paris or Rome, two cities that Americans are all over on their first European jaunts. And since a very small percentage of Americans even travel to…

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freedom-tower-tuttacronaca

Forse l’editoriale di Bansky che critica il complesso in costruzione a Ground Zero era davvero troppo underground e poco politically correct. Fatto sta che l’artista di murales non si è perso d’animo e dopo che il suo articolo è stato rifiutato dal New York Times, ha pensato bene di pubblicarlo sul suo sito

“Non abbiamo trovato un accordo sull’articolo, e lo abbiamo rifiutato”, ha confermato la portavoce del Nyt, Eileen Murphy.

Bansky risponde così “Oggi doveva esserci un mio editoriale sul Nyt, ma hanno rifiutato di pubblicare ciò che ho scritto”, si legge sul sito dell’artista britannico. Il pezzo, dal titolo ‘Shyscraper’ – giocando sulla parola ‘shy’, timido, e ‘skyscraper’, grattacielo – spara a zero sul Freedom Tower, od One World Trade Center, il palazzo costruito nel luogo dove sorgevano le Torri Gemelle.

“L’11 settembre ha rappresentato un attacco contro tutti noi e la risposta qual è? 104 piani di compromesso”, scrive Banksy, spiegando che il…

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uccide-la-madre-tuttacronaca

Uccide la madre, la fa a pezzi e la mette in una valigia, poi butta nella spazzatura e fino a qui il piano sembrerebbe riuscito. Un crimine che difficilmente poteva essere risolto, ma, sulla strada dell’assassino, Carlos Macchione de Sampaio, un 39enne brasiliano di San Paolo, si mette un clochard. Il senzatetto vede la valigia e spera di trovarci dentro qualcosa di utile, ma appena aperta con orrore scopre la donna a pezzi e a questo punto decide di parlare con il portiere dello stabile lì di fronte, lo stesso dove vive l’assassino. La vittima, una donna di 74 anni è stata uccisa probabilmente in un raptus di follia, l’uomo era già noto per i suoi disturbi mentali, ma nessuno avrebbe mai sospettato che potesse arrivare a tanto.

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paura-tuttacronacaJack Canfield-

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Taxi pazzi, in viaggio per il mondo - I taxi di Città del Messico - Foto di Mohylek

I taxi di Città del Messico – Foto di Mohylek

I taxi sono le auto, o i mezzi di trasporto, che portano passeggeri a pagamento. Nelle diverse parti del mondo si caratterizzano per il colore delle vetture e per l’aspetto che assumono. Diventano parte del panorama di una città o di un paese per la loro diffusione nelle strade o sul pelo dell’acqua, basti pensare alle gondole di Venezia, oppure ai rickshaw in India, che sono elemento pittoresco per eccellenza.

Taxi pazzi, in viaggio per il mondo - Taxi sulla Penisola di Caolun a Hong Kong - Foto di Diego Delso

Taxi sulla Penisola di Caolun a Hong Kong – Foto di Diego Delso

In Italia, per esempio, fino agli anni settanta il colore delle auto pubbliche era il verde. La liberalizzazione del colore avvenne con il nuovo codice della strada e comparve il giallo, ma causò numerose proteste, finché non si tornò al colore unico nel 1992 quando il bianco ebbe il predominio.

Taxi pazzi, in viaggio per il mondo - Tuk-tuk in Sri Lanka - Foto di McKay Savage

Tuk-tuk in Sri Lanka – Foto di McKay Savage

Le tipologie di taxi rappresentano una parte del folklore locale: dalle London Black Cabs, ai Tuk-tuk thailandesi, dai taxi acquatici della Nuova Zelanda ai numerosi taxi che effettuano servizio “aereo” tra le isolette delle Maldive. Un mondo da provare in tutte le sue forme e colori.

Taxi pazzi, in viaggio per il mondo - Rickshaw in India - Foto di Bernard Gagnon

Rickshaw in India – Foto di Bernard Gagnon

Taxi pazzi, in viaggio per il mondo - I taxi di Londra, UK - Foto di Jorge Royan

I taxi di Londra, UK – Foto di Jorge Royan

Taxi pazzi, in viaggio per il mondo - Moto taxi in Perù - Foto di AgainErick

Moto taxi in Perù – Foto di AgainErick

Taxi pazzi, in viaggio per il mondo - Aero-taxi alle Maldive - Foto di Sarah Ackerman

Aero-taxi alle Maldive – Foto di Sarah Ackerman

Taxi pazzi, in viaggio per il mondo - Taxi a New York, USA - Foto di Zitzitoune

Taxi a New York, USA – Foto di Zitzitoune

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condono-fiscale-tuttacronaca

Era il 2002 quando Berlusconi e Tremonti decisero il condono fiscale. Ma a 11 anni di distanza si scopre che i condonati non pagarono quanto dovuto e così oggi mancano circa 3 miliari e mezzo di euro. Insomma si è evaso sull’evaso d’altra parte le scappatoie per farlo c’erano tutte. Il condono si considerava infatti effettuato dopo il pagamento della prima rata e a chi optava per più rate non veniva richiesta la fideiussione quindi non vi era certo la “necessità di pagare le restanti quote”.

Se uno dopo la prima rata non pagava più, partiva la solita catena per la riscossione coatta tra Agenzia delle Entrate ed Equitalia; il tizio però nel frattempo non poteva essere accusato per i reati eventualmente commessi né gli si potevano applicare le multe cancellate dal condono.

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rjukan-tuttacronacaTremilacinquecento persone condannate a vivere nell’oscurità per sei mesi all’anno, a causa degli alti rilievi che le circondano impedendo ai raggi solari di raggiungerli. E’ questa la realtà degli abitanti della cittadina norvegese di Rjukan, a circa 80 km da Oslo. Questa almeno è la realtà che hanno conosciuto finora. Adesso, però, le cose stanno per cambiare grazie a un nuovo impianto fornito di giganteschi specchi che convoglieranno la luce solare nel villaggio situato nel Hardangervidda National Park. Il progetto non è molto dissimile da quello che in Italia ha consentito al comune di Viganella, in Piemonte, di battere l’oscurità perenne: si tratta infatti d’installare tre maxi specchi (eliostati) rettangolari per un totale di 500 metri quadri sulle montagne circostanti. Le superfici riflettenti dirigeranno i raggi solari verso la cittadina e in particolare verso la piazza centrale, modificando la loro posizione, e quindi l’angolazione con la quale catturano i raggi…

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miopia-tuttacronacaE’ stato il direttore del Fatebenefratelli di Milano a diffondere le statistiche seconde le quali starebbero aumentando i casi di miopia. Questo dipende, oltre alla predisposizione genetica, anche dalla diffusione sempre più massiccia di smartphone tra gli adolescenti e i ragazzi: il continuo sforzo a cui sottopongono gli occhi per mettere a fuoco da vicino porta a una diminuzione nel focalizzare da lontano. L’allarme arriva anche dagli esperti intervenuti a Milano al recente Congresso internazionale di chirurgia refrattiva e della cataratta.”Oggi i giovani tendono a passare sempre più ore attaccati agli schermi di tablet e telefonini e questo comporta un continuo sforzo di messa a fuoco per vedere da vicino con la conseguenza che la capacità di mettere a fuoco da lontano rischia di diminuire – fa notare Antonio Scialdone, direttore dell’Ospedale Oftalmico Fatebenefratelli di Milano -. Passare molto tempo di fronte a uno schermo induce, inoltre, ad ammiccare di…

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