Archivio per novembre, 2013

Cover of "The Shining [Blu-ray]"

Cover of The Shining [Blu-ray]

Il documentario di Rodney Ascher passa in rassegna i simboli, i segreti, i messaggi occulti nascosti nel film di Kubrick. E prova a darne un’interpretazione, passando in rassegna le tante ipotesi formulate finora. Dopo trentatré anni il mistero continua


DOPO esserci chiesti per anni (trentatré) di che cosa parli nel profondo Shining di Stanley Kubrick, ora cominceremo a interrogarci sul senso di Room 237. Segreto dopo segreto, fotogramma dopo fotogramma. Il documentario del regista Rodney Ascher – presentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes e ora in Italia distribuito da Feltrinelli Real Cinema (dvd+libro, euro 17,90) – è una scatola cinese che perlustra simboli e messaggi occulti sepolti nel capolavoro di Kubrick. Il viaggio di Room 237 non è dentro la “luccicanza” (lo “shining” descritto da Stephen King nel romanzo da cui il film è tratto) ma fuori, nel groviglio di immagini, leggende e fantasmi che aspettano al varco lo spettatore.

Il documentario di Rodney Ascher passa in rassegna i simboli, i segreti, i messaggi occulti nascosti nel film di Kubrick. E prova a darne un’interpretazione, passando in rassegna le tante formulate finora. Dopo trentatré anni il mistero continua.Video di FILIPPO BRUNAMONTI

Passano al setaccio tutte le interpretazioni più “antiche”: complottista, esoterico, psichico. Insomma, Shining è il millefoglie dei misteri su pellicola. Il tempo, i dizionari di cinema, gli analisti non sono sopravvissuti né al bestseller di King né al film di Kubrick. Ecco perché Room 237, in un primo momento, è stato accolto come base immaginaria della verità su Shining e sulla sua lavorazione. Salvo poi scoprire che è parte integrante del meccanismo cinematografico secondo cui non si risponde a una domanda con un’altra domanda. Soprattutto al cinema, e con Kubrick. Morale della favola: Room 237 complica le cose anziché fornire soluzioni razionali. Il lavoro di Ascher viviseziona intere sequenze originali (notevoli i totem virali: dall’apparizione del volto di Kubrick in mezzo alle nuvole gonfie di neve all’adesivo di Pisolo che appare e scompare in una scena) e le adatta allo stile cronachistico del suo documentario.

Tra le voci fuori campo c’è chi, come il reporter di ABC Bill Blakemore (che vide il film aggrappato alle poltrone di un cinema di Leicester Square a Londra) è convinto che Shining rappresenti un apologo sul genocidio degli indiani d’America. Per altri potrebbe trattarsi, invece, di una rivisitazione dell’Olocausto in chiave visionaria, fanciullesca, disneyiana. E poi c’è chi crede che il film incarni il vero testamento di Kubrick, più di Eyes Wide Shut: un’opera-forziere dentro cui l’autore potrebbe aver riposto confessioni intime sulla sua vita privata o addirittura un messaggio politico sul falso allunaggio dell’Apollo 11 – girato in gran segreto in uno studio governativo dallo stesso Kubrick, si dice.

"Room 237": i misteri di "Shining" sono tutti da decifrare

Una delle sequenze più celebri – e più terrificanti – di Shining, il capolavoro di Stanley Kubrik, 1980, con Jack Nicholson e Shelley Duvall. Negli anni sono state tante le interpretazioni del film, con i suoi messaggi occulti, i suoi simboli, i suoi flash. Adesso ci prova Rodney Acher, regista di Room 237, un documentario in cui il regista prova a decifrare i misteri di Shining e mette insieme tutte le ipotesi formulate dall’uscita in sala a oggi.

“Da ragazzino – spiega Ascher – sono fuggito da un cinema che proiettava Shining dopo appena venti minuti e da allora sono ossessionato dal film. Nonostante l’abbia visto tante volte, e sia diventato uno dei miei preferiti, continua a esercitare su di me un senso di ambiguità e di mistero. Qualche anno fa il mio amico Tim Kirk (produttore di Room 237, ndr) mi mandò un articolo che dava del film un’interpretazione drammatica, coinvolgendo lo Zodiaco e la Guerra Fredda. Era l’inizio del documentario che avremmo girato. Abbiamo passato i mesi successivi ad analizzare le teorie su Shining, che coprono argomenti disparati come i nativi americani, Marshall McLuhan, il genocidio, la numerologia, le fiabe, la seconda guerra mondiale. Altri film, nella storia del cinema, sono stati visti come allegorie (da L’invasione degli ultracorpi a Godzilla) ma nessuno aveva mai generato il tipo di indagine appassionata scatenato da Shining: avevo trovato il mio soggetto”.

Ascher, sin dall’inizio del documentario, sembra voler entrare nella testa di Kubrick, mostrandoci Tom Cruise (tratto da Eyes Wide Shut) mentre cammina nella notte per poi soffermarsi sulla soglia del locale Sonata Jazz. Attraverso una ricostruzione in digitale, Cruise rimane incantato da un manifesto, ed è quello di Shining che riporta: “The wave of terror that swept across America is here”. Si comincia con l’ipotesi che l’albergo infestato di Shining sia stato “ricostruito” nello Stanley Hotel di 140 stanze, in Estes Park, Colorado, per un motivo specifico: il team di Kubrick avrebbe ricercato la location (città e storia dell’hotel) con grande scrupolo proprio per raccontare, in maniera subliminale, le tensioni tra i Nativi e la popolazione bianca agli inizi del Novecento. Ne abbiamo una prova: in una scena del film, il piccolo Danny (dotato di “luccicanza”) fissa Dick Hallorann (Scatman Crothers) e concentra la sua attenzione su una scatola di Calumet poggiata sopra una mensola, appena dietro Dick. Inutile sottolineare che la parola “calumet” indichi la pipa da cerimonia degli Indiani dell’America Settentrionale. Alcuni studiosi suggeriscono che, in quel preciso istante, il regista intenda fornirci indizi su una pace spezzata tra americani e Nativi. In particolare, Jack Torrance (Jack Nicholson) terrebbe in mano un’ascia per tutto il tempo, mentre tenta di uccidere moglie e figlio, simulando in realtà il genocidio degli indiani – non a caso, Kubrick aggiunge una scena, non presente nel romanzo di King, dove ai Torrance viene raccontato che l’Overlook Hotel fu costruito sopra un camposanto indiano: da qui, presto spiegate le visioni di Danny con la cascata di sangue dagli ascensori.

Poi ci sono i pretesti anti-governativi che vedono in Shining il diario segreto tramite cui l’autore svela al mondo la verità a proposito dello sbarco dell’uomo sulla Luna: la NASA avrebbe chiesto a Kubrick di girare l’allunaggio con frammenti di 2001: Odissea nello Spazio e di farlo sembrare reale. In una scena, Danny gioca da solo con le figure geometriche che tappezzano la moquette dell’hotel quando, lentamente, sollevandosi da terra rivela la scritta Apollo USA sulla sua maglia di lana. Non appena si avvicina alla fatidica stanza numero 237, i cospiratori trovano l’attesa conferma: le parole sono intercambiabili, “moon” e “room”.

E ancora. Si fa largo un’altra interpretazione per cui Shining sarebbe una metafora dell’Olocausto. Nel film si menziona in modo ricorrente il numero 42. Il 1942 è appunto l’anno della Soluzione Finale della questione ebraica (Endlösung der Judenfrage). Lo stesso Jack Nicholson avrebbe un ruolo centrale nel veicolare il messaggio: la vecchia macchina per scrivere con cui digita maniacalmente la frase “il mattino ha l’oro in bocca” ammiccherebbe ai metodi meccanici con cui si assassinavano gli innocenti durante il Terzo Reich e all’ossessione per le liste da parte dei nazisti. La macchina è fabbricata da un’industria manifatturiera tedesca, di nome Adler, che a sua volta, nella traduzione inglese, significa “aquila”. Il simbolo dell’aquila torna sulla t-shirt di Nicholson/Torrance quando la moglie entra in camera e lo sveglia per colazione. Coincidenze? Si prosegue con la mitologia greca. Teseo/Danny trascina il Minotauro, le gemelle fatte a pezzi dal custode, fuori dal labirinto. Le leggende metropolitane attorno al film non terminano certo qui. Probabilmente, come ricordano le gemelle squartate, esisteranno e si moltiplicheranno: “per sempre, per sempre, per sempre”.

"Room 237": i misteri di "Shining" sono tutti da decifrare

 

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sciarpa-tuttacronacaL’inverno è giunto sulla nostra penisola e per questo week-end si prevede l’arrivo di un nuovo super ciclone. Ma se già neve e pioggia portano innumerevoli disagi, perchè ritrovarsi anche a battere i denti dal freddo nel caso si debbano affrontare le interperie? Meglio allora infilarsi una sciarpa. Ma come indossarla? Ci viene in aiuto Weknowmeme regalandoci 11 modi diversi su come utilizzarla per avere un look sempre diverso. Il sito si riferisce agli uomini, ma anche le donne potrebbero trovare qualche spunto in queste istruzioni!

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toilette-estrema-tuttacronacaLa toilette più estrema del mondo, com’è stata votata, offre davvero una vista da brividi e indubbiamente non si trova in quella che si possa definire “zona di confort”. Si trova infatti sul cornicione di un picco della Altai Mountain, in Siberia, a 2600 metri di altezza dal livello del mare. I suoi “visitatori”, per lo più, sono gli addetti ad una stazione meteo tra le più isolate, dove giungono esclusivamente un postino e dall’elicottero che trasporta il necessario per sopravvivere, una volta al mese. Ma non si pensi che tale toilette sia solo estrema: può anche essere considerata storica, visto che la sua costruizione risale al 1938 e da quell’anno viene utilizzata costantemente.

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test-hiv-tuttacronaca

E’ stato un errore. Anche l’Oms può quindi sbagliare su un rapporto che analizza la Grecia nel periodo più nello della storia ellenica,  e affermare che  “la metà delle nuove infezioni da Hiv sono auto-inflitte per consentire alle persone di ricevere 700 euro al mese”. Nell’errata corrige quindi si precisa che si tratta di “pochi casi aneddotici”. Ma l’aumento della malattia attraverso i   numeri fanno paura: +52% di infezioni nel 2011 rispetto al 2010.

Scrive Maria G. Maglie su Libero:

Non intendo sostenere che finiremo come i greci a iniettarci il virus dell’Aids per prendere il sussidio di 700 euro, ma certo la strada verso la tomba in un cimitero annunciata dal Wall Street Journal per l’Italia della sta-bi-li-tà imposta dal governino dei bravi ragazzi di Napolitano può essere fatta di una stagnazione infinita, di un declino neanche tanto lento verso povertà, disperazione, emarginazione, piccoli furti, imbrogli tragici, omicidi per niente. Forse siamo ancora…

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Il Contagio

Serve un commento?
Napolitano dove sei?!!
E meno male che Letta va “orgoglioso” dei tagli alla politica…

Paese inemendabile, ma giusto sia così…

Ecco cosa si meritano gli italioti che si bevono tutto.

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Si può morire di fame a 16 anni sulla soglia di un panificio? Anche questa è l’Europa. L’austerity in Grecia ha ridotto alla fame un ragazzo che è entrato in un negozio e ha chiesto educatamente se il fornaio poteva offrirgli qualcosa da mangiare. Così l’uomo gli ha dato due pezzi di pane e il 16enne si è seduto a mangiarli sulla soglia del negozio. Poco dopo è deceduto. Il suo corpo troppo deperito, non ce l’ha fatta. Si può ancora tollerare questo tipo di politiche? Questo è il modello che vogliamo di Europa?

 

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raimondo ricci-tuttacronaca

E’ morto questa mattina a Genova Raimondo Ricci,  ex senatore del Pci ed ex presidente nazionale dell’Associazione partigiani d’Italia. Per ben 93 anni Ricci si è dedicato alla difesa dei valori della Resistenza. Era il 1943 quando divenne partigiano e dopo pochi mesi fu arrestato e recluso in diverse carceri liguri prima di venir  deportato a Mauthausen, da dove venne poi liberato il 5 maggio del 1945:, quando aveva 24 anni. Divenne avvocato e difese  i sindacalisti e i militanti comunisti. Presidente provinciale dell’Anpi nel 1969, è stato parlamentare per tre legislature dal 1976 ed ha fatto parte della Commissione d’inchiesta sulla P2. E’ stato anche membro del Consiglio di presidenza della Corte dei Conti e presidente dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza.

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gianni pittella-europarlamentare

In inglese c’è una notevole differenza tra “peace” (pace) e “piss” (urinare) e l’errore di pronuncia commesso dal  vicepresidente del Parlamento Europeo ed ex candidato alle Primarie del Pd Gianni Pittella – che ha rilasciato su YouTube un messaggio di sostegno alla campagna ”Peace One Day” – non può che destare un moto di ilarità.

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punk-is-undead-tuttacronacaS’intitola Punk Is Undead ed è il nuovo fumetto della 80144 Edizioni. Questo “ritorno dei morti viventi” miscela rock e zombie, il tutto inserito in una “Los Angeles oscura e perversa dove i soldi dettano regole e destini”. Gli zombi che tornano a solcare quelle strade, poi, non sono certo di quelli comuni: si tratta dei miti della musica Jimi Hendrix, Jim Morrison e Jaco Pastorius. L’Huffington Post parla così del nuovo fumetto:

Dopo il fortunato Suburbans, la casa editrice continua sulla strada del fumetto lanciando questa serie venata di horror ambientata nel mondo del rock americano. Il primo volume Live in Los Angeles conta 64 pagine di disegni accattivanti e nella versione ebook, disponibile su Itunes e realizzata nell’innovativo formato epub3/fixed layout, si trova anche un’opzione sonora. Il lettore potrà infatti attivare i suoni di sfondo, un supporto sonoro all’azione delle tavole, per leggere la storia con un…

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Dal blog dei Theficienti  arrivano dei suggerimenti su come riconoscere quella ragazza che sarebbe meglio non ‘portare’ a letto, ecco le motivazioni (con il senno di poi):

LA PARANOICA
La sua prima volta con un coetaneo adolescente alla tenera età di 14 anni è stata un disastroso amplesso cabrio, pochi secondi, concluso con un creampie precoce e incontrollato come un camion guidato in un tunnel da un moldavo ubriaco. Nonostante abbia 23 anni e prenda pillola, cerotto e abbia spirale, questo disastro con conseguente gita al consultorio con Mamma l’ha gravemente segnata, ed ora non appena ha contatti fisici con un uomo, abbassa il mento ogni tre secondi controllando che non ci siano liquidi estranei nella sua zona genitale.

L’ASSE DA STIRO
Più rigida di un ghiacciolo all’anice, più picchettata di una tenda da campeggio, ti sembra di imbaionettare un freddo cadavere o scopare con una di quelle lastre in acciaio 165×100 usate nei cantieri.
Inizi a temere una tua deriva necrofila ma poi ti accorgi che ogni tanto respira.

L’IPOCONDRIACA
Mentre tu sei immandrillito e carico come un sindacalista CGIL al concerto del 1º maggio ed inizi a strapparle via i vestiti e palparla rude come un Unno, lei ti ferma inflessibile e ti dice: “Cosa fai? Hai le mani sporche! Hai toccato le maniglie.” Ogni vestito che sfiora necessita prima di essere disinfettato, poi dopo un accurata igiene, ti sega al massimo con due dita ed un no look come se sbucciasse una banana. Anche se fossi candido come Joe Black ti controllerebbe il corpo in cerca di puntini o dermatiti che potresti passarle.

LA FRIGIDA
Annoiata dalla vita, depressa e gattamorta come LaGna Del Rey, suona in un gruppo alternative-rock ed ascolta i Cure e gli Smashing Pumpinks. Però è una figa e ci sta. Il problema è che potresti essere Sid Vicious, un caterpillar con un vibratore a otto velocità ed amarla ed onorarla ma lei non vedrà un orgasmo neanche cercando la parola sul dizionario.

LA TEATRALE
Ha fatto il coreutico. Ti gasava che riuscisse a fare la spaccata e immaginavi già di timbrarla con mosse e figure epiche.
Sapevi che fosse abituata a recitare ma non credevi così: non appena le sfiori il seno ed i capelli inizia a sciogliersi in respiri profondi come fosse dal medico al controllo tosse ed ansima a fuoco come se fosse al secondo orgasmo consecutivo.

LA NINFOMANE
C’è poco da dire. È pericolosa. Si scoperebbe indifferentemente te e la spalliera del letto, lo sturalavandini o un operatore urbano addetto alla raccolta rifiuti senza accorgersi che ti sta soffocando. L’importante è avere qualcosa da cavalcare. Dice porcate a non finire, vuole sentirsi svergognata e lorda, fa tutto da sola, si tocca, si lecca le dita, si agita come Piccinini ad un goal del Milan.
Pantera.

LA PROMESSA SPOSA
È una buona scopatrice ma è perseguitata dalla paura dell’abbandono, lasciata più e più volte proprio a causa della sua stessa ansia. Come se fosse un Labrador cucciolo ai principi di luglio mentre si concede a te ti distrae con frasi che minano la tua stabilità psichica e ti costringono a finte promesse:”Starai con me vero? Mi cercherai sempre? Dimmi che non te ne andrai? Lo so che mi amerai”. “Sicuro.” Veggente.

L’EMANCIPATA
Viene da te, ti sceglie, e a differenza della Ninfomane che vuole solo il pene per laidezza, lei è composta e lo vuole per soddisfazione: le servi solo per manifestare a se stessa la sua femminile superiorità di scelta e la sua emancipazione dal mondo maschile.

LA SIMPATICONA
Lei ride sempre. Qualsiasi cosa tu dica o faccia, al bar come a un funerale, lei nel dubbio ride. Un po’ per timidezza e po’ per sciocchezza ride. Il problema è che, anche se hai il corpo di un David di Michelangelo, ridacchia mentre ti spogli, ridacchia mentre la sfiori, ridacchia mentre le sussurri cose sensuali, ride mentre la scopi, e ride persino mentre ha dei rilasci di aria vaginale. Anticoncezionale esilarante.

LA PSICOTICA
“Sei mio capito?! Tu non avrai altre, hai solo me” “Se ti trovo con un’altra ti ammazzo”. Queste le tipiche frasi dette dalla psicotica gelosa durante l’amplesso, unite a unghiate felidi sulle scapole e morsi sul labbro che il giorno dopo neanche rouge di Chanel.

Fonte e versione integrale su: Theficienti