Archivio per dicembre, 2013

Noam Chomsky, padre della creatività del linguaggio, definito dal New York Times “il più grande intellettuale vivente”, spiega attraverso dieci regole come sia possibile mistificare la realtà.

La necessaria premessa è che i più grandi mezzi di comunicazione sono nelle mani dei grandi potentati economico-finanziari, interessati a filtrare solo determinati messaggi.

1) La strategia della distrazione, fondamentale, per le grandi lobby di potere, al fine di mantenere l’attenzione del pubblico concentrata su argomenti poco importanti, così da portare il comune cittadino ad interessarsi a fatti in realtà insignificanti. Per esempio, l’esasperata concentrazione su alcuni fatti di cronaca (Bruno Vespa é un maestro).

2) Il principio del problema-soluzione-problema: si inventa a tavolino un problema, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Un esempio? Mettere in ansia la popolazione dando risalto all’esistenza di epidemie, come la febbre aviaria creando ingiustificato allarmismo, con l’obiettivo di vendere farmaci che altrimenti resterebbero inutilizzati.

3) La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.

4) La strategia del differimento. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, al momento, per un’applicazione futura. Parlare continuamente dello spread per far accettare le “necessarie” misure di austerità come se non esistesse una politica economica diversa.

5) Rivolgersi al pubblico come se si parlasse ad un bambino. Più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Per esempio, diversi programmi delle trasmissioni generaliste. Il motivo? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni, in base alla suggestionabilità, lei tenderà ad una risposta probabilmente sprovvista di senso critico, come un bambino di 12 anni appunto.

6) Puntare sull’aspetto emotivo molto più che sulla riflessione. L’emozione, infatti, spesso manda in tilt la parte razionale dell’individuo, rendendolo più facilmente influenzabile.

7) Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Pochi, per esempio, conoscono cosa sia il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale. E molti continueranno ad ignorarlo, a meno che non si rivolgano direttamente ad Internet.

8) Imporre modelli di comportamento. Controllare individui omologati é molto più facile che gestire individui pensanti. I modelli imposti dalla pubblicità sono funzionali a questo progetto.

9) L’autocolpevolizzazione. Si tende, in pratica, a far credere all’individuo che egli stesso sia l’unica causa dei propri insuccessi e della propria disgrazia. Così invece di suscitare la ribellione contro un sistema economico che l’ha ridotto ai margini, l’individuo si sottostima, si svaluta e addirittura, si autoflagella. I giovani, per esempio, che non trovano lavoro sono stati definiti di volta in volta, “sfigati”, choosy”, bamboccioni”. In pratica, é colpa loro se non trovano lavoro, non del sistema.

10) I media puntano a conoscere gli individui (mediante sondaggi, studi comportamentali, operazioni di feed back scientificamente programmate senza che l’utente-lettore-spettatore ne sappia nulla) più di quanto essi stessi si conoscano, e questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un gran potere sul pubblico, maggiore di quello che lo stesso cittadino esercita su sé stesso.

Si tratta di un decalogo molto utile. Io suggerirei di tenerlo bene a mente, soprattutto in periodi difficili come questi.

Centinaia di uccelli morti sono apparsi sulle rive dell’Isola di Saint Lawrence in Alaska. La segnalazione è stata riferita dal corpo forestale e dalla Polizia a fine Novembre. Anche se la causa della morte è sconosciuta, si dice che la colpa sia dei cambiamenti climatici, ma altri puntano il dito contro Fukushima dove le radiazioni avrebbero raggiunto le zone costiere dell’Alaska, dove è stato anche riferito che un gran numero di orsi polari, foche e trichechi hanno manifestato perdita di capelli e piaghe purulente.

Anche se le autorità sostengono che la causa è una strana “malattia”, una relazione dell’Alaska Public Media rivela che la dimensione degli eventi può essere correlata al disastro di Fukushima. I dettagli del report dicono che, a parte il gran numero di uccelli morti, qualcosa sta causando  in un gran numero di foche e trichechi “la perdita di capelli e lo sviluppo di piaghe o ulcere della pelle”, oltre ad altri sintomi.

Anche se le due specie hanno sintomi simili, gli scienziati non sanno ancora se le foche e i trichechi siano affetti dalla stessa malattia. Allo stesso modo, la popolazione dei salmoni rossi nella zona è a un “minimo storico”, dopo aver registrato un calo di oltre l’80% rispetto all’anno scorso. Il Biologo Lance Barrett-Lennard ha espresso la preoccupazione che i cambiamenti dell’ambiente marino stanno causando un comportamento strano e un tasso di mortalità insolitamente alto. ”Ovviamente qualcosa di molto strano sta accadendo” e alcuni esperti dicono che non sarebbe irragionevole pensare che, almeno in parte, il disastro di Fukushima sia la causa di tutto questo.

Nel frattempo, l’avventuriero australiano Ivan MacFadyen ha detto che durante un recente viaggio nel mare dal Giappone a San Francisco, l’oceano sembrava morto. ”Ho viaggiato molte miglia di mare nella mia vita ed è comune vedere tartarughe, delfini, squali e grandi stormi di uccelli.

Ma questa volta, per più di 5500 chilometri, non abbiamo visto quasi nessun essere vivente. “Recentemente, l’operatore della Tokyo Electric Power (Tepco) ha detto che i livelli di radiazione nelle acque sotterranee sotto la centrale nucleare giapponese di Fukushima è salito al suo livello più alto dall’incidente nel 2011 e che le perdite di acqua contaminata continuano.

Redazione Segnidalcielo

Nuovo e utile

Come mai il nostro cervello è diventato tanto più intelligente di quello dei Neanderthal? I geni delle due specie sono gli stessi al 99.7%, ma interagiscono in modo diverso e questo fa sì che i nostri neuroni si possano connettere secondo logiche più complesse. Ma proprio la maggiore complessità ci rende più fragili dal punto di vista psicologico e neurologico: espansione dell’intelligenza e rischio follia, così, si sono intrecciati, rendendoci decisamente originali, strani, e di sicuro così imprevedibili e creativi da vincere la lotteria dell’evoluzione. I Neanderthal si sono estinti un po’ meno di 30.000 anni fa, non si è ancora capito bene perché.

Un cervello più grosso è anche più intelligente? No, non è per niente così. Einstein, per esempio, ha un cervello più piccolo della media. Lo sappiamo perché quel cervello viene “rubato” dal patologo Thomas Harvey, che se lo tiene in casa per oltre vent’anni: una storia pazzesca. La cosa che conta davvero in termini di intelligenza sono le circonvoluzioni: il cervello di Einstein, per esempio, è “straordinariamente paffuto”.

Con il brain imaging riusciremo a scoprire tutto del cervello? Non esattamente: le tecniche contemporanee (fMRI e PET) ci permettono di capire quali parti sono attive (e, per esempio, di riattivarle proponendo stimoli analoghi) ma sono complesse rielaborazioni di dati più che vere e proprie “fotografie” del cervello in azione. E poi la cosa interessante non è tanto quale area si accende, ma come interagiscono le diverse aree (che, fra l’altro, possono farlo in modo differente da persona a persona).

Perché quando siamo stanchi il nostro cervello rallenta? Succede che alcuni neuroni, specie quelli che sono stati più sollecitati, si spengano per brevissimi intervalli (meno di un decimo di secondo). Il fenomeno cresce con il crescere della stanchezza. Se un neurone si addormenta ogni tanto, il cervello può continuare a funzionare bene. Ma il problema è subdolo. Può darsi che quel singolo neurone sia fondamentale per l’attività che stiamo svolgendo. La sua assenza finisce così col causare una défaillance, e le cellule che vanno off-line possono provocare decisioni sbagliate. Ecco perché quando siamo stanchi commettiamo più errori pur essendo complessivamente svegli.

Studiare migliora il cervello? Sembra proprio di sì: più sono gli anni di formazione e meno l’ippocampo – un’area cerebrale fondamentale per la memoria, l’orientamento spaziale, la gestione dello stress… – cambia struttura con l’invecchiamento. Insomma, studiare (e continuare a farlo, magari) protegge il cervello nel tempo: chi ha un livello di educazione scolastica più alto ha anche una trama neuronale ippocampale più compatta. Questo vuol dire che ha mantenuto un buon numero di neuroni, ma anche (e soprattutto) i collegamenti tra loro, cioé le strade su cui circola l’informazione mentale.

C’è nel cervello qualcosa di simile a un interruttore che accende la creatività? Be’, non è proprio così, ma quasi. I ricercatori hanno scoperto che la produzione creativa aumenta quando si “spegne” la corteccia prefrontale, la parte che presiede al controllo e al pensiero razionale. I ricercatori l’hanno fatto utilizzando una tecnica non invasiva, ma anche nella fantasticheria o nel dormiveglia succede qualcosa di non troppo diverso. Qui maggiori spiegazioni.

Che cosa succede nel cervello in occasione di un insight creativo? Ve lo racconta un ottimo documentario della BBC a partire da una serie di puzzle e da un bel quesito: come si fa a rimuovere una banconota piazzata proprio la punta di una grossa piramide metallica rovesciata, senza romperla e senza far cascare la piramide? E sì, la soluzione è del tutto controintuitiva.

– See more at: http://nuovoeutile.it/sette-fatti-sul-cervello/#sthash.TPM2lTvd.dpuf

prodotti peggiori in commercio

Bellezza – Oggi vi parleremo dei cinque prodotti di bellezza peggiori che si trovano in commercio e che, purtroppo, sono reperibili in tutti i supermercati. Perchè sono i peggiori prodotti in cui potete imbattervi? Perchè contengono al loro interno delle sostanze dannose, chimiche e siliconiche che promettono di rendervi bellissime, ma che in realtà non fanno altro che danneggiare sempre più lo stato dei vostri capelli o della vostra pelle.

Gli ingredienti da evitare come la peste – PETROLATI (lo dice la parola stessa, sono derivati dal PETROLIO) Mineral oil, Petrolatum, Paraffinum liquidum, Cera microcristallina, Vaselina, Paraffina, Microcrystalline Wax. SILICONI: (creati chimicamente in laboratorio, li riconoscete perchè terminano in -one; -thicone; -xiloxane; -silanoil)  Dimethicone, Cyclomethicone, Ciclopentasiloxane.

La classifica dei prodotti più cattivi :

5° posto: Creme alla paraffina e siliconi: Nivea, Glysolid, Dove, Vichy, Leocrema etc ..non idratano, creano una sensazione fittizia di idratazione e setosità della pelle, ma è il silicone ad essere setoso, non la nostra pelle. Essa in realtà è secca e arida, oppure impura e lucida occlusa dai siliconi e dai petrolati, questi ultimi sono cancerogeni di classe II oltre che comedogeni e fortemente inquinanti.

nivea

4° posto: Cristalli liquidi alias semi di lino per capelli. Forse non tutti sanno che non contengono davvero olio di semi di lino ma solo silicone puro che fa apparire i capelli lucidi ma in realtà è solo un effetto momentaneo, una “maschera” che nasconde la reale condizione dei capelli: disidratati, secchi e sfibrati. Oltretutto i capelli si sporcano velocemente, appaiono grassi e unti alla radice e secchi alle punte, difatti un’altra conseguenza dei siliconi sono le fastidiosissime doppie punte.

cristalli liquidi

3° posto: Shampoo Herbal Essence, Pantene, Sunsilk, Elvive, Biopoint etc… sono prodotti troppo aggressivi perchè contengono molto sale e tensiottivi aggressivi che seccano tantissimo i capelli, causando prurito e irritazioni, talvolta forfora!! Inoltre tra i primi ingredienti contengono dimethicone, e altri ingredienti allergizzanti e dannosi che rilasciano formaldeide, che è scientificamente provato sia cancerogena.

shampoo

2° posto: Labello e burrocacao a base di cera microcristallina e paraffinum liquidum cioè petrolato puro sulle nostre labbra che può essere perfino ingerito. Usando Burrocacao con paraffina si avranno labbra sempre più screpolate e secche, punti neri e brufoletti. Il Labello crea dipendenza, più lo usi più si seccano le labbra più continui ad usarlo.

labello

1° posto: Olio Johnson’s Baby! Chiamarlo olio è davvero troppo, in realtà è solo ed esclusivamente paraffina liquida, è un derivato del petrolio nudo e crudo. Altro che idratante, questo prodotto non fa altro che seccare la pelle, causare brufoli, brufoloni e brufoletti, irritazioni, e punti neri.

olio johnson's baby

Prima di lasciarvi, vorrei ricordare che nella lista degli ingredienti riportata dietro le confezioni dei prodotti, i nomi che appaiono prima sono quelli contenuti in maggiore quantità all’interno dello stesso. Se quindi come primo ingrediente appare la paraffina liquida o un silicone come il dimethicone, sappiate che quel prodotto è tutt’altro che bio e che quindi non aiuterà a migliorare il benessere dei vostri capelli o della vostra pelle. Gli ingredienti non mentono.

Regierungsklausur der oesterreichischen Bundesregierung

 

Si chiama Sebastian Kurz, farà il ministro degli Esteri del governo di grande coalizione

Giovedì 12 dicembre è stato raggiunto un accordo per la formazione del governo austriaco fra i socialdemocratici della Spö e popolari democristiani dellÖvp. La grande coalizione è la stessa che governa il paese dal 2006: nelle ultime elezioni, infatti, entrambi i partiti hanno ottenuto una cifra vicina al 25 per cento dei voti, non abbastanza da formare maggioranze autonome. La notizia della formazione del governo austriaco ha avuto ulteriore diffusione per via della decisione di affidare un ministero molto pesante – quello degli Esteri – a Sebastian Kurz, che ha 27 anni. Sarà il più giovane ministro nella storia dell’Austria.

Kurz è nato il 27 agosto 1986 a Vienna. È laureato in Giurisprudenza e nel 2009 diventò capo della sezione giovanile dell’Övp. Nel 2011 fu nominato sottosegretario agli Interni con delega all’Integrazione ed è appena stato eletto in Parlamento. Da sottosegretario si è occupato di vari programmi sociali, fra cui uno a favore dell’insegnamento del tedesco per gli immigrati e un altro per individuare le difficoltà linguistiche dei bambini a partire dall’asilo.

È considerato molto vicino al capo dell’Övp, Michael Spindelegger. Secondo Die Press, un quotidiano conservatore austriaco, negli anni scorsi ha fatto parte di diverse delegazioni estere del governo: nonostante la sua età Kurz è piuttosto rispettato e anche Der Standard, quotidiano di sinistra, ha scritto che negli scorsi due anni se l’è cavata piuttosto bene. Kurz ha fatto sapere che manterrà anche la carica di sottosegretario agli Interni con delega all’Integrazione.

Lascio a voi ogni tipo di commento, forse assistiamo a forme di meritocrazia camuffata quindi “baronale” spacciate per colpi di lungimiranza quando invece si tratta solo di colpi di scena per stupire l’elettorato e l’opinione pubblica.

foto: Hans Punz/dapd

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Il primo discorso di Renzi da segretario PD, i “forconi” si dividono e la morte di Peter O’Toole

 

Oggi quasi tutti i giornali aprono con l’intervento del nuovo segretario del PD Matteo Renzi all’assemblea nazionale del partito, sottolineando soprattutto le sue posizioni su lavoro e riforme e la sfida a Beppe Grillo a lavorare insieme per una nuova legge elettorale. Il Giornale fa una scelta diversa, titolando sulle proteste dei “forconi” e sulla divisione nel movimento sulla manifestazione prevista per mercoledì a Roma. I quotidiani sportivi commentano i risultati del campionato, con la vittoria della Juventus, che aumenta il distacco in classifica sulla Roma, e quella del Napoli sull’Inter.

http://www.ilpost.it/2013/12/16/le-prime-pagine-oggi-31/

 

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Chi viaggia in Europa può fare in questo momento un’esperienza interessante: si dice sempre più spesso in Italia, anche da parte di personalità cosiddette moderate, che è necessario «battere i pugni sul tavolo» contro i tedeschi (per esempio sul Corriere della Sera , il senatore Casini, il 13 novembre). In Francia è evidente la stessa tentazione di cercare un contrappeso alla Germania. Ma quando si tratta di confrontarsi concretamente con i tedeschi, a Berlino o a Bruxelles, è ben raro che francesi o italiani siano presenti e determinati. Non so dove spariscano i paladini del Sud ma, salvo qualche eccezione, non danno battaglia. Mi fanno pensare al «cavaliere inesistente» di Italo Calvino, fiero membro dell’esercito di Carlo Magno, con le piume al vento; ma si capisce che è un’armatura vuota. Anche al Parlamento europeo capita spesso che gli eurodeputati tedeschi, quando si tratta delle materie legate all’euro, siano più numerosi e più impegnati dei francesi o italiani. Egemonia o maggiore serietà nell’adempiere ai propri compiti? Chissà…
In ogni caso, la via dell’alleanza del Sud contro il Nord è sbagliata. L’euro è una moneta comune. Se usiamo parole di guerra tra membri della stessa squadra, non vinceremo mai l’unica partita in gioco: quella della competitività dell’Europa nel mondo. I tedeschi non hanno certo sempre ragione, ma hanno qualche ragione di non sentirsi rassicurati. Contrariamente a quanto ha scritto Barbara Spinelli (Repubblica , 15 novembre), temo che la memoria l’abbiano persa i Paesi del Sud. Prima della creazione della zona euro, c’era una zona marco di fatto. I tedeschi hanno accettato di sostituire il potente marco con l’euro in cambio di garanzie ben precise: mai più inflazione, convergenza delle economie, niente aiuti agli Stati in difficoltà. Il trattato di Maastricht, il patto di Stabilità li abbiamo lungamente negoziati. La Banca centrale europea ha sempre sede a Francoforte, ma non è più la Bundesbank ed è presieduta da Mario Draghi. Con l’euro non abbiamo perso sovranità monetaria, l’abbiamo anzi recuperata per esercitarla insieme. È nel nostro interesse non seguire una strada facile ma fallace. Negli ultimi venti anni, malgrado l’invecchiamento della popolazione e la globalizzazione, che avrebbero reso le riforme necessarie, Francia e Italia le hanno spesso rinviate. L’Ocse sottolinea la debolezza del sistema educativo francese. La colpa è dei tedeschi? Transparency International denuncia da anni la corruzione in Italia. La colpa è dei tedeschi ? Chi, come Casini, ha fatto parte in passato della maggioranza di Silvio Berlusconi e chiede ora «un cambiamento radicale della governance economica dell’Ue» è credibile quanto i francesi dell’Ump quando criticano François Hollande dopo non essere riusciti a mettere la Francia in ordine. Il fatto è che nei nostri Paesi i parlamenti nazionali, votando bilanci squilibrati anno dopo anno, hanno creato montagne di debito. La spesa pubblica non ha portato crescita. Legittima, anzi doverosa, è la difesa della giustizia sociale, non quella di strutture insostenibili e di una classe politica abbastanza cieca.
La strategia giusta è di lavorare a livello europeo, senza complessi. In Germania, i lavoratori poveri sono numerosi, l’investimento pubblico è insufficiente. Non mancano i tedeschi pronti a condividere l’analisi che altre politiche europee sono necessarie. In Germania, il dibattito sull’Europa è approfondito. Per esempio, qualche giorno fa, il presidente della Repubblica Joachim Gauck ha invitato alcune personalità di altri Paesi europei. Ho potuto verificare il permanere del senso di responsabilità della Germania nei confronti dell’Europa. La forza tedesca, economica e istituzionale, è una realtà innegabile ma la volontà egemonica non esiste. Il dialogo è possibile. Un gruppo di giovani accademici — il Glienicker Gruppe — ha proposto recentemente la creazione di un’unione politica della zona euro con un bilancio e istituzioni autonome. In Francia predisporremo una risposta in un gruppo simile. Piuttosto che una pericolosa battaglia Stato contro Stato, sarebbe utile un impegno più grande dei cittadini europei di tutti Paesi. Con la loro testa, non con i loro pugni.

 

Piccole gocce di verità

Pubblicato: dicembre 16, 2013 in Altura e Cultura
Vittorio Lattanzi  
*http://www.lercio.it/effetto-mediatico-6000-al-funerale-di-gino-mandela-pensionato-di-ladispoli/

Aveva vinto un premio per una notte di fuoco con due pornostar ma è morto poco prima di “consumare”, soffocato da una bistecca.

Johnny Orris, un americano di 86 anni, aveva vinto il superconcorso organizzato dall’Howard Stern Show, “Fai fare sesso a tuo nonno con due splendide ragazze”, ma è morto poco prima di ritirare il premio, soffocato da una bistecca. Il nonnino era stato convinto dal nipote a partecipare al concorso e alla fine aveva vinto una notte di sesso con due professioniste del cinema hard, Caressa Kisses e Vanity. Purtroppo è stata fatale la cena che Orris e il nipote avevano organizzato poco prima della consegna dell’insolito premio. Un boccone di bistecca è andato di traverso e il nonnino è morto soffocato. “Non vedo l’ora di vivere il giorno più bello della mia vita”, aveva detto Orris poco prima della cena. Affranto il nipote: “Mio nonno era così pieno di vita”.