Pregi e difetti della stufa a candele

Pubblicato: dicembre 5, 2013 in Altura e Cultura, Misteri, Video
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Gianni Comoretto

riscaldare_casa

Da alcune settimane circola in rete un curioso video, in cui si vede come si può realizzare una sorta di stufa di fortuna con quattro candeline e due vasi rovesciati. Il titolo del video promette di riscaldare una stanza con 12 centesimi al giorno.

La cosa di per sé ha senso. Ci scaldiamo con il fuoco dal paleolitico, e il trucco dei vasi fa sì che il calore venga irraggiato nella parte bassa della stanza, mentre le candeline da sole finirebbero per produrre solo aria calda che scalderebbe essenzialmente il soffitto. Quindi come stufetta di emergenza, se uno non ha di meglio, il tutto funziona. Va benone anche come sistema per scaldare solo una piccola stanza, lasciando il resto della casa al gelo. In fondo se passiamo tante ore lì e la casa è grande la cosa ha senso. E non è neppure una novità, un sito americano reclamizzava un sistema simile già nel 2006 (nell’immagine in basso). Se poi lo uniamo alla idea giapponese del “kotatsu“, un tavolino basso con una coperta sotto il quale si mette una stufetta a candela, possiamo ottenere un calore confortevole, scaldando solo l’aria intorno al corpo e lasciando il resto della stanza al freddo.

Ma se pensiamo di ridurre la bolletta energetica scaldando la casa a forza di candeline dobbiamo ricrederci. Una casa italiana media ha bisogno di 30-60 kWh per metro quadro all’anno. Per un appartamento di 80 metri quadri, e un costo del metano di circa un euro a metro cubo, significa una bolletta di 250-500 euro l’anno (di solo riscaldamento). Per scaldare la stessa casa con la paraffina delle candele, assumendo che il tutto funzioni in modo ideale, ne servirebbero da 1 a 2 quintali. 100 candele come quelle del video costano circa 3,5 euro e pesano in totale circa 1,3 kg. Quindi le candele costano circa 2,7 euro al kg ed alla fine il costo del riscaldamento a candela sarebbe circa il doppio di quello a metano.  Insomma, la stufa a candele costa poco perché scalda poco, le quattro candele producono 150 watt di potenza termica, circa quella prodotta da una persona. Anziché le candele invitiamo un amico (o amica) in camera, e magari le candele le usiamo per fare atmosfera.


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Il riscaldamento a candele presenta qualche ulteriore problema. Finché bruciamo 4 candele, che durano circa 4 ore, in una piccola stanza, il ricambio naturale d’aria provvede ad eliminare il biossido di carbonio e a rifornirci di ossigeno.  In fondo si tratta di quantità circa uguali a quelle prodotte dal respiro di una persona. Se vogliamo scaldare la casa spargendo un numero di “vasi” adeguato in giro per le stanze arriviamo rapidamente a concentrazioni di CO2 decisamente preoccupanti. In fondo le canne fumarie le hanno inventate per dei buoni motivi.

In conclusione si tratta di un’idea carina, che in qualche caso può tornare utile, ma che in termini assoluti non porta a un effettivo vantaggio economico. Di fatto si ottiene solo quello per cui si ha pagato: se si vuole risparmiare sul riscaldamento basta abbassarlo. O, preferibilmente, isolare meglio la casa.

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