Morto il vigile della Terra dei Fuochi

Pubblicato: gennaio 20, 2014 in Altura e Cultura
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Acerra, per anni aveva combattuto una battaglia solitaria alle eco-mafie. Il cordoglio di Napolitano


Michele Liguori, 59 anni, unico vigile ambientale di Acerra, è morto ieri mattina

Il figlio Emiliano era al piano di sopra a pulire la cannula intasata di vitamina K. La moglie Maria, seduta al piccolo tavolo del soggiorno, quasi si giustificava: «Sono un po’ stanca, non sono molto brava in queste faccende. Emiliano, invece, è diverso. Lui è preciso, paziente. Ha 32 anni, ingegnere informatico. Ma si è iscritto a Medicina per aiutare il padre». Le finestre della villetta erano sigillate. Sulla porta d’ingresso c’era scritto a pennarello: «Se avete tosse, raffreddore o influenza, ringraziamo della visita, ma non bussate. Abbiamo già le nostre rogne».

Alle quattro di venerdì pomeriggio, la signora Liguori si è alzata lentamente, ha preso tre faldoni dalla libreria e li ha appoggiati sul tavolo. «Sono tutti gli articoli che parlano di Michele», ha detto. «Questo è lui durante un sequestro. Ecco località Calabricito. La bomba ecologica, la discarica con i fusti. Resti di fonderia, plastica e liquami. Qua invece è a Gorgone, dove ogni volta perdeva completamente la voce. Sui giornali citavano sempre “il nucleo di polizia ambientale”. E noi ridevamo. C’era solo Michele, in verità. Michele era l’unico vigile della sezione ambientale di Acerra. Ha chiesto rinforzi tante volte, ma non glieli hanno mai dati. Certe volte si è portato appresso me e nostro figlio».

In mezzo ai ritagli, c’era anche un articolo recente, non più di trenta righe di taglio basso, in cronaca locale. Era la notizia più importante di tutte, anche se non l’avevamo capita. Titolo: «Il pentito: rifiuti, i Pellini erano coperti. L’eccezione era il vigile Michele Liguori». I tre fratelli Pellini, con i loro impianti di smaltimento fanghi e un’impresa edile con cemento avvelenato, sono stati condannati per traffico illecito di rifiuti tossici. «Essi erano capaci di corrompere tutti – c’è scritto nell’articolo – amministratori e carabinieri. Solo Liguori dava fastidio, faceva le foto, non offriva coperture». Quando ha rimesso gli articoli in ordine, la signora Liguori ha detto: «Avevo deciso di tenere tutto questo in modo che da nonno potesse raccontare il suo lavoro ai nipoti…». Nella stanza si è allargato un silenzio terribile. «Non diventerà nonno – ha detto – gli restano pochi giorni di vita. Non gli hanno fatto neppure la chemioterapia. Ora che andrete su a intervistarlo, mi raccomando: non dite niente. Michele non lo sa».

Michele Liguori era sotto un piumino rosa, non tirava fuori nemmeno le braccia. La sua camera era ingombra di medicine. «Al Cardarelli mi hanno operato al pancreas e hanno trovato l’alieno – ha detto cercando di sorridere – all’inizio l’ho presa con molta filosofia, poi mi sono abbattuto». Il tumore è stato causato dai veleni che ha cercato di combattere in servizio, lo stesso tipo di diossina che ha sterminato le greggi e ammalato la Regione Campania. Di tutto questo, il vigile Liguori era profondamene consapevole. «E’ la mia terra – ha detto – non potevo far finta di niente. Non mi sono mai piaciuti i vigliacchi. Non so dire se ne sia valsa la pena, però l’ho fatto».

Michele Liguori, 59 anni, figlio di un poliziotto, unico vigile urbano della sezione ambientale di Acerra, è morto alle 6,43 di domenica mattina. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio alla famiglia: «Partecipo al cordoglio per la scomparsa di un servitore delle istituzioni che si è adoperato nell’affrontare la situazione devastante determinata nella Terra dei Fuochi». Nella domenica del lutto, il figlio Emiliano ritira la flebo e dice: «Papà mi ha insegnato che bisogna crederci sempre, senza mai lasciarsi corrompere. Credeva nel suo lavoro, anche se si sentiva abbandonato. Per me è un eroe senza medaglia». Ieri pomeriggio, il telefono della famiglia Liguori ha incominciato a squillare. Quello stesso telefono che per anni suonava soltanto in piena notte: minacce, silenzi, risate di scherno. Forse adesso qualcuno si ricorderà dell’unico vigile della sezione ambientale di Acerra. Se così non fosse, lui l’aveva messo in conto. Con le ultime forze, tirandosi il piumino rosa fino ai denti, Michele Liguori ha detto: «Meglio soli… Meglio soli che…».

 

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