Archivio per febbraio, 2014

Specialista delle salite in velocità, è stato candidato all’Oscar dell’alpinismo per la via nuova in solitaria lungo la parete Sud dell’Annapurna. Nella giuria anche lo scrittore Erri De Luca.

Lo svizzero Ueli Steck sul Monte Bianco
Courmayeur

A guardare le cinque nomination dell’Oscar dell’alpinismo, i «Piolets d’or», tutto sembra annunciare la vittoria di Ueli Steck, formidabile alpinista svizzero che ha fatto della velocità negli ambienti più severi e impegnativi la sua caratteristica. L’edizione numero 22 dei piolets si svolgerà tra Courmayeur e Chamonix dal 26 al 29 marzo. La giuria presieduta da George Lowe dovrà far dimenticare quanto accaduto lo scorso anno, con un clamoroso premio a tutti i nominati.

Steck ha ottenuto la nomination per la salita in solitaria su una via nuova lungo la Sud dell’Annapurna (8061 metri). L’alpinista a conclusione dell’impresa ha riconosciuto: «Questa volta mi sono spinto oltre i miei limiti». Per alcune varianti sulla classica alla Sud hanno già ottenuto un riconoscimento speciale i francesi Stephane Benoist e Yannick Graziani.

Steck, che ha raggiunto la cima dell’Annapurna in velocità (meno di 28 ore), dovrà riuscire a superare la sfida con le altre quattro spedizioni nominate. Eccole: la coppia dello statutinitense Mark Allen e il neozelandese Graham Zimmerman che hanno superato l’inedito sperone Nord-Est del Monte Laurens, in Alaska; i canadesi Raphael Slawinski e Ian Welsted poer la prima sulla Ovest del K6 (Pakistan); i cechi Zdenek Hrudy e Marek Holecek per la prima sulla nord del Talung (Nepal); lo svizzero Simon Anthamatten e gli austriaci Hansjorg e Matthias Auer per aver salito per primi la est del Kunyang Chhish (Pakistan).

In giuria ci sono anche lo scrittore Erri De Luca e dagli alpinisti Denis Urubko, Catherine Destivelle e, ancora, il giornalista e alpinista coreano Sungmuk Lim e la scrittrice austriaca Karin Steinbach. Il Piolet d’or alla carriera sarà assegnato allo statunitense John Roskelley, celebre per essere arrivato sulla vetta del Makalu (8481 metri) in solitaria dopo aver superato lo sperone Ovest e per essere stato il protagonista della prima sulla grandiosa faccia Nord-Ovest del Nanda Devi nel 1976.

La capitale del Nepal è invasa da induisti ortodossi per la festa di Shiva.
Gli abitanti: spettacolo indecente per i bimbi. Ma la polizia non interviene

REUTERS
Uno dei santoni presenti a Kathmandu in questi giorni

Immaginate 5 mila santoni, molti dei quali nudi, che ciondolano davanti a casa vostra fumando hashish e marijuana. È quello che sta accadendo da qualche giorno a Kathmandu, capitale del Nepal, celebre in tutto il mondo per l’invasione di hippy negli Anni 60. Chi ha letto Charles Duchaussois (Flash, il grande viaggio) sa che il nome della città è da sempre associato a festival religiosi e viaggi psichedelici alla scoperta di nuove droghe. Il centro è un brulicare di negozietti, locali bui e fumosi dove i nostalgici di camicie a fiori e capelli lunghi cercano emozioni forti. Ora, però, – accusano i residenti – si sta davvero passando il segno. In occasione del Maha Shivaratri, il più grande festival religioso induista, migliaia di santoni hanno preso d’assalto la città. Oggi, al tempio Pashupati (il più importante del Paese, risalente addirittura al VI secolo d.C.), si festeggia il compleanno di Shiva. E fin qui nulla di strano. Il problema sono gli oltre 500 “baba”, i seguaci più ortodossi, che si aggirano per le strade come Dio li ha fatti, consumando droga e molestando i cittadini con richieste continue di elemosina.

“Mi vergogno per loro – attacca Hari Sharma, che vive a pochi metri dal tempio -. Io e la mia famiglia non possiamo neppure affacciarci alla finestra. È uno spettacolo indecente, donne e bambini non dovrebbero vedere scene simili. E poi questi santoni fumano droga in continuazione, avvicinando i nostri giovani a pratiche dannose e illegali”. E incalza: “Mi domando perché le autorità non intervengano”. Govinda Tandon, capo del distretto, prova a difendendersi: “Si tratta di una pratica tradizionale, va avanti da secoli. Abbiamo chiesto ai baba di rispettare la legge. In caso di violazioni, interverremo”.

Rampurna è uno di quelli che passeggia nudo per la città imbottito di hashish. “Vengo dal Maharashtra, in India, e questa è la mia ottava visita al tempio. Siamo fedeli di Shiva e viviamo come ha vissuto lui”. Il ragionamento non fa una piega, se non fosse che in Nepal vendere droga è ritenuto illegale. Insomma, a Kathmandu non si capisce più niente. Gente che infrange soavemente la legge, cittadini indignati e turisti divertiti. La polizia, intanto, cerca di riportare l’ordine. Nei giorni scorsi quattro persone sono state arrestate mentre smerciavano droga e molestavano alcune donne. Nell’area del tempio sono stati dispiegati 150 agenti, ma difficilmente riusciranno a venire a capo di 5 mila santoni fumati come delle pigne (per dirla secondo il gergo hippy).

La banca britannica HSBC ha stilato una classifica dei paesi migliori dove trasferirsi, qualora si decida di ricominciare una nuova vita altrove. A sorpresa, in testa al ranking c’è la Cina che, “malgrado abbia certamente lati negativi, ne possiede anche altri positivi schiaccianti. Innanzitutto il livello di crescita economica, senza trascurare la qualità della vita, la cultura e l’accoglienza”. Alle spalle del colosso asiatico c’è la Germania, paese che in effetti in Europa sembra essere l’unico ad aver risentito non troppo degli effetti della crisi economica. Quindi sul terzo gradino del podio c’è Singapore, dove ad esempio la qualità dell’istruzione è elevatissima. Poi è la volta delle Isole Cayman, paradiso fiscale con un alto costo della vita, ma stipendi adeguati e lavoro disponibile per tutti. Al quinto posto in classifica l’Australia, Paese che offre moltissime possibilità, con un clima gradevole. Unico neo, la qualità dei trasporti pubblici, non sempre ottimale. Vengono poi Canada, Russia, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong, Turchia, Stati Uniti, Quatar, Nuova Zelanda e Sud Africa.

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Queste le prime tre posizioni, mentre in fondo (la classifica è stata fatta valutando 34 stati) ci sono quasi tutte mete europee. L’Egitto, considerato a forte rischio di xenofobia dopo il golpe della scorsa estate, è il 34esimo in classifica, davanti al blocco del vecchio continente comprendente in ordine decrescente Francia, Spagna, Regno Unito, Italia e Irlanda. In Asia, secondo gli analisti che hanno effettuato lo studio, le aziende premiano gli stranieri offrendo stipendi più alti del 15 per cento. Questo dato, unito ad un costo della vita più basso, dà a chi ci si trasferisce una capacità di spesa più elevata. Le testimonianze di persone che hanno deciso di vivere in quei Paesi riferiscono di un deciso miglioramento anche nei rapporti sociali.

 

 

 

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Twentynine places that look wonderful even if they have been abandoned for years. An around-the-world trip in the most forgotten and astonishing places of this globe – even if some seem from another planet.

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tuttacronaca

vesuvio-eruzione-tuttacronacaE’ catastrofica la “previsione” del vulcanologo della New York University Flavio Dobran. Secondo lo studioso, che al tema ha dedicato uno studio ed è stato contattato dal Mattino, il Vesuvio si sveglierà improvvisamente e la sua eruzione, in appena 15 minuti, causerà un milione di morti.

“All’improvviso il Vesuvio che sonnecchia dal 1944 esploderà con una potenza mai vista. Una colonna di gas, cenere e lapilli s’innalzerà per duemila metri sopra il cratere. Valanghe di fuoco rotoleranno sui fianchi del vulcano alla velocità di 100 metri al secondo e una temperatura di 1000 gradi centigradi, distruggendo l’intero paesaggio in un raggio di 7 chilometri spazzando via case, bruciando alberi, asfissiando animale, uccidendo forse un milione di esseri umani. Il tutto, in appena 15 minuti”. 

Dobran, di origini napoletane, non è nuovo a previsioni simili per quel che riguarda l’attività del Vesuvio e in genere è liquidato dai colleghi con un…

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Il Contagio

CrozzaMeraviglie renzi Verso la Bancarotta:Il Disastro fra la Banche Italiane, Sofferenze alle Stelle (Edizione Febbraio 2014)

Renzi stasera ha affermato che l’Italia ha più possibilità che problemi…

Eh va beh, andiamo avanti a dire cazzate…

Ma la realtà è questa cosa qui…

Roba forte, per i duri di stomaco..

Bad Bank in arrivo come vi scrivevo qui? Ennesima vergognosa truffa delle banche in arrivo. Pagheremo noi,ovvio.

fonte: http://www.rischiocalcolato.it

E’ appena uscito il consueto ABI montly outlook, ovvero il bollettino statistico a cura dell’Associazione Bancaria Italiana. Come di consueto abbiamo controllato il livello delle sofferenze bancarie consapevoli che “quello” è il problema, forse il principale problema per tutto il sistema Italia.

Al solito i dati si riferiscono a un mese e mezzo fa, ovvero Dicembre 2013.

Come prevedibile e inevitabile la traiettoria delle sofferenze bancarie italiane è perfettamente in linea con quella Spagnola o Greca solo traslata di qualche trimestre, in particolare fa sensazione scoprire che le sofferenze NETTE rapportate al capitale+riserve (ovvero quelle sulle quali le banche non…

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La Stella Libera

Sai cos’è la Zeolite Attivata?
Mal di testa, psoriasi, dermatiti, acne, bruciori di stomaco Addio!
La zeolite è un minerale microporoso composto da migliaia di canali che sulla base di semplici meccanismi fisici è in grado di legare a sè e trascinare via molti tipi di tossine, metalli pesanti e radicali liberi.

Cosiderandola sua generale funzione di detossicante, detossinante e antiossidante nel tratto gastrointestinale è stata indicata per:

• per migliorare la concentrazione
• come anti radicali per aiutare la riduzione dello stress ossidativo
• per migliorare la ripresa dell’organismo in caso di convalescenza
• per superare situazioni di elevato stress fisico come ad esempio dopo lunghe malattie o trattamenti con medicinali (anche chemioterapia e radioterapia)
• per aiutare la difesa contro agenti foto ossidativi (nelle patologie oculari)
• per ridurre la formazione di acido lattico durante esercizi fisici
APPLICAZIONI
La ZEOLITE rappresenta quindi una nuova frontiera nella lotta ai…

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tuttacronaca

kiev-scontri-tuttacronacaViolenza a Kiev dove si sono acutizzati gli scontri tra la polizia e i manifestanti dopo che un cordone di agenti ha impedito a un corteo di avvicinarsi al Parlamento mentre era in corso la discussione di una riforma costituzionale per ridurre i poteri del presidente. A nulla è servito l’ultimatum del governo che ordinava ai manifestanti di ritirarsi. Si contano tredici i morti, sette civili e sei poliziotti, oltre 150 i feriti. Mentre i manifestanti antigovernativi occupano la piazza, gli agenti premono su due lati della piazza e nella zona si vedono fiammate di bombe molotov e si sentono scoppi di lacrimogeni. In un comunicato del ministero dell’Interno e dei servizi speciali si era letto: “Avvertiamo le teste calde dell’opposizione: il potere ha i mezzi per ristabilire l’ordine. Saremo costretti a ricorrere a misure più forti se le violenze non cesseranno entro le 18”.

Mentre la violenza invade la…

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tuttacronaca

kiev-scontri-tuttacronacaNon si placa la situazione in Ucraina dove la polizia è impegnata in accesi scontri contro i manifestanti antigovernativi. Granate lacrimogene e un nuovo assalto sulla Maidan, la piazza centrale di Kiev, da parte delle truppe antisommossa ucraine, che si sono posizionate intorno al monumento al centro della piazza, cuore delle proteste antigovernative. Continuano gli scontri a Kiev dopo l’ultimatum rimasto inascoltato lanciato dalle autorità: nelle ultime ore il numero di morti è salito a 25 ma potrebbe essere destinato ad aumentare ulteriormente. Gli agenti delle forze speciali ‘Berkut’ sono tanti e ben equipaggiati ma trovano a fronteggiarli migliaia e migliaia di dimostranti, alcuni dei quali armati di spranghe, qualcuno anche di pistole. Alle granate lacrimogene della polizia i manifestanti rispondono con pietre, molotov e fuochi d’artificio, mentre centinaia di pneumatici vengono bruciati per creare una cortina di fuoco e fumo che freni l’attacco degli agenti. Questi ultimi hanno raggiunto…

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Gaepanz è contento di aver trovato un lavoro creativo in un’azienda. Dopo una laurea in lettere gli sembra la soluzione migliore in un periodo di oscura recessione. Tanto si tratta di scrivere e quello gli piace farlo.
Il suo primo giorno di lavoro Gaepanz prende l’autobus e raggiunge il suo nuovo ufficio. Lo accoglie una portinaia che si fa chiamare receptionist e gli consegna una specie di braccialetto: “Questo è il tuo badge e devi badgeare ogni volta che sei out of office, lo dicono i nuovi standard sulla sicurezza!”. Gaepanz annuisce, sorride e indossa quello strano braccialetto, per cortesia.
Arriva in posto sconfinato e viene accolto dal suo responsabile.
“Ciao Gaepanz, benvenuto. Questo è il nostro open space, questa è la tua workstation, questo il tuo Pc e fra un po’ il tech account te lo configurerà ad hoc! Prendi confidenza con l’ambiente perché fra 10 minuti ci sarà un meeting con tutto il team per il tuo welcome ufficiale. Spero tu abbia portato il tuo portfolio da mostrarci”.
Gaepanz si controlla in tasca per verificare che nessuno sull’autobus gli avesse rubato il portamonete. Si guarda intorno e vede spuntare da dietro gli schermi delle teste auricolari-munite. Saluta ma nessuno ricambia. Durante l’incontro con tutti i suoi nuovi colleghi viene istruito sulla vision aziendale, sulla mission aziendale, sui values aziendali e sul knowhow aziendale. Per fortuna arriva la pausa, anzi il coffee break.
Gaepanz torna alla sua postazione e trova 25 mail da leggere. “Overview ultime attività”, “Best practice ultimo anno”, “Call to action alla fine di ogni post”, “Password e accessi back end sito aziendale” “Content su cui serve focus”, “Conference call con Londra” sono alcuni degli oggetti delle mail che riesce a decifrare.
Un brivido corre sulla schiena di Gaepanz che ricorda con nostalgia di quando si lamentava dell’esame di Stilistica e Semiotica. Viene destato da un alert che compare sul suo desktop. Il capo ha mandato un invito sul calendar che recita “Brainstorming per contest off-line e goal progetto”.
A Gaepanz, che non aveva mai amato particolarmente il calcio, non importa granché di quei discorsi, e tra un brief, uno staff, un angle, un competitor e un cluster, pensa a come spendere i soldi del suo stipendio. Finalmente ne ha uno.
Passano i giorni e Gaepanz impara che per comunicare coi colleghi si ci scrive su Skype (anche se stanno seduti accanto), che per chiedere una cosa devi dire “Hai un minuto?” oppure “Se non sei troppo oberato, posso disturbarti un attimo?”, che le mail si girano, che c’è una riunione all’ora, che dopo aver chiesto un’informazione a un collega bisogna ringraziarlo ripetutamente e con enfasi, che ogni lunedì bisogna dire almeno una volta “Ed è solo lunedì!” e il venerdì, di contro, ripetere come un mantra “Meno male che è venerdì!”. Inoltre Gaepanz impara che nelle aziende ci sono tante di quelle urgenze che il pronto soccorso in confronto è movimentato come una puntata del Maurizio Costanzo Show.
Impara altresì, a sue spese, che se devi dare degli ordini devi farlo rigorosamente in prima persona plurale. Lo ha imparato dopo aver ricevuto insistenti e numerose mail che recitavano “Ragioniamo sulla fattibilità di questo progetto” e lui attendeva che venisse qualcuno a chiamarlo per ragionare sulla fattibilità.
Passano i giorni ma nessuno viene a chiamarlo. Così riceve una mail in cui gli comunicano che dopo un primo insoddisfacente mese-test, Gaepanz non soddisfa gli standard aziendali per cui è licenziato in tronco. Firmato HR.
Gaepanz così raccatta le sue cose dalla scrivania, una stilo e un’agendina, e si dirige verso l’uscita. Continuando a chiedersi se quella mail gliel’avessero mandata i Medici in prima linea.

GAETANO MORACA (GAEPANZ)

Scritto da Matteo Gamba

Matteo Gamba, 41 anni, livornese, più o meno filosofo e maratoneta, vicecaporedattore. A Vanity Fair dal 2006, con parecchi corridoi dell’editoria italiana frequentati prima.

Dal Blog Diario di Adamo.