Vittime dell’Itanglish unitevi – MATTEO GAMBA

Pubblicato: febbraio 12, 2014 in Altura e Cultura, Eccentricities
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Gaepanz è contento di aver trovato un lavoro creativo in un’azienda. Dopo una laurea in lettere gli sembra la soluzione migliore in un periodo di oscura recessione. Tanto si tratta di scrivere e quello gli piace farlo.
Il suo primo giorno di lavoro Gaepanz prende l’autobus e raggiunge il suo nuovo ufficio. Lo accoglie una portinaia che si fa chiamare receptionist e gli consegna una specie di braccialetto: “Questo è il tuo badge e devi badgeare ogni volta che sei out of office, lo dicono i nuovi standard sulla sicurezza!”. Gaepanz annuisce, sorride e indossa quello strano braccialetto, per cortesia.
Arriva in posto sconfinato e viene accolto dal suo responsabile.
“Ciao Gaepanz, benvenuto. Questo è il nostro open space, questa è la tua workstation, questo il tuo Pc e fra un po’ il tech account te lo configurerà ad hoc! Prendi confidenza con l’ambiente perché fra 10 minuti ci sarà un meeting con tutto il team per il tuo welcome ufficiale. Spero tu abbia portato il tuo portfolio da mostrarci”.
Gaepanz si controlla in tasca per verificare che nessuno sull’autobus gli avesse rubato il portamonete. Si guarda intorno e vede spuntare da dietro gli schermi delle teste auricolari-munite. Saluta ma nessuno ricambia. Durante l’incontro con tutti i suoi nuovi colleghi viene istruito sulla vision aziendale, sulla mission aziendale, sui values aziendali e sul knowhow aziendale. Per fortuna arriva la pausa, anzi il coffee break.
Gaepanz torna alla sua postazione e trova 25 mail da leggere. “Overview ultime attività”, “Best practice ultimo anno”, “Call to action alla fine di ogni post”, “Password e accessi back end sito aziendale” “Content su cui serve focus”, “Conference call con Londra” sono alcuni degli oggetti delle mail che riesce a decifrare.
Un brivido corre sulla schiena di Gaepanz che ricorda con nostalgia di quando si lamentava dell’esame di Stilistica e Semiotica. Viene destato da un alert che compare sul suo desktop. Il capo ha mandato un invito sul calendar che recita “Brainstorming per contest off-line e goal progetto”.
A Gaepanz, che non aveva mai amato particolarmente il calcio, non importa granché di quei discorsi, e tra un brief, uno staff, un angle, un competitor e un cluster, pensa a come spendere i soldi del suo stipendio. Finalmente ne ha uno.
Passano i giorni e Gaepanz impara che per comunicare coi colleghi si ci scrive su Skype (anche se stanno seduti accanto), che per chiedere una cosa devi dire “Hai un minuto?” oppure “Se non sei troppo oberato, posso disturbarti un attimo?”, che le mail si girano, che c’è una riunione all’ora, che dopo aver chiesto un’informazione a un collega bisogna ringraziarlo ripetutamente e con enfasi, che ogni lunedì bisogna dire almeno una volta “Ed è solo lunedì!” e il venerdì, di contro, ripetere come un mantra “Meno male che è venerdì!”. Inoltre Gaepanz impara che nelle aziende ci sono tante di quelle urgenze che il pronto soccorso in confronto è movimentato come una puntata del Maurizio Costanzo Show.
Impara altresì, a sue spese, che se devi dare degli ordini devi farlo rigorosamente in prima persona plurale. Lo ha imparato dopo aver ricevuto insistenti e numerose mail che recitavano “Ragioniamo sulla fattibilità di questo progetto” e lui attendeva che venisse qualcuno a chiamarlo per ragionare sulla fattibilità.
Passano i giorni ma nessuno viene a chiamarlo. Così riceve una mail in cui gli comunicano che dopo un primo insoddisfacente mese-test, Gaepanz non soddisfa gli standard aziendali per cui è licenziato in tronco. Firmato HR.
Gaepanz così raccatta le sue cose dalla scrivania, una stilo e un’agendina, e si dirige verso l’uscita. Continuando a chiedersi se quella mail gliel’avessero mandata i Medici in prima linea.

GAETANO MORACA (GAEPANZ)

Scritto da Matteo Gamba

Matteo Gamba, 41 anni, livornese, più o meno filosofo e maratoneta, vicecaporedattore. A Vanity Fair dal 2006, con parecchi corridoi dell’editoria italiana frequentati prima.

Dal Blog Diario di Adamo.

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