Archivio per la categoria ‘Eccentricities’

 

7 buoni motivi per NON acquistare una casa

“Se hai bisogno di un mutuo vuol dire che non te lo puoi permettere,” Stephen Bishop.

Quanto costa acquistare una casa?

Per calcolare il costo di una casa non puoi basarti solo sul prezzo di acquisto. Devi infatti sapere che la maggior parte della gente, allo scadere del mutuo, avrà finito per pagare una somma di denaro pari a tre volte il prezzo inizialmente pattuito. Quindi per una casa che costa 200.000 Euro dovrai sborsare una somma di circa 600.000 Euro.

Lo so che sembra scioccante, ma basta fare due calcoli. Puoi verificare in prima persona andando su Mutuionline.it e, nella tabella a destra, inserire i dati del mutuo che intendi richiedere.

Ma se non hai tempo e voglia, ti basta continuare a leggere visto che mi sono preso la briga di fare un po’ di calcoli. Nell’esperimento che ho fatto ho mirato molto in basso, ovvero ho supposto di acquistare una prima casa del valore di 200.000 Euro versando un anticipo di 50.000 Euro. Questo si traduce in un mutuo di 150.000 Euro.

Richiedendo un mutuo ventennale scopro che l’offerta migliore è quella di BNL, che mi propone una rata mensile di 1.002,41 Euro a un tasso fisso del 5,25% (richiedere un mutuo a tasso variabile equivale a giocare a poker quindi lo lascio ai più coraggiosi). Moltiplicando la rata per 240 mesi (ovvero vent’anni di mutuo) ottengo un totale di 240.578 Euro.

Ovvero scopro che gli interessi sul mutuo di 150.000 Euro mi costeranno la bellezza di 90.578 Euro. Non male…

Ma, a meno che tu non guadagni almeno 3.000 Euro al mese, non puoi permetterti di pagare una rata di 1.000 Euro al mese, giusto?

Tornando sulla terra eseguo lo stesso calcolo per un mutuo trentennale e scopro che, in questo caso, l’offerta migliore è quella di Cariparma, che mi propone un mutuo a tasso fisso del 5.60% con rata da 844,56 Euro al mese (ma per i primi due anni la rata è di soli 592,68 Euro al mese).

Facendo un rapido calcolo ottengo che, allo scadere dei trent’anni, avrò pagato 297.996,48 Euro per restituire i 150,000 Euro più gli interessi. Praticamente il doppio!

A tutto ciò bisogna aggiungere il costo dell’istruttoria, della perizia, della percentuale che spetta all’agente (se ne hai utilizzato uno), delle migliorie che apporterai alla casa, delle tasse dovute allo stato o al comune, di un’eventuale assicurazione, della manutenzione (ricorda che impianti elettrici, idrici eccetera non durano in eterno e, nel corso dei trent’anni, sarai costretto a investire un bel po’ di soldi nella manutenzione della casa).

A questo punto non ti sarà difficile capire perché, allo scadere del mutuo, per acquistare una casa dal valore di 200.000 Euro avrai speso circa 600.000 Euro. Sì, anche nel caso tu ottenga un mutuo a tasso agevolato o eventuali detrazioni fiscali.

Qui trovi un caso di studio realizzato da un esperto del Wall Street Journal che arriva alla mia stessa conclusione.

Una casa è sempre un bell’investimento!

“Dal 1890 al 1990, il ritorno di investimento di un immobile è stato pari a zero,” Robert Shiller, Professore a Yale.

Non sono troppo sicuro che sia un investimento. Per una casa che vale 200.000 Euro mi sembra realistico pagare 500-600 Euro di affitto (dipende dalla città e dalla zona ma non penso di sbagliarmi troppo). Lungo l’arco di trent’anni questo si traduce in circa 200.000 Euro di affitto. Questo significa che, se tu avessi deciso di pagare l’affitto anziché comprare una casa, avresti risparmiato la bellezza di 400.000 Euro!

Certo, allo scadere dei trent’anni avrai una casa di proprietà. Ma sei cosi sicuro che riuscirai a rivendere una casa pagata 200.000 ad almeno 400.000 Euro (ovvero la differenza tra i 600.000 Euro sborsati e i soldi che avresti risparmiato se avessi affittato la casa)? Perché le variabili in gioco sono tante e la triste verità e che, con il tempo, una casa non aumenta il suo valore intrinseco.

Una casa è una casa. L’unico “valore” che possiede è quello di provvedere un tetto a una famiglia. Ciò era vero cent’anni fa com’è vero oggi. Le cose non sono cambiate.

E, siccome il valore è lo stesso, l’aumento di prezzo di una casa è limitato dal potere d’acquisto, ovvero dall’aumento dei salari. E infatti, se si studia l’andamento dei mercati e si filtrano bolle immobiliari (che fanno salire i prezzi più del dovuto) e crisi finanziarie (che fanno crollare i prezzi) si scoprirà che negli ultimi cento anni il prezzo delle case è andato di pari passo con l’aumento dei salari. Ovvero ti ci saresti ripagato l’inflazione e l’aumento di tasse e spese di manutenzione che ne consegue. Non proprio un investimento da record…

Ma la casa è un investimento sicuro, mica come le azioni!

“Imbarcarsi in un muto trentennale è assurdo. Come puoi garantire che il tuo stipendio resterà stabile e senza interruzioni per i prossimi trent’anni? Questo sistema ha funzionato per i nostri genitori, che lavoravano nello stesso ufficio per quarant’anni e poi andavano in pensione. Ma i tempi sono cambiati,” Stephen Bishop.

Il fatto che una casa sia “un investimento sicuro” rappresenta una leggenda metropolitana tramandataci dalle generazioni passate che hanno vissuto il boom economico e ragionano in maniera totalmente differente dalle nuove generazioni.

Per chiarirci, si tratta degli stessi furboni che ci hanno venduto l’idea che un laureato vale più di un cantante in quanto la laurea da chiaramente diritto a un lavoro fisso. Con il senno di poi non ti sembra una stronzata?

E’ vero che i prezzi delle case non potranno mai azzerarsi. Ma è altrettanto vero che non sempre troverai un compratore al prezzo di mercato. Inoltre, è qui ti invito a riflettere, la percentuale che possiedi di una casa può andare a zero (o sottozero, visto che hai contratto un debito per acquistarla).

Torniamo all’esempio precedente. Se stipuli un mutuo trentennale di 150.000 Euro per acquistare una casa dal valore di 200.000 Euro, considerando gli interessi dovrai restituire alle banche circa 300.000 Euro (297.996,48 Euro, vedi calcolo precedente).

La percentuale della casa che possiedi equivale al totale della spesa (350.000 Euro) meno quello che devi alla banca (300.000 Euro). Ovvero al momento dell’acquisto possiedi solo il 15% della “tua” casa.

Diciamo che possiedi il bagno e lo sgabuzzino. Il resto della casa di fatto appartiene alla banca, di cui sei appena diventato schiavo. Supponiamo infatti che perdessi il lavoro, come penseresti di ripagare il mutuo? Probabilmente non potresti.

Se ciò dovesse succedere non solo perderesti la casa, ma ti saresti anche indebitato a vita con la banca.

Ma se non possiedi una casa tua non potrai mai vivere in un buon vicinato!

Falso. Io mi sono sempre potuto permettere di abitare nelle zone migliori delle città dove ho vissuto (Cagliari, Nancy, Pechino, Hangzhou, Shanghai) per il semplice motivo che gli affitti normalmente rappresentato una percentuale molto bassa del prezzo di una casa.

Al momento abito nel centro di Shanghai, ma se decidessi di abitare in una casa di proprietà dovrei probabilmente trasferirmi in profonda periferia (perché non potrei mai permettermi di comprare una casa nel centro di Shanghai, Roma o Milano).

Ma chi vive in affitto si deve accontentare di quello che offre il mercato!

Falso. Sei tu che non hai i soldi per comprare una casa in centro o vicino all’asilo dei tuoi figli che sarai costretto a fare lunghe corse in macchina ogni mattina. Sì, il mio padrone di casa alla fine del contratto annuale può sbattermi fuori o aumentarmi l’affitto.

Ma quante case sfitte ci sono? Il mercato è saturo di case vuote che non aspettano altro che un affittuario, non di gente pronta a comprare appartamenti!

Inoltre non sono mica così sicuro di voler restare a vivere a Shanghai tutta la vita! Volendo, un domani posso prendere le mie cose e andarmene senza rimetterci un Euro, mi basta avvisare il padrone di casa con un mese di anticipo. Se avessi comprato una casa sarei invece bloccato qui.

E probabilmente non dormirei la notte, visto che non avendo un lavoro fisso non avrei mai la sicurezza di poter pagare la rata del mutuo.

Ma l’amico di un amico ha comprato una casa per 500.000 Euro e l’ha rivenduta l’anno dopo per 1.000.000 di Euro!

Sì, tutti conosciamo un amico di un amico che ha fatto i milioni comprando e rivendendo appartamenti. Si tratta per metà di leggende urbane e per metà di storie vere. Ma nel caso sia vero si trattava probabilmente di qualcuno con anni di esperienza nel mercato immobiliare. Di qualcuno che sapeva cioè come muoversi, dove e quando acquistare.

Ma la realtà è che la maggior parte della gente acquista una casa senza effettuare alcuna ricerca, spesso compiendo una scelta irrazionale, guidata dai sentimenti piuttosto che dalla ragione.

Chi resta in affitto ha più possibilità di investire.

Immagina se, anziché investire tutti i tuoi soldi e indebitarti per il resto dei tuoi giorni per possedere una casa di proprietà, utilizzassi tale somma in maniera differente. Potresti investire in azioni, oro, terreni o, perché no, in un’impresa privata da sviluppare nel tempo (anche part-time).

O potresti sfruttare parte di tale somma per investire in te stesso, imparare le lingue, web design, marketing, finanza, o qualsiasi altra competenza che potrebbe aiutarti a migliorare la tua situazione economica.

Quindi tu non compreresti mai una casa?

No, non ho detto questo. Chi è che non vuole una casa? Avessi i soldi la comprerei domani, probabilmente in Sardegna visto che mi fido solo di quello che conosco a fondo. Possedere una casa di proprietà significa avere un posto dove poter tornare, un posto che nessuno può toglierti, un posto dove depositare affetti e ricordi.

Quello che penso è che però non si tratta di un investimento, quanto piuttosto di un lusso che mi concederò quando e se potrò permettermelo.

Si tratta dell’acquisto più importante della tua vita, sei sicuro che valga la pena di concluderlo senza averci riflettuto a fondo?

http://nonvogliolavorare.it/motivi-per-non-acquistare-una-casa/

http://patrick.net/housing/crash3.html

Un intero villaggio che vive sugli alberi di castagno sui Monti Pelati nel Canavese che coniuga perfettamente vita nella natura, sviluppo sostenibile e i comfort della modernità.

Piccola, di legno e sostenibile, la casa sull’albero è il rifugio in cui vivere una vita tranquilla e a contatto con la natura, una vita in cui non si deve correre e non si deve rincorrere.

Un progetto di vita che è il desiderio di molti, vivere liberi e in simbiosi con la natura pura e semplice è la sfida che si sono proposti di affrontare gli abitanti di questa piccola comunità nata in un bosco di latifoglie.

In Piemonte, il sogno della casa sull’albero è diventato realtà. A sette metri di altezza ecco le casette a un piano unico, di legno e con le pareti ricamate da decorazioni lignee, dove vivono 12 adulti e una bambina di un anno. Immersi tra i boschi dei Monti Pelati hanno creato il primo villaggio ‘arboricolo’ di Italia. Le case, realizzate con le più innovative tecniche di bioedilizia, si integrano perfettamente alla natura e sono costruite utilizzando quanto più possibile materiali del bosco o materiali riciclati, e sorgono tutte sugli alberi di castagno ad un’altezza di 6-7 metri, supportate da grosse travi di legno, in stile vecchia palafitta.«Non siamo “figli dei fiori” o delusi della società e tanto meno eremiti», spiega Dario, papà di Galatea. E a conferma delle parole arriva il mestiere: Dario fa il manager e dirige la sua azienda che importa in Italia rum cubano. «Volevamo solo recuperare una vita che tutti noi sentivamo di perdere nelle nostre città. Qui noi non sopravviviamo, qui riusciamo a vivere più intensamente». Molti lavorano lontano ma la sera tornano sui loro alberi.

villaggio arboricolo dei Monti Pelati

Ognuno qua si costruisce il proprio “nido” con non poca fatica. È il caso di Elisabeth, che da mesi si sta dedicando alla sua casa, con l’aiuto del resto degli arboricoli. È la più grande e spaziosa del villaggio, con tre piani e includerà anche un piccolo osservatorio che lambirà le sommità delle chiome. La poesia in questo lascia spazio alla vera fatica: «Servono carrucole, corde, volontà e buone braccia», spiega Elisabeth, intenta a issare le travi che serviranno per il terzo piano, «il resto, ce lo offre il bosco e la moderna tecnologia, come i materiali utilizzati per coibentare le pareti delle case contro il freddo». Un vero e proprio lavoro d’ingegneria, che è il risultato della loro esperienza e dello studio delle case già costruite in giro per l’Europa. «Da tempo cercavamo un posto così», dice Angelo, indicandoci la sua casa esagonale a due piani, con tanto di accogliente bagno, studio e camera da letto, «finalmente abbiamo trovato quello che volevamo e ci abbiamo messo radici. Il peso delle case non può essere sostenuto da tronchi giovani che non superano la quarantina d’anni; così usiamo travi di otto metri che pesano anche cinque quintali, poggiate su grossi massi e piantate accanto ai castagni».

Il risultato è un perfetto equilibrio di forme, con la massima attenzione e cura per l’ambiente circostante: «Inutile dire che, per noi tutti, il rispetto per l’ecosistema bosco è vitale, importantissimo», sottolinea Dario mentre ci offre un sorso del suo rum cubano. Bosco che sembra accettare bene i suoi inquilini: «Fino a due anni fa, questa zona che ci circonda», spiega Maria Pia, «era impoverita dall’eccessivo sfruttamento forestale. Ma rispettando l’ambiente, il numero delle specie vegetali, dagli alberi alla erbe spontanee, sta pian piano crescendo e la natura ritrova così il suo equilibrio».

Per raggiungere le abitazioni si percorre una stretta e tortuosa strada di montagna con l’auto, fino a quando diventa necessario proseguire a piedi per arrivare in questo luogo incantato. Gli abitanti  sono manager, farmacisti, biologi, infermieri, orafi e ricercatori, e a differenza di chi potrebbe pensare che sono degli eremiti, ogni giorno si spostano per andare nei loro rispettivi posti di lavoro, per poi la sera fare ritorno nel loro piccolo mondo, dove il grande spirito di adattamento e il sacrifcio, viene ripagato con l’esperienza unica di vivere sugli alberi a strettissimo contatto con la natura. L’ora del pranzo viene comunicata a tutti i componenti della comunità con il suono di una conchiglia, e tutti si riuniscono per mangiare in uno scenario del tutto esclusivo e spettacolare.

Tra le case sugli alberi del villaggio piemontese, niente strade di asfalto, ma ponti e passerelle di legno sospese, che permettono di non scendere mai a terra per spostarsi da un punto all’altro del villaggio. Ad essere sospeso in aria è quindi l’intero villaggio, i cui abitanti, nonostante l’altezza e l’insolita abitazione non rinunciano alle comodità e alla tecnologia. Chi abita la casa sull’albero, infatti, non si fa mancare telefonino, computer e internet. Il villaggio di case sull’albero, iniziato a costruire nel 2002, è in continua espansione.

L’articolo è inspirato da  http://www.storiecredibili.it/2010/08/il-piccolo-popolo-che-vive-sugli-alberi di Antonio Gregolin Copyright 2014, pubblicato su RepubblicaXL

 

 

Gaepanz è contento di aver trovato un lavoro creativo in un’azienda. Dopo una laurea in lettere gli sembra la soluzione migliore in un periodo di oscura recessione. Tanto si tratta di scrivere e quello gli piace farlo.
Il suo primo giorno di lavoro Gaepanz prende l’autobus e raggiunge il suo nuovo ufficio. Lo accoglie una portinaia che si fa chiamare receptionist e gli consegna una specie di braccialetto: “Questo è il tuo badge e devi badgeare ogni volta che sei out of office, lo dicono i nuovi standard sulla sicurezza!”. Gaepanz annuisce, sorride e indossa quello strano braccialetto, per cortesia.
Arriva in posto sconfinato e viene accolto dal suo responsabile.
“Ciao Gaepanz, benvenuto. Questo è il nostro open space, questa è la tua workstation, questo il tuo Pc e fra un po’ il tech account te lo configurerà ad hoc! Prendi confidenza con l’ambiente perché fra 10 minuti ci sarà un meeting con tutto il team per il tuo welcome ufficiale. Spero tu abbia portato il tuo portfolio da mostrarci”.
Gaepanz si controlla in tasca per verificare che nessuno sull’autobus gli avesse rubato il portamonete. Si guarda intorno e vede spuntare da dietro gli schermi delle teste auricolari-munite. Saluta ma nessuno ricambia. Durante l’incontro con tutti i suoi nuovi colleghi viene istruito sulla vision aziendale, sulla mission aziendale, sui values aziendali e sul knowhow aziendale. Per fortuna arriva la pausa, anzi il coffee break.
Gaepanz torna alla sua postazione e trova 25 mail da leggere. “Overview ultime attività”, “Best practice ultimo anno”, “Call to action alla fine di ogni post”, “Password e accessi back end sito aziendale” “Content su cui serve focus”, “Conference call con Londra” sono alcuni degli oggetti delle mail che riesce a decifrare.
Un brivido corre sulla schiena di Gaepanz che ricorda con nostalgia di quando si lamentava dell’esame di Stilistica e Semiotica. Viene destato da un alert che compare sul suo desktop. Il capo ha mandato un invito sul calendar che recita “Brainstorming per contest off-line e goal progetto”.
A Gaepanz, che non aveva mai amato particolarmente il calcio, non importa granché di quei discorsi, e tra un brief, uno staff, un angle, un competitor e un cluster, pensa a come spendere i soldi del suo stipendio. Finalmente ne ha uno.
Passano i giorni e Gaepanz impara che per comunicare coi colleghi si ci scrive su Skype (anche se stanno seduti accanto), che per chiedere una cosa devi dire “Hai un minuto?” oppure “Se non sei troppo oberato, posso disturbarti un attimo?”, che le mail si girano, che c’è una riunione all’ora, che dopo aver chiesto un’informazione a un collega bisogna ringraziarlo ripetutamente e con enfasi, che ogni lunedì bisogna dire almeno una volta “Ed è solo lunedì!” e il venerdì, di contro, ripetere come un mantra “Meno male che è venerdì!”. Inoltre Gaepanz impara che nelle aziende ci sono tante di quelle urgenze che il pronto soccorso in confronto è movimentato come una puntata del Maurizio Costanzo Show.
Impara altresì, a sue spese, che se devi dare degli ordini devi farlo rigorosamente in prima persona plurale. Lo ha imparato dopo aver ricevuto insistenti e numerose mail che recitavano “Ragioniamo sulla fattibilità di questo progetto” e lui attendeva che venisse qualcuno a chiamarlo per ragionare sulla fattibilità.
Passano i giorni ma nessuno viene a chiamarlo. Così riceve una mail in cui gli comunicano che dopo un primo insoddisfacente mese-test, Gaepanz non soddisfa gli standard aziendali per cui è licenziato in tronco. Firmato HR.
Gaepanz così raccatta le sue cose dalla scrivania, una stilo e un’agendina, e si dirige verso l’uscita. Continuando a chiedersi se quella mail gliel’avessero mandata i Medici in prima linea.

GAETANO MORACA (GAEPANZ)

Scritto da Matteo Gamba

Matteo Gamba, 41 anni, livornese, più o meno filosofo e maratoneta, vicecaporedattore. A Vanity Fair dal 2006, con parecchi corridoi dell’editoria italiana frequentati prima.

Dal Blog Diario di Adamo.

Un articolo che è diventato virale, tradotto ormai in venti lingue, scritto originariamente da Adi, un’insegnante di yoga che non avrebbe mai immaginato che il suo pensiero diventasse una lettura che ormai da giorni rimbalza da una parte all’altra della rete, tradotta in spagnolo, inglese, italiano, ceko, tedesco, russo, portoghese, thailandese, croato, estone, svedese, greco, danese e olandese. E chi lo dice che non si aggiungano altri fans per questa “Bibbia del viaggiatorebackpacker, ovvero zaino in spalla e cartina geografica in tasca. L’articolo si intitola “Non uscire con una ragazza che viaggia”, originariamente “Don’t date a girl who travels” e nonostante l’invito a non farlo, è un plauso a tutte le donne che preferiscono e amano viaggiare. Ma andiamo a curiosare su questo testo, sbirciando tra le righe un desiderio di partire che affiora sin dopo la prima virgola.

“Non uscire con una ragazza che viaggia. Lei è quella coi capelli scompigliati, trascurati e stinti dal sole. La sua pelle è molto diversa da com’era prima. Non esattamente baciata dal sole. E’ bruciata e con i segni dell’abbronzatura, cicatrici e punture qui e lì.
Ma per ogni segno sulla sua pelle ha un’avvincente storia da raccontare.

Non uscire con una ragazza che viaggia. E’ difficile da compiacere. Il solito appuntamento cena – film – centro commerciale l’annoierà a morte. La sua anima brama nuove esperienze ed avventure. Non sarà affatto scioccata dalla tua nuova macchina o dal tuo orologio. Preferirebbe scalare una montagna o lanciarsi da un aereo piuttosto che sentirti parlare di questo.

Non uscire con una ragazza che viaggia perché insisterà per farti prenotare un volo ogni volta che una compagnia aerea metterà i saldi. Non andrà mai a ballare al Republiq. E non pagherà mai 100 euro per Avicii perché sa che un weekend di festa sarà equivalente più o meno ad una settimana di viaggio in un posto lontano molto più entusiasmante.

Molto probabilmente non ha un lavoro stabile oppure sta sognando di lasciarlo. Non vuole certo farsi un didietro così per il sogno di un altro. Lei ha il suo sogno e ci sta lavorando. E’ una freelancer. Fa soldi disegnando, scrivendo, facendo foto o qualcosa per cui c’è bisogno di creatività ed immaginazione. Non le far perdere tempo parlandole del tuo noioso lavoro.

Non uscire con una ragazza che viaggia. Potrebbe aver sprecato la sua laurea e cambiato completamente carriera. Adesso è un’istruttrice di immersioni o un’insegnante di yoga. Non sa quando avrà la prossima paga, ma non lavora tutto il giorno come un robot, esce e prende quello che la vita le offre, e ti sfida a fare lo stesso.

Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei ha scelto una vita di incertezza. Non ha un programma né un indirizzo fisso. Segue la corrente e va dove la porta il cuore. Balla al ritmo del suo stesso tamburo. Non ha un orologio. I suoi giorni sono scanditi dal sole e dalla luna. Quando sentirà il richiamo delle onde, la vita si fermerà e ignorerà tutto e tutti per un momento. Ma allo stesso tempo, ha imparato che fare surf non è la cosa più importante nella vita.

Non uscire con una ragazza che viaggia perché lei tende a parlare sinceramente. Non cercherà mai di fare una buona impressione sui tuoi genitori o i tuoi amici. E’ rispettosa ma non le fa affatto paura intavolare una discussione su problemi globali e responsabilità sociali.

Lei non avrà mai bisogno di te. Sa come montare una tenda e avvitarne le alette senza il tuo aiuto. Cucina bene e non avrà mai bisogno che le paghi un pasto. E’ autonoma, e non le importerà se viaggi con lei o meno. Si dimenticherà di farti sapere quando è arrivata a destinazione. E’ troppo impegnata a vivere il presente. Parla agli sconosciuti. Conoscerà tante persone interessanti che la pensano come lei da tutto il mondo e che condividono le sue stesse passioni e i suoi stessi sogni. Con te si annoierà.

Quindi non uscire con una ragazza che viaggia a meno che tu non riesca a tenere il suo passo. E se senza volerlo te ne innamori, non ti azzardare a trattenerla. Lasciala andare

Incendiato il tetto. Il motivo? Il metano rilasciato dagli animali durante la digestione

Germania, esplode stalla. Tutta colpa delle flatulenze delle mucche

ATTIMI DI PAURA e stupore in un villaggio di Rasdorf, Germania. Prima l’esplosione, poi le fiamme e la vita di decine persone (e non solo) messa a repentaglio. A causarla sono state delle docili e mansuete mucche. Proprio così; perché i bovini possono diventare molto pericolosi anche stando fermi. Tutta colpa della chimica. Alcuni scienziati hanno infatti stabilito che una mucca produce circa 500 litri di metano al giorno. Per i ricercatori ciò è dovuto al fatto che, per digerire, le mucche devono triturare in continuazione il cibo. Un’attività che si traduce in una costante emissione di gas.

Così, pur essendo tranquillamente legate alle proprie mangiatoie, le 90 mucche ospitate nella stalla hanno fatto sì che si accumulasse una concentrazione eccessiva di metano, saturando l’aria. Improvvisamente, probabilmente a causa di una scarica elettrostatica partita da un macchinario, il gas si è trasformato in un propulsore. Il risultato è stato una forte esplosione e una fiammata che ha invaso l’ambiente in pochi istanti. Una delle mucche ha riportato lievi ustioni e il tetto della stalla è stato in parte danneggiato dal fuoco. Ma le cose potevano andare peggio se non fossero intervenuti i pompieri e una squadra di tecnici specializzati in fughe di gas.

 

If you’re a visual learner like myself, then you know maps, charts and info graphics can really help bring data and information to life. Maps can make a point resonate with readers and this collection aims to do just that.

Hopefully some of these maps will surprise you and you’ll learn something new. A few are important to know, some interpret and display data in a beautiful or creative way, and a few may even make you chuckle or shake your head.

If you enjoy this collection of maps, the Sifter highly recommends the r/MapPorn sub reddit. You should also check out ChartsBin.com. There were also fantastic posts on Business Insider and Bored Panda earlier this year that are worth checking out. Enjoy!

 

1. Where Google Street View is Available

map-of-the-world-where-google-street-view-is-available

Map by Google

 

 

2. Countries That Do Not Use the Metric System

map-of-countires-that-use-metric-system-vs-imperial

 

 

3. The Only 22 Countries in the World Britain Has Not Invaded (not shown: Sao Tome and Principe)

the-only-countries-britain-has-not-invaded

 

 

4. Map of ‘Pangea’ with Current International Borders

map-of-pangea-with-current-internatoinal-borders

Map by eatrio.net via Reddit

 

Pangea was a supercontinent that existed during the late Paleozoic and early Mesozoic eras, forming about 300 million years ago. It began to break apart around 200 million years ago. The single global ocean which surrounded Pangaea is accordingly named Panthalassa.

 

5. McDonald’s Across the World

map-of-countries-with-mcdonalds

 

 

6. Paid Maternal Leave Around the World

paid-maternal-leave-by-country

 

 

7. The Most Common Surnames in Europe by Country

map-of-most-common-surnames-in-europe

 

 

8. Worldwide Driving Orientation by Country

Worldwide_Driving_Orientation_by_Country-(1)

Map by ChartsBin.com

 

 

9. Map of Time Zones in Antarctica

Map-of-time-zones-in-Anarctica

 

 

10. Global Internet Usage Based on Time of Day

internet-usage-of-the-world-based-on-time-of-day_2

Map by Carna Botnet via Reddit

 

 

11. The World’s Busiest Air Routes in 2012

top-10-busiest-air-travel-routes-of-2012

 

 

12. Visualizing Global Population Density

there-are-more-people-living-inside-this-circle-than-outside-of-it

 

 

13. Flag Map of the World

Flag-Map-denmark-puerto

 

 

14. Map of Alcohol Consumption Around the World

map-of-alocohol-consumption-around-the-world

 

 

15. Map of Alcoholic Drink Popularity by Country

drink-popularity-by-country

 

 

16. Map of Rivers in the Contiguous United States

map-of-united-states-rivers

Map by Nelson Minar

 

 

17. US Map of the Highest Paid Public Employees by State

highest-paid-US-public-employees-by-state

Map by Deadspin.com

 

 

18. World Map of Earthquakes Since 1898

earthquakes-by-magnitude-since-1898

Map by John M Nelson

 

 

19. Map of Where 29,000 Rubber Duckies Made Landfall After Falling off a Cargo Ship in the Middle of the Pacific Ocean

where-rubber-ducks-made-landfall-after-being-dumped-in-pacific-ocean

 

 

20. Map of Countries with the Most Violations of Bribery

bribery-nigeria-is-the-worst

 

 

21. World Map of Vegetation on Earth

map-of-vegetation-on-earth

Map by NASA/NOAA

 

 

22. Average Age of First Sexual Intercourse by Country

Average_Age_at_first_sex_by_Country-(1)

Map by ChartsBin.com

 

 

23. If the World’s Population Lived in One City

the-worlds-population-concentrated

 

 

24. The Number of Researchers per Million Inhabitants
Around the World

Number_of_Researchers_per_million_inhabitants_by_Country

Map by ChartsBin.com

 

 

25. Worldwide Map of Oil Import And Export Flows

worldwide-oil-import-and-export-flows

 

 

26. The 7000 Rivers that Feed into the Mississippi River

map-of-rivers-that-feed-into-the-mississippi-river

 

 

27. World Map of the Different Writing Systems

map-of-the-writing-systems-of-the-world

 

 

28. Worldwide Annual Coffee Consumption Per Capita

Coffee_Consumption-(3)

Map by ChartsBin.com

 

 

29. The Economic Center of Gravity Since 1 AD

evolution-of-the-earth's-economic-center-of-gravity

 

 

30. The World Divided Into 7 Regions,
Each with a Population of 1 Billion

population-of-the-world-split-into-equal-sections-of-one-billion

 

 

31. Earth’s Population by Latitude and Longitude

the-worlds-population-by-latitue-and-longitude

Photograph by mrgeng on Reddit

 

 

32. Map of Contiguous United States
Overlaid on the Moon

map-of-united-states-overlaid-on-the-moon

 

 

33. Frequency of Lightning Strikes Throughout the World

frequency-of-lightning-strikes-in-the-world

 

 

34. Overall Water Risk Around the World

drought-risk-its-not-just-isolated-around-the-equator

 

 

35. The Most Dangerous Areas in the World
To Ship Due to Pirates

riskiest-areas-to-ship-where-the-pirates-rule-the-seas

Map by Control Risks

 

 

36. Area Codes in Which Ludacris Claims to Have H*es
(song reference)

area-codes-in-which-ludracris-claims-to-have-hoes

 

 

37. Where 2% of Australia’s Population Lives

where-2-percent-of-australia-lives

 

 

38. The Longest Straight Line You Can Sail on Earth
(Pakistan to Kamchatka Peninsula, Russia – 20000 miles)

the-longest-straight-line-you-can-sail-in-the-world

 

 

39. Map of Europe Showing Literal
Chinese Translations for Country Names

literal-map-of-europe-by-chinese-name

 

 

40. Reversed Map with Southern Hemisphere at Top of Map (because position of North is arbitrary)

map-of-world-upside-down-south-pole-on-top

Map via nnm.me

 

 

*Bonus*
World Map Tattoo with Countries Visited Coloured

tattoo-of-world-with-countries-visited-colored-in

If you’re a visual learner like myself, then you know maps, charts and infographics can really help bringdata and information to life. Maps can make a point resonate with readers and this collection aims to do just that.

Hopefully some of these maps will surprise you and you’ll learn something new. A few are important to know, some interpret and display data in a beautiful or creative way, and a few may even make you chuckle or shake your head.

– See more at: http://asheepnomore.net/2013/12/29/40-maps-will-help-make-sense-world/#sthash.7fNI9YIm.dpuf

Sophie Shevardnadze, giornalista del quotidiano RT Russia Today, ha intervistato Paul Hellyer, ex ministro della Difesa del Canada, che crede fermamente ( e ne possiede le prove) che alcune razze ET sono presenti sulla Terra e nello spazio.

TRASMISSIONE COMPLETA:

Dottor Hellyer e bello averla nel nostro show – commenta Sophie Shevardnadze – Perché lei dice che gli UFO sono reali come gli aerei che volano sopra le nostre teste?   Non solo… lei dichiara che gli alieni sono già in mezzo a noi,  ma si starebbero rifiutando di condividere con noi terrestri le loro tecnologie avanzatissime fino a che non cambieremo le nostre abitudini belligeranti e non la smetteremo di inquinare l’ambiente“.

Paul Hellyer: “io sono sempre convinto che gli Extraterretsri ci sono. È un dato di fatto che loro visitano il nostro pianeta da migliaia di anni e uno dei casi che potrebbero interessarti più se mi date due o tre minuti per rispondere, è che durante la Guerra Fredda,  1961 , ci sono stati circa 50 UFO in formazione che volando a sud dalla Russia in Europa avevano messo in allerta il Supreme Allied Command (SAC-NATO) e che quindi si era rischiato un conflitto atomico. Ma quando questi 59 UFO hanno cambiato rotta dirigendosi verso il Polo Nord tutto il panico e gli allarmi cessarono immediatamente. Da quella data, si era deciso di fare un’indagine e uno studio durato tre anni, aveva concluso che, con assoluta certezza, almeno quattro specie o razze extraterrestri, erano in visita sul pianeta Terra da migliaia di anni.  Abbiamo una lunga storia di UFO e naturalmente ci sono state molte più attività negli ultimi decenni.

Da quando abbiamo inventato la bomba atomica e le razze ET sono molto preoccupati per questo e il fatto che potremmo utilizzare di nuovo queste bombe, dato che ritengono il Cosmo una sola unità e non riguarda solo noi ma altre persone nel Cosmo, nell’Universo. Queste molteplici razze aliene, sono molto impaurite e precoccupate dagli atteggiamenti e comportamenti Umani e che è possibile essere abbastanza stupidi per iniziare, cominciare nuovamente a utilizzare armi atomiche e nucleari. Questo sarebbe un male per noi e per loro.”

Durante l’intervista, Hellyer, come scrive anche il Daily Mail, che fu ministro della difesa tra il 1963 e il 1967 sotto il primo ministro Lester B. Pearson, vi sarebbero attualmente più di 80 diverse specie di extraterrestri, alcuni dei quali avrebbero il nostro stesso aspetto e non sarebbe possibile distinguerli dagli esseri umani.

Hellyer ha anche aggiunto che la maggior parte degli alieni vorrebbero aiutarci più che distruggerci: “Direi che la maggior parte di loro sono benevoli nei nostri confronti e vogliono aiutarci, a parte una o due specie che sono completamente neutrali e che potrebbero essere contro gli Umani”.

“Passiamo troppo tempo a combattere tra di noi, spendiamo troppi soldi per le spese militari e non per nutrire i poveri e curare i senzatetto e chi ne ha davvero bisogno. Gli alieni vorrebbero aiutarci e insegnarci modi migliori per vivere, ma solo con il nostro consenso. Pensano che non stiamo gestendo bene il pianeta a cui noi tutti apparteniamo. Stiamo disboscando le nostre foreste ed inquinando i fiumi e i laghi. Riversiamo liquami negli oceani. Stiamo facendo una serie di cose che non andrebbero fatte se tenessimo veramente al nostro pianeta”.

Redazione Segnidalcielo

L’ordine del giorno passa per due voti, astenuto Fassino

Cannabis: Pd, Idv e Movimento 5 Stelle hanno votato a favore della liberalizzazione

Fino a ieri mattina circolavano certe battute: «Vedrai, sulla cannabis finirà con una fumata nera». E invece no: Torino, da qualche ora, è la prima città d’Italia ad aver votato un documento per la liberalizzazione della marijuana. Il provvedimento (un ordine del giorno) è stato approvato dal Consiglio comunale di stretta misura: 15 voti a favore (Sel, mezzo Pd, Idv, 5 Stelle) 13 contrari e 6 astenuti, fra cui il sindaco Fassino. Contraria, massicciamente, l’opposizione di centrodestra e l’ala cattolica del Pd. «Non eravamo riusciti quattro anni fa a tracciare la via sulle “stanze del buco” – commenta il primo firmatario, Marco Grimaldi di Sel – ma questa volta ce l’abbiamo fatta. E da Milano e altre città ci hanno già chiesto il documento per capire come venirci dietro».

È vero, si tratta di un via libera senza ricadute pratiche immediate, ma è politicamente rilevante. In realtà, le proposte erano due. La prima chiedeva un «sì» per l’utilizzo della cannabis a fini terapeutici, come già accade in Toscana, Liguria e Veneto, dove la Regione (a trazione leghista, come il Piemonte) oltre ad aver autorizzato i farmaci cannabinoidi per la terapia del dolore ha approvato la distribuzione sperimentale e gratuita in ospedale e farmacia di preparati a base di cannabis. La seconda, invece, era più drastica: via subito la legge Fini-Giovanardi, restrittiva e secondo molti una delle principali cause del sovraffollamento delle carceri, e via libera alla produzione diretta di marijuana e alla sua vendita. Approvarla è stato ben più complesso, perché – oltre al sindaco – anche parte della maggioranza si è sfilata, astenendosi o votando contro. La differenza l’hanno fatta i due consiglieri del Movimento 5 Stelle, entrambi favorevoli.

È dai tempi della lotta per le narcosale (meglio note come «stanze del buco», che in realtà finirono con un nulla di fatto) che il Consiglio comunale non si occupava del tema droga. Avvenne due amministrazioni fa, sempre per iniziativa di Grimaldi, che stavolta ha presentato il documento insieme a Silvio Viale, Radicale in quota Pd, ginecologo ma soprattutto habitué delle battaglie civili: la prostituzione, le unioni di fatto, i matrimoni gay, il testamento biologico, fino alla sperimentazione della Ru486, la pillola abortiva.

Delle stanze del buco se ne discusse per mesi. Il vero obiettivo era togliere i tossicodipendenti dalla strada fornendo loro assistenza medica, psicologica e un percorso di recupero. Alla fine però non si raggiunse la maggioranza.

Stavolta invece i numeri ci sono e quell’ordine del giorno «che invita il Parlamento ad affrontare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico a un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe cosiddette leggere, con particolare riferimento alla cannabis e ai suoi derivati» ha incassato l’appoggio dei più.

A Torino piace fare da apripista sui grandi temi destinati a dividere: l’era Chiamparino ha lasciato in dote il registro delle unioni civili e del testamento biologico, la richiesta di concedere il voto agli immigrati per le amministrative. Addirittura l’ex sindaco, oggi tornato in pista per le Regionali, nel 2010 sposò simbolicamente due donne. Il suo successore, Piero Fassino, ha invece esordito concedendo la cittadinanza onoraria ai figli degli stranieri.

L’Airbus A320 volava a 34000 piedi non lontano da Heathrow. “Sono entrato in picchiata per evitare un oggetto cilindrico color argento che ci veniva addosso”, dice il rapporto. Ma gli strumenti a terra non hanno segnalato nulla

"Un Ufo mi ha costretto a una manovra d'emergenza": la storia di un pilota di linea inglese fa il giro del mondo

NEL CIELO del 13 luglio 2013, alle 18 e 35 vicino a Heathrow, Inghilterra, sarebbe successo qualcosa di particolare. Se ne ha notizia solo ora che la storia di un capitano d’aviazione di linea, anonimo, sta facendo il giro del mondo e nessuno tranne lui può smentirla. Ma il pilota non fa passi indietro. E racconta di un oggetto a forma ovale, color argento, splendente e velocissimo, che sarebbe entrato in rotta di collisione con il suo Airbus. E per evitarlo, il Capitano racconta di aver eseguito una manovra di emergenza portando l’aeroplano in picchiata per qualche attimo, tempo sufficiente ad evitare l’impatto. Con un oggetto che giura di aver visto e aver rilevato come minaccia per il velivolo, ma che nessuno strumento a terra ha rilevato.

L’Airbus A320 volava a 34000 piedi sulla zona del Berkshire, non lontano dall’aeroporto principale di Londra. Subito dopo l’incidente il Capitano racconta di aver avvisato i controllori di volo e controllato gli strumenti dell’aereo. Ma da nessuno dei due elementi di controllo risultava nulla. Sul Telegraph la vicenda viene descritta come una “apparizione improvvisa di un oggetto dalla forma allunga, a sigaro, tendente all’ovale, color argento brillante”, diretto a velocità sostenuta verso l’aeromobile. La mancanza di tempo per intraprendere una manovra di allontanamento avrebbe indotto il Capitano a entrare in picchiata, con l’oggetto che a quel punto sarebbe passato a poca distanza dall’Airbus, con l’impatto evitato per il rotto della cuffia. Le indagini su quanto accaduto per ora non hanno prodotto conferme. Rimane da verificare se nella scatola nera ci sia qualcosa che aiuti a fare luce sul presunto incontro ravvicinato. In grado di terrorizzare un capitano e di indurlo a una manovra azzardata per contrastare una minaccia di impatto.

Fare luce sì, ma come? Secondo i radar militari e la Airprox Board, l’ente che indaga sugli incidenti di volo in Inghilterra, non c’erano altri velivoli in prossimità dell’Airbus al momento del fatto. La stessa autorità nega che possa essersi trattato di palloni meteo o giocattoli. Ufficialmente insomma in aria nei pressi dell’aereo non c’era nulla: “Non è stato possibile determinare le cause dell’avvistamento”, conclude il rapporto. Il dottor David Clarke, consulente per gli oggetti volanti non identificati per i National Archives inglesi, ha un’idea chiara: “E’ un avvistamento interessante perché è chiaro e dettagliato. I piloti non scrivono rapporti per nulla, è certamente successo qualcosa”. Ma in Inghilterra, il ministero della Difesa ha chiuso il suo ufficio dedicato agli Ufo nel 2009, per il “calo di avvistamenti”. E anche per questo, in mancanza di altri elementi la storia del pilota dopo essere diventata virale su siti e giornali del mondo, sembra proprio destinata a finire nel cassetto dei parecchi casi di avvistamento in volo, rimasti insoluti e poi facilmente dimenticati. Difficilmente però, da chi li racconta in prima persona.