Archivio per la categoria ‘Video’

“If only for a second” (Anche solo per un secondo) è il titolo di un bellissimo video-progetto che sta letteralmente spopolando nel web, nato dalla collaborazione tra il fotografo professionista Vincent Dixon e la Mimi Foundation.

Il successo che sta rendendo virale questo video è più che motivato.
Si tratta infatti di un brevissimo racconto che testimonia il lavoro svolto dai volontari della Fondazione, nata con lo scopo di prestare supporto morale a tutte quelle persone a cui è stato diagnosticato il cancro.
Ciò che commuove è la volontà di restituire a questi malati un po’ di spensieratezza perduta attraverso una sorta di gioco, una seduta di “trucco e parrucco” dai risvolti inaspettati: come racconta il video, i pazienti sono invitati in un salone di bellezza dove vengono pettinati e truccati – a loro insaputa – in modo eccentrico e bizzarro; tutta la seduta di trasformazione avviene ad occhi chiusi e a lavoro concluso i “modelli” vengono messi faccia a faccia con uno specchio, che nasconde alle spalle una fotocamera.

E’ in questo momento che avviene la magia: i pazienti aprono gli occhi e, di fronte ai divertenti camuffamenti, si dimenticano della malattia, anche solo per un istante, scoppiando in risate e sguardi di sorpresa!
Vincent Dixon ha avuto il compito di immortalare le reazioni istantanee di 20 pazienti che hanno scelto di aderire al progetto e il risultato è ora diventato un libro in vendita sul sito della Mimi Foundation.

Lasciatevi trasportare dall’incredibile dolcezza di questo racconto; vi accorgerete che ridere è la cura più grande in grado di rafforzare il nostro animo, anche quando la vita ci pone di fronte a situazioni estremamente difficili da superare!

20 cancer patients participated in a unique makeover experience.
They were invited to a studio. Their hair and makeup were completely redone.During the transformation, they were asked to keep their eyes shut.
A photographer then immortalized the moment they opened their eyes.This discovery allowed them to forget their illness, IF ONLY FOR A SECOND.
http://www.mimi-foundation.org/en/don…

Sophie Shevardnadze, giornalista del quotidiano RT Russia Today, ha intervistato Paul Hellyer, ex ministro della Difesa del Canada, che crede fermamente ( e ne possiede le prove) che alcune razze ET sono presenti sulla Terra e nello spazio.

TRASMISSIONE COMPLETA:

Dottor Hellyer e bello averla nel nostro show – commenta Sophie Shevardnadze – Perché lei dice che gli UFO sono reali come gli aerei che volano sopra le nostre teste?   Non solo… lei dichiara che gli alieni sono già in mezzo a noi,  ma si starebbero rifiutando di condividere con noi terrestri le loro tecnologie avanzatissime fino a che non cambieremo le nostre abitudini belligeranti e non la smetteremo di inquinare l’ambiente“.

Paul Hellyer: “io sono sempre convinto che gli Extraterretsri ci sono. È un dato di fatto che loro visitano il nostro pianeta da migliaia di anni e uno dei casi che potrebbero interessarti più se mi date due o tre minuti per rispondere, è che durante la Guerra Fredda,  1961 , ci sono stati circa 50 UFO in formazione che volando a sud dalla Russia in Europa avevano messo in allerta il Supreme Allied Command (SAC-NATO) e che quindi si era rischiato un conflitto atomico. Ma quando questi 59 UFO hanno cambiato rotta dirigendosi verso il Polo Nord tutto il panico e gli allarmi cessarono immediatamente. Da quella data, si era deciso di fare un’indagine e uno studio durato tre anni, aveva concluso che, con assoluta certezza, almeno quattro specie o razze extraterrestri, erano in visita sul pianeta Terra da migliaia di anni.  Abbiamo una lunga storia di UFO e naturalmente ci sono state molte più attività negli ultimi decenni.

Da quando abbiamo inventato la bomba atomica e le razze ET sono molto preoccupati per questo e il fatto che potremmo utilizzare di nuovo queste bombe, dato che ritengono il Cosmo una sola unità e non riguarda solo noi ma altre persone nel Cosmo, nell’Universo. Queste molteplici razze aliene, sono molto impaurite e precoccupate dagli atteggiamenti e comportamenti Umani e che è possibile essere abbastanza stupidi per iniziare, cominciare nuovamente a utilizzare armi atomiche e nucleari. Questo sarebbe un male per noi e per loro.”

Durante l’intervista, Hellyer, come scrive anche il Daily Mail, che fu ministro della difesa tra il 1963 e il 1967 sotto il primo ministro Lester B. Pearson, vi sarebbero attualmente più di 80 diverse specie di extraterrestri, alcuni dei quali avrebbero il nostro stesso aspetto e non sarebbe possibile distinguerli dagli esseri umani.

Hellyer ha anche aggiunto che la maggior parte degli alieni vorrebbero aiutarci più che distruggerci: “Direi che la maggior parte di loro sono benevoli nei nostri confronti e vogliono aiutarci, a parte una o due specie che sono completamente neutrali e che potrebbero essere contro gli Umani”.

“Passiamo troppo tempo a combattere tra di noi, spendiamo troppi soldi per le spese militari e non per nutrire i poveri e curare i senzatetto e chi ne ha davvero bisogno. Gli alieni vorrebbero aiutarci e insegnarci modi migliori per vivere, ma solo con il nostro consenso. Pensano che non stiamo gestendo bene il pianeta a cui noi tutti apparteniamo. Stiamo disboscando le nostre foreste ed inquinando i fiumi e i laghi. Riversiamo liquami negli oceani. Stiamo facendo una serie di cose che non andrebbero fatte se tenessimo veramente al nostro pianeta”.

Redazione Segnidalcielo

Le Radiazioni di Fukushima provocano mutazioni e perdita di animali marini

Mentre nello stato del Missouri (USA) vengono registrate radiazioni ionizzanti e di sicuro vi è la crtezza che si possa trattare della ricaduta delle radiazioni della centrale di Fukushima. Uno dei residenti del Missouri, certo Michael Janjic, conosciuto sotto il nome di Dutchsinse Network, per molti anni, ha misurato il livello di radiazione a St. Louis. I risultati ottenuti nel corso dell’ultimo mese, ha messo in allarme gli esperti che  hanno sollevato questioni inerenti i danni biologici da radiazioni di Fukushima e di questo se ne è parlato nel canale TV KMOV.

 

Nel frattempo a largo della costa meridionale della penisola di California e sulla costa messicana del pacifico, sono state ritrovate diverse carcasse morte di balene. Dal video che vi presentiamo sotto, divulgato dal quotidiano RT (actualidad.rt.com) è stato registrato sulla costa meridionale della California, dove si possono osservare due balene (gemelli o siamesi?) che presentano anomalie genetiche, ovvero mutazioni genetiche.

E’ la prima volta che gli scienziati vedono questa mutazione genticca nelle balene e non è escluso che sia dovuto alla radiazione della centrale nucleare Fukushima, che appunto sta provocando un vero disastro globale, provocando appunto mutazioni e perdita di animali marini.

Redazione Segnidalcielo

Video non parte e alla fiera del CES regista Micheal Bay lascia presentazione Tv ultra HD che diventa curva con un clic.

Samsung scivola sul 4 trimestre: previsti utili e fatturato in calo. Deluse le attese degli analisti.

Samsung scivola sul 4 trimestre: previsti utili e fatturato in calo. Deluse le attese degli analisti.

NEW YORK (WSI) – Il colosso coreano dell’elettronica, Samsung, ha pubblicato le stime sui risultati consolidati del quarto trimestre del 2013, deludendo le aspettative degli analisti, che si attendevano risultati migliori e che invece sono stati sorpresi dai bonus straordinari che hanno minato la crescita dell’azienda.

Infatti, scrive il Financial Times, il gruppo sudcoreano ha stimato utili e vendite in calo nel quarto trimestre, sotto il forte peso della concorrenza dei nuovi iPhone di Apple per la clientela di fascia alta e dell’ingresso prepotente dei produttori cinesi di smartphone, per la clientela di fascia bassa.

L’azienda prevede di ottenere nel quarto trimestre un utile operativo di circa 8.300 miliardi di Won (7,8 miliardi di dollari), in calo del 18% rispetto ai 10.160 miliardi Won registrati nel terzo trimestre. Il fatturato, invece, dovrebbe attestarsi a quota 59.000 miliardi di Won rispetto alla previsione degli analisti di 61.500 mld Won.

Secondo gli analisti, le vendite dei telefonini Galaxy S4, prodotto di punta del gruppo coreano, sono diminuite bruscamente nel quarto trimestre, quando Apple ha lanciato il suo iPhone 5S nel mese di settembre. Inoltre, anche il Samsung Galaxy Note3 potrebbe risentire di questa concorrenza spietata quando Apple lancerà un modello di smartphone simile, probabilmente alla fine di quest’anno.

GUARDA IL VIDEO DELLA GAFFE DEL REGISTA MICHEAL BAY:

Samsung si trova dunque davanti ad un 2014 difficile, da un lato stretto nella morsa della concorrenza e dall’altro schiacciato da una valuta nazionale forte che annebbia le prospettive di esportazione e riduce i guadagni, un motivo che ha spinto gli investitori a vendere le azioni Samsung nelle ultime settimane.

Secondo Lee Seung-woo, analista di IBK Investment & Securities, “il mercato degli smartphone d’alta gamma sembra saturo. E’ dunque necessario chiedersi: fino a che punto Samsung sarà in grado di proteggere i propri margini dal mercato di massa degli smartphone?”.

Sicuramente, il gruppo ha tutta la volontà di sfruttare la sua presenza su quasi ogni segmento immaginabile per catturare ogni aspetto della quotidianità digitale del consumatore.

Ecco perché da qualche anno al Consumer electronic show, la grande fiera tecnologica di Las Vegas, Samsung è il protagonista più atteso della prima giornata dedicata alle conferenze stampa. La divisione consumer electronics dell’azienda – dove ci sono tv e la maggior parte degli annunci fatti qui in Nevada – è la seconda in termini di fatturato: nell’ultima trimestrale è stata preceduta dalla divisione mobile che vale circa il triplo e oltre il 60% dei 55,6 miliardi di dollari del fatturato totale. Pensare che il sorpasso dei telefoni ai danni delle tv, che restano sostanzialmente stabili, è avvenuto soltanto tre anni fa.

Samsung ha così lanciato la Tv 4k che diventa curva con un click. In arrivo poi i nuovi tablet e la casa connessa. Per quanto riguarda le Tv, quindi, le attese sono confermate: arrivano schermi con qualità dell’immagine Ultra HD, ovvero 4k (4 volte il Full HD) con design curvo. Questa generazione di tv, che si possono comandare anche con la voce e il movimento delle dita, vanno da un massiccio modello da 105 pollici fino alle serie UH9000 da 78, 65 e 55 pollici.

Lanciata la nuova Tv 4K da 105 pollici e un table dotato di schermo con 12,2 pollici.

La linea curva arriva anche sui Full HD della serie H8000. La corsa dei pollici è davvero veloce: due anni fa al Ces il modello più in vista era da 55 pollici. L’anno scorso da 85. Quest’anno i coreani arrivano a 110 pollici con l’UHD TV S9 (schermo 4k ma piatto). La sorpresa è la bendable tv: un prototipo capace di passare da piatto a curvo schiacciando un tasto sul telecomando.

Lo Smart Hub si evolve e la schermata Multimedia riunisce in un unico ambiente foto, video, musica e social. Una spinta anche alle prestazioni con il processore QuadCore Plus, due volte più rapido rispetto al QuadCore. Infine, per l’audio Samsung presenta il nuovo HW-F750, la sound bar da 320W, compatibile con il sistema Multiroom che permette di espandere il suono in tutti gli ambienti della casa grazie anche ai nuovi speaker M5 controllabili direttamente dal proprio smartphone tramite l’app dedicata.

Ci sono molti modi per scioperare

Pubblicato: dicembre 10, 2013 in Altura e Cultura, Video

Il primo è alzarsi!

 

 

Picking Up Girls Speaking Italian
French Version ► http://www.youtube.com/watch?v=_8M3OC…
Subscribe ► http://youtube.com/subscription_cente…
Facebook ► http://facebook.com/whateverYT
Twitter ► http://twitter.com/whateverYT

Gianni Comoretto

riscaldare_casa

Da alcune settimane circola in rete un curioso video, in cui si vede come si può realizzare una sorta di stufa di fortuna con quattro candeline e due vasi rovesciati. Il titolo del video promette di riscaldare una stanza con 12 centesimi al giorno.

La cosa di per sé ha senso. Ci scaldiamo con il fuoco dal paleolitico, e il trucco dei vasi fa sì che il calore venga irraggiato nella parte bassa della stanza, mentre le candeline da sole finirebbero per produrre solo aria calda che scalderebbe essenzialmente il soffitto. Quindi come stufetta di emergenza, se uno non ha di meglio, il tutto funziona. Va benone anche come sistema per scaldare solo una piccola stanza, lasciando il resto della casa al gelo. In fondo se passiamo tante ore lì e la casa è grande la cosa ha senso. E non è neppure una novità, un sito americano reclamizzava un sistema simile già nel 2006 (nell’immagine in basso). Se poi lo uniamo alla idea giapponese del “kotatsu“, un tavolino basso con una coperta sotto il quale si mette una stufetta a candela, possiamo ottenere un calore confortevole, scaldando solo l’aria intorno al corpo e lasciando il resto della stanza al freddo.

Ma se pensiamo di ridurre la bolletta energetica scaldando la casa a forza di candeline dobbiamo ricrederci. Una casa italiana media ha bisogno di 30-60 kWh per metro quadro all’anno. Per un appartamento di 80 metri quadri, e un costo del metano di circa un euro a metro cubo, significa una bolletta di 250-500 euro l’anno (di solo riscaldamento). Per scaldare la stessa casa con la paraffina delle candele, assumendo che il tutto funzioni in modo ideale, ne servirebbero da 1 a 2 quintali. 100 candele come quelle del video costano circa 3,5 euro e pesano in totale circa 1,3 kg. Quindi le candele costano circa 2,7 euro al kg ed alla fine il costo del riscaldamento a candela sarebbe circa il doppio di quello a metano.  Insomma, la stufa a candele costa poco perché scalda poco, le quattro candele producono 150 watt di potenza termica, circa quella prodotta da una persona. Anziché le candele invitiamo un amico (o amica) in camera, e magari le candele le usiamo per fare atmosfera.


kandleheeter
Il riscaldamento a candele presenta qualche ulteriore problema. Finché bruciamo 4 candele, che durano circa 4 ore, in una piccola stanza, il ricambio naturale d’aria provvede ad eliminare il biossido di carbonio e a rifornirci di ossigeno.  In fondo si tratta di quantità circa uguali a quelle prodotte dal respiro di una persona. Se vogliamo scaldare la casa spargendo un numero di “vasi” adeguato in giro per le stanze arriviamo rapidamente a concentrazioni di CO2 decisamente preoccupanti. In fondo le canne fumarie le hanno inventate per dei buoni motivi.

In conclusione si tratta di un’idea carina, che in qualche caso può tornare utile, ma che in termini assoluti non porta a un effettivo vantaggio economico. Di fatto si ottiene solo quello per cui si ha pagato: se si vuole risparmiare sul riscaldamento basta abbassarlo. O, preferibilmente, isolare meglio la casa.

Il fenomeno del degrado ambientale prodotto dalla cattiva gestione dei rifiuti ha raggiunto proporzioni talmente notevoli da destare anche l’interesse del mondo del cinema.
Il celebre attore premio Oscar, Jeremy Irons, ha collaborato con la regista britannica Candida Brady per la produzione di un documentario intitolato Trashed.

Il film è un viaggio per il mondo, si toccano il Vietnam, la Francia, l’Islanda, Beirut, San Francisco, lo Yorkshire e perfino gli oceani dimostrando come il problema della spazzatura sia un argomento tristemente comune a tutti.

In ogni angolo della Terra, l’attore ha potuto osservare da vicino lo stato delle cose: dall’esperienza pessima di Sidone, a sud di Beirut, dove c’è un’enorme discarica sulla spiaggia sotto lo sguardo assente dei suoi abitanti, ai progetti ambiziosi di San Francisco dove grazie al progetto Zero Rifiuti si è riusciti a raggiungere il picco dell’80% di rifiuti riciclati. Pensate che New York, che da sola produce l’1,5% dei rifiuti globali, ha riciclato solo il 15% di esso.

Secondo l’attore – e noi siamo d’accordo con lui – è importante che per primi i governi includano la politica del riciclo e del recupero fra i loro piani d’azione. Ci deve essere un accordo a livello nazionale che si applichi coerentemente a tutte le zone del Paese, anche quelle più svantaggiate e ai margini, dove le possibilità di sfuggire al controllo sono maggiori.

Il film muove una critica feroce agli inceneritori a causa delle diossine rilasciate nell’atmosfera. Sono state inserite alcune scene di feti deformati conservati in un ospedale vietnamita dopo l’azione nociva dell’Agente Arancio, il micidiale defoliante spruzzato dall’esercito statunitense durante la guerra del Vietnam.

Il paragone sembra un po’ eccessivo, ma come spiega lo stesso attore, nel 2001 in un’indagine della BBC Newsnight si è mostrato come le ceneri prodotte da un inceneritore di Londra, una volta gettate in mezzo al verde, hanno prodotto lo stesso livello di diossine nel suolo dell’Agente Arancio. In nessun luogo avviene un controllo costante e a lungo termine delle emissioni di diossine, i monitoraggi vengono fatti 2 o 3 volte all’anno e per un arco variabile di qualche ora quindi ad oggi non sappiamo ancora quale sia la portata di diossine rilasciata dagli inceneritori.

In più le ultime ricerche stanno valutando la possibilità che vi siano implicazioni nocive per i feti anche a bassissimi livelli di esposizione.

Fortunatamente non è solo San Francisco a mostrare un barlume di speranza, anche Bristol, Melbourne, le Filippine e il Nord Italia si stanno impegnando attivamente nella campagna di riciclo. Rimangono ancora molti punti dolenti, come quello delle sostanze chimiche utilizzate nell’imballaggio per gli alimenti.

La regista Candida Brady ha raccolto una quantità impressionante di ricerche e di studi per poter avere una visione panoramica della problematica. Il documento che più l’ha sconvolta e l’ha invogliata a realizzare questo documentario di denuncia è stato lo studio pubblicato nel 2009 sulle sostanze presenti nel sangue del cordone ombelicale: sono stati rilevati 232 composti inquinanti (comprese le diossine) prima ancora che il bambino nasca!

L’obiettivo è quello di favorire la massima diffusione del film a livello globale, di modo che i governi e i consigli pubblici possano sentirsi chiamati in causa come attori protagonisti di un cambiamento che deve essere attuato.

Con l’aiuto di qualche finanziamento, la regista spera infine di realizzare un corto da poter inviare in tutte le scuole perché è nei bambini che possiamo e dobbiamo riporre la speranza per il futuro.

Per saperne di più su Trashed: sito ufficiale

Guarda anche il video:

Trashed Film Poster

Jeremy Irons stands on a beach beside the ancient Lebanese city of Sidon. Above him towers a mountain of rubbish-a pullulating eyesore of medical waste, household trash, toxic fluids and dead animals-the result of thirty years of consumption by just one small city out of how many in the world? As the day’s new consignments are tipped on top, debris tumbles off the side and into the blue of the Mediterranean. Surrounded by a vast reach of plastic bottles, a forlorn Jeremy Irons stares at the horizon. “Appalling,” he mutters.

In the new docu-feature TRASHED, a Blenheim Films production, produced and directed by British filmmaker Candida Brady (Madam and the Dying Swan), which was selected to receive a Special Screening at the Cannes Film Festival, Irons sets out to discover the extent and effects of the global waste problem, as he travels around the world to beautiful destinations tainted by pollution. This is a meticulous, brave investigative journey that takes Irons (and us) from scepticism to sorrow and from horror to hope. Brady’s narrative is vividly propelled by an original score created by Academy Award winning composer Vangelis.

The beauty of our planet from space forms a violent contrast to the scenes of human detritus across the globe. Vast landscapes in China are covered in tons of rubbish. The wide waters of the Ciliwung River in Indonesia are now barely visible under a never-ending tide of plastic. Children swim among leaking bags; mothers wash in the sewage-filled supply. Each year, we now throw away fifty-eight billion disposable cups, billions of plastic bags, 200 billion litres of water bottles, billions of tons of household waste, toxic waste and e-waste.

We buy it, we bury it, we burn it and then we ignore it. Does anyone think about what happens to all the trash we produce? We keep making things that do not break down. We have all heard these horrifying facts before, but with Jeremy Irons as our guide, we discover what happens to the billion or so tons of waste that goes unaccounted for each year. On a boat in the North Pacific he faces the reality of the Great Pacific Garbage Patch and the effect of plastic waste on marine life. We learn that chlorinated dioxins and other man-made Persistent Organic Pollutants are attracted to the plastic fragments. These are eaten by fish, which absorb the toxins. We then eat the fish, accumulating more poisonous chemicals in our already burdened bodies. Meanwhile, global warming, accelerated by these emissions from landfill and incineration, is melting the ice-caps and releasing decades of these old poisons, which had been stored in the ice, back into the sea. And we learn that some of the solutions are as frightening and toxic as the problem itself.

Academy Award winning actor Jeremy Irons is no stranger to taking centre stage. But his role as our guide in TRASHED highlighting solutions to the pressing environmental problems facing us all, could well be his most important yet. “We’ve made this movie, because there are so many people who feel strongly the urgent need for the problem of ‘waste’ and ‘sustainability’ to be addressed,” Irons says. “There is an equally urgent need for the most imaginative and productive solutions to this troublesome subject to be understood and shared by as many communities as possible throughout the world. This is where movies can play such an important role, educating society, bringing ‘difficult’ subjects to the broadest possible audience.

If you look at Al Gore’s Inconvenient Truth, like it or loathe it, everyone’s heard of it. Potentially movies have the power to reach everyone, touch us on an emotional level and to galvanise us.” Candida Brady spent over two years researching and filming TRASHED, but Brady has been focused on the problems of waste and the environment for most of her adult life. “As a lifelong asthmatic I have always been interested in the effects of pollution. But it was meeting an environmental doctor (who saved my life) that opened my eyes to the direct effects the environment has on our health,” explains Brady. “When I was young I was the only kid with an inhaler-these days it’s fast becoming the opposite.”

Having faced the worst through much of TRASHED, Jeremy Irons turns to hope. He goes in search of solutions. From individuals who have changed their lives and produce almost no waste, to increasing anti-waste legislation, to an entire city which is now virtually waste-free, he discovers that change is not only essential, but happening.

We hope the film will demonstrate that by changing the way we live our lives, we can contribute to our own survival and well-being and ultimately that of the planet.

 

L’attore si trovava a Santa Clarita per una mostra d’auto di beneficenza a favore dei sopravvissuti del tifone Haiyan nelle Filippine. Nel 2010, dopo il terremoto di Haiti, aveva fondato un’organizzazione benefica per aiutare le vittime di disastri naturali. Secondo la polizia l’eccessiva velocità potrebbe aver fatto perdere il controllo dell’auto a chi guidava

IL LUOGO DELLO SCHIANTO:

Morto Paul Walker, il divo di “Fast and Furious” si schianta in Porsche

Sulla scena e nella vita. L’attore Paul Walker, 40 anni, tra i protagonisti di “Fast&Furious” con Vin Diesel, è morto in un incidente d’auto in California. L’annuncio è arrivato su Facebook dal suo portavoce. Nella saga sulle corse clandestine di auto interpretava Brian O’Connor, agente infiltrato nel mondo delle gare. Era passeggero a bordo di Porsche Carrera guidata da un amico che si è schiantata ed ha preso fuoco.

“Dobbiamo purtroppo confermare che Paul Walker è morto in un tragico incidente d’auto mentre partecipava ad un evento di beneficenza per l’organizzazione Reach Out Worldwide”, ha scritto su Fb il portavoce dell’attore, confermando che Walker “era a bordo della macchina di un amico ed entrambi sono rimasti uccisi” e che tutti coloro che conoscevano il giovane attore sono “stupiti e rattristati dalla notizia”.

L’attore si trovava a Santa Clarita per una mostra d’auto di beneficenza a favore dei sopravvissuti del tifone Haiyan nelle Filippine. Nel 2010, dopo il terremoto di Haiti, Walker aveva fondato un’organizzazione benefica per aiutare le vittime di disastri naturali.

Dai primi accertamenti la dinamica dell’incidente sembra suggerire che il conducente della Porsche abbia perso il controllo della vettura che è uscita di strada e si è schiantata contro un albero. Dal dipartimento della contea di Los Angeles riferiscono che potrebbe essere stata la velocità eccessiva la causa dell’incidente.

“Tutti noi abbiamo il cuore spezzato – scrive la Universal Pictures, la casa di produzione dell’attore, in una dichiarazione ufficiale – Paul è stato uno dei membri più amati e rispettati della nostra famiglia per 14 anni e questa perdita è devastante per noi, per tutti quelli che hanno lavorato a ‘Fast&Furious’ e per tutti i fan’. L’attore stava girando il settimo capitolo della serie cinematografica.

 

Cover of "The Shining [Blu-ray]"

Cover of The Shining [Blu-ray]

Il documentario di Rodney Ascher passa in rassegna i simboli, i segreti, i messaggi occulti nascosti nel film di Kubrick. E prova a darne un’interpretazione, passando in rassegna le tante ipotesi formulate finora. Dopo trentatré anni il mistero continua


DOPO esserci chiesti per anni (trentatré) di che cosa parli nel profondo Shining di Stanley Kubrick, ora cominceremo a interrogarci sul senso di Room 237. Segreto dopo segreto, fotogramma dopo fotogramma. Il documentario del regista Rodney Ascher – presentato nella sezione Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes e ora in Italia distribuito da Feltrinelli Real Cinema (dvd+libro, euro 17,90) – è una scatola cinese che perlustra simboli e messaggi occulti sepolti nel capolavoro di Kubrick. Il viaggio di Room 237 non è dentro la “luccicanza” (lo “shining” descritto da Stephen King nel romanzo da cui il film è tratto) ma fuori, nel groviglio di immagini, leggende e fantasmi che aspettano al varco lo spettatore.

Il documentario di Rodney Ascher passa in rassegna i simboli, i segreti, i messaggi occulti nascosti nel film di Kubrick. E prova a darne un’interpretazione, passando in rassegna le tante formulate finora. Dopo trentatré anni il mistero continua.Video di FILIPPO BRUNAMONTI

Passano al setaccio tutte le interpretazioni più “antiche”: complottista, esoterico, psichico. Insomma, Shining è il millefoglie dei misteri su pellicola. Il tempo, i dizionari di cinema, gli analisti non sono sopravvissuti né al bestseller di King né al film di Kubrick. Ecco perché Room 237, in un primo momento, è stato accolto come base immaginaria della verità su Shining e sulla sua lavorazione. Salvo poi scoprire che è parte integrante del meccanismo cinematografico secondo cui non si risponde a una domanda con un’altra domanda. Soprattutto al cinema, e con Kubrick. Morale della favola: Room 237 complica le cose anziché fornire soluzioni razionali. Il lavoro di Ascher viviseziona intere sequenze originali (notevoli i totem virali: dall’apparizione del volto di Kubrick in mezzo alle nuvole gonfie di neve all’adesivo di Pisolo che appare e scompare in una scena) e le adatta allo stile cronachistico del suo documentario.

Tra le voci fuori campo c’è chi, come il reporter di ABC Bill Blakemore (che vide il film aggrappato alle poltrone di un cinema di Leicester Square a Londra) è convinto che Shining rappresenti un apologo sul genocidio degli indiani d’America. Per altri potrebbe trattarsi, invece, di una rivisitazione dell’Olocausto in chiave visionaria, fanciullesca, disneyiana. E poi c’è chi crede che il film incarni il vero testamento di Kubrick, più di Eyes Wide Shut: un’opera-forziere dentro cui l’autore potrebbe aver riposto confessioni intime sulla sua vita privata o addirittura un messaggio politico sul falso allunaggio dell’Apollo 11 – girato in gran segreto in uno studio governativo dallo stesso Kubrick, si dice.

"Room 237": i misteri di "Shining" sono tutti da decifrare

Una delle sequenze più celebri – e più terrificanti – di Shining, il capolavoro di Stanley Kubrik, 1980, con Jack Nicholson e Shelley Duvall. Negli anni sono state tante le interpretazioni del film, con i suoi messaggi occulti, i suoi simboli, i suoi flash. Adesso ci prova Rodney Acher, regista di Room 237, un documentario in cui il regista prova a decifrare i misteri di Shining e mette insieme tutte le ipotesi formulate dall’uscita in sala a oggi.

“Da ragazzino – spiega Ascher – sono fuggito da un cinema che proiettava Shining dopo appena venti minuti e da allora sono ossessionato dal film. Nonostante l’abbia visto tante volte, e sia diventato uno dei miei preferiti, continua a esercitare su di me un senso di ambiguità e di mistero. Qualche anno fa il mio amico Tim Kirk (produttore di Room 237, ndr) mi mandò un articolo che dava del film un’interpretazione drammatica, coinvolgendo lo Zodiaco e la Guerra Fredda. Era l’inizio del documentario che avremmo girato. Abbiamo passato i mesi successivi ad analizzare le teorie su Shining, che coprono argomenti disparati come i nativi americani, Marshall McLuhan, il genocidio, la numerologia, le fiabe, la seconda guerra mondiale. Altri film, nella storia del cinema, sono stati visti come allegorie (da L’invasione degli ultracorpi a Godzilla) ma nessuno aveva mai generato il tipo di indagine appassionata scatenato da Shining: avevo trovato il mio soggetto”.

Ascher, sin dall’inizio del documentario, sembra voler entrare nella testa di Kubrick, mostrandoci Tom Cruise (tratto da Eyes Wide Shut) mentre cammina nella notte per poi soffermarsi sulla soglia del locale Sonata Jazz. Attraverso una ricostruzione in digitale, Cruise rimane incantato da un manifesto, ed è quello di Shining che riporta: “The wave of terror that swept across America is here”. Si comincia con l’ipotesi che l’albergo infestato di Shining sia stato “ricostruito” nello Stanley Hotel di 140 stanze, in Estes Park, Colorado, per un motivo specifico: il team di Kubrick avrebbe ricercato la location (città e storia dell’hotel) con grande scrupolo proprio per raccontare, in maniera subliminale, le tensioni tra i Nativi e la popolazione bianca agli inizi del Novecento. Ne abbiamo una prova: in una scena del film, il piccolo Danny (dotato di “luccicanza”) fissa Dick Hallorann (Scatman Crothers) e concentra la sua attenzione su una scatola di Calumet poggiata sopra una mensola, appena dietro Dick. Inutile sottolineare che la parola “calumet” indichi la pipa da cerimonia degli Indiani dell’America Settentrionale. Alcuni studiosi suggeriscono che, in quel preciso istante, il regista intenda fornirci indizi su una pace spezzata tra americani e Nativi. In particolare, Jack Torrance (Jack Nicholson) terrebbe in mano un’ascia per tutto il tempo, mentre tenta di uccidere moglie e figlio, simulando in realtà il genocidio degli indiani – non a caso, Kubrick aggiunge una scena, non presente nel romanzo di King, dove ai Torrance viene raccontato che l’Overlook Hotel fu costruito sopra un camposanto indiano: da qui, presto spiegate le visioni di Danny con la cascata di sangue dagli ascensori.

Poi ci sono i pretesti anti-governativi che vedono in Shining il diario segreto tramite cui l’autore svela al mondo la verità a proposito dello sbarco dell’uomo sulla Luna: la NASA avrebbe chiesto a Kubrick di girare l’allunaggio con frammenti di 2001: Odissea nello Spazio e di farlo sembrare reale. In una scena, Danny gioca da solo con le figure geometriche che tappezzano la moquette dell’hotel quando, lentamente, sollevandosi da terra rivela la scritta Apollo USA sulla sua maglia di lana. Non appena si avvicina alla fatidica stanza numero 237, i cospiratori trovano l’attesa conferma: le parole sono intercambiabili, “moon” e “room”.

E ancora. Si fa largo un’altra interpretazione per cui Shining sarebbe una metafora dell’Olocausto. Nel film si menziona in modo ricorrente il numero 42. Il 1942 è appunto l’anno della Soluzione Finale della questione ebraica (Endlösung der Judenfrage). Lo stesso Jack Nicholson avrebbe un ruolo centrale nel veicolare il messaggio: la vecchia macchina per scrivere con cui digita maniacalmente la frase “il mattino ha l’oro in bocca” ammiccherebbe ai metodi meccanici con cui si assassinavano gli innocenti durante il Terzo Reich e all’ossessione per le liste da parte dei nazisti. La macchina è fabbricata da un’industria manifatturiera tedesca, di nome Adler, che a sua volta, nella traduzione inglese, significa “aquila”. Il simbolo dell’aquila torna sulla t-shirt di Nicholson/Torrance quando la moglie entra in camera e lo sveglia per colazione. Coincidenze? Si prosegue con la mitologia greca. Teseo/Danny trascina il Minotauro, le gemelle fatte a pezzi dal custode, fuori dal labirinto. Le leggende metropolitane attorno al film non terminano certo qui. Probabilmente, come ricordano le gemelle squartate, esisteranno e si moltiplicheranno: “per sempre, per sempre, per sempre”.

"Room 237": i misteri di "Shining" sono tutti da decifrare