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Le analisi di Marx andrebbero oggi ripensate, non soltanto le anisi economiche ma anche quelle politiche. Marx ci può dire ancora molto, noi lo trattiamo come un cane morto ma un cane morto non è…

Prof. P. Becchi;

Tratto da: http://www.byoblu.com/post/2012/05/17… Ha incontrato Paolo Becchi, docente ordinario di Filosofia del Diritto all’Università di Genova, filosofo e giornalista. Nel video, la chiacchierata distensiva e filosofica sui temi dell’euro, dell’Europa come costruzione elitaria e le sue ricette: uscita dall’euro e recupero della sovranità monetaria e della sovranità politica.
Perchè, dice Becchi, “meglio una fine spaventosa che uno spavento senza fine”.

“Le persone che frugano nei cassonetti commettono un reato e rappresentano una forma di degrado inaccettabile”. A denunciarlo è il Codacons, l’associazione a difesa dei consumatori, che ha presentato un esposto alla Procura di Roma e una diffida al Comune per mancato controllo. “Una città civile e attenta ai bisogni di tutti, specie dei più poveri, non può permettere che nel 2013 si assista ancora a tali scene, che potrebbero oltretutto configurare veri e propri reati, sul fronte della violazione della privacy e della sottrazione di beni altrui. Senza contare i rischi sul piano sanitario”, afferma il presidente Carlo Rienzi.

Spiega a Redattore Sociale Pietro Bassotti, l’avvocato del Codacons che sta seguendo la questione: “Le persone che frugano nei cassonetti della Capitale commettono il reato di furto di immondizia con l’aggravante per cose esposte per consuetudine o necessità alla pubblica fede”. Tutto quello che viene gettato nei cassonetti, infatti, diventa proprietà del Comune e della società che poi si occuperà della raccolta dei rifiuti. “Oltre a questo, la violazione della privacy potrebbe rappresentare un ulteriore danno ai cittadini che ignari gettono materiali che potrebbero contenere dati personali”, continua l’avvocato.

“Per ora nessuno è stato denunciato. Le forze dell’ordine dovrebbero vigilare. Per questo abbiamo presentato l’esposto”. “Ormai a Roma sempre più spesso si vedono uomini, donne e bambini intenti a rovistare nei rifiuti, nella speranza di trovare avanzi di cibo, indumenti dismessi o altri oggetti utili a combattere la povertà dilagante”, riferisce il presidente del Codacons Rienzi, definendolo uno spettacolo “triste, incivile e indecoroso. Il Comune di Roma deve fornire assistenza alle persone bisognose, aiutando i più poveri a vivere degnamente e a non ricorrere alla spazzatura altrui per sopravvivere”. Colpa della crisi economica che colpisce tutti e non fa distinzione tra italiani e stranieri, ma anche dei vigili urbani e delle forze dell’ordine che, secondo il Codacons, “assistono a tali episodi ma non intervengono, anche quando avvengono sotto i loro occhi”. Il dato allarmante per l’associazione dei consumatori è che a rovistare nei cassonetti ora sono anche le persone che fino a qualche tempo fa appartenevano al ceto medio e non avevano particolari problemi economici. “Non abbiamo dati certi su quanti rubano i rifiuti. E’ un fenomeno sommerso, difficile da monitorare, ma sospettiamo che negli ultimi quattro anni il loro numero si sia quintuplicato”, ci riferisce il Codacons.

Fiopsd: “Aumentano le persone che frugano nei cassonetti”
Quando non si ha nulla e si vive in condizioni di povertà estrema, anche l’immondizia diventa un bene prezioso. “Capita sempre più spesso di vedere persone frugare nei cassonetti alla ricerca del minimo indispensabile per sopravvivere”, afferma Marco Iazzolino, segretario generale della federazione italiana organismi per le persone senza dimora.

“Mentre prima erano soprattutto gli stranieri che svuotavano i bidoni della spazzatura, ora è aumentato il numero degli italiani”, spiega Iazzolino. “Fino a qualche tempo fa a Roma il monopolio dei cassonetti era in mano ai rom, veri esperti nel riciclo dei materiali, in particolare di rame. Ogni tre ore controllavano l’immondizia gettata. Adesso anche gli italiani del ceto medio hanno iniziato a frugare nei contenitori. Questo avviene soprattutto in periferia”, continua il segretario. “La maggior parte delle persone sono anziani che vivono da soli e si vergognano a mangiare alla mensa della Caritas. Così, cercano di andare avanti in questo modo”. “A Palermo, poi, abbiamo registrato un dato allarmante: italiani e stranieri hanno iniziato a contendersi i rifiuti. Si litiga per un sacco della spazzatura, per stabilire quale cassonetto svuotare”, afferma Iazzolino.

Ma la crisi non ha colpito solo le grandi città del centro e del sud Italia: “Anche nel nord est, la zona più ricca del Paese, la percentuale delle persone povere è aumentata del 30%”. Non esistono dati certi sulla portata del fenomeno, ma secondo Iazzolino “basta vedere i cassonetti per capire quanto questa pratica sia diffusa: nelle città come Roma e Milano i bidoni dell’immondizia sono sempre più vuoti”, continua il segretario. “Non vengono portati via solo resti di cibo o indumenti, ma anche plastica, pezzi di legno o di alluminio”. Tutto è utile a chi non può contare su un’entrata economica e vive nella miseria.

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Italiani Una Rivoluzione Silenziosa Parte IV

“Come secondo lavoro faccio la escort”

Escort 1

“Non abbiamo più niente, siamo stati costretti a mandare nostro figlio a vivere coi miei genitori“. Anna (nome di fantasia) non riesce più a tirare avanti e racconta ad Affaritaliani.it la sua drammatica decisione: “Da qualche mese faccio la escort a tempo perso. Mio marito non trova un lavoro serio. La sua ditta lo paga sempre in ritardo di 20 o 25 giorni e ora lo sta per licenziare. Non riusciamo nemmeno a pagare le bollette. Ora a sua insaputa mi faccio pagare per fare sesso, qualche soldo così riesco a portarlo a casa. E’ umiliante ma non so cos’altro fare”.

Racconta Anna: “Mio marito a questo circo equestre non crede più. Siamo andati persino a votare ma in fondo sono stati soldi spesi e buttati al vento. Il governo se lo sono fatto loro senza neanche chiederci se per noi anadava bene, per non parlare delle tasse. L’Europa dice no ai tagli… ma lo sanno che in Italia le mogli e madri di famiglia come me per pagare luce, gas e mutuo sono costrette a fare le escort a tempo perso?”.

Mio marito non trova nessun lavoro serio. Prova e riprova ma niente”, spiega Anna. “Mio figlio vive con i miei genitori perché non possiamo mantenerlo. Mio marito è chiaramente depresso, il nostro conto finisce sempre in rosso”. Sulla decisione di fare la escort, Anna spiega: “Non sento vergogna per quello che faccio. Fare la escort a volte vuol dire prendere delle botte e sentirsi l’ultima persona della catena umana ma fa lo stesso se quando porto i soldi a casa è una festa”.

Mio marito non sa nulla del mio secondo lavoro“, continua Anna, “e porterò il segreto nascosto con me. Non voglio spezzare il legame perché lo amo, ma ora come ora lo vedo che sta morendo di dolore perché non gli consentono di mantenere la sua famiglia e stargli vicino diventa molto difficile. Ma voglio aiutarlo”.

“Non abbiamo più niente, siamo stati costretti a mandare nostro figlio a vivere coi miei genitori“. Anna (nome di fantasia) non riesce più a tirare avanti e racconta ad Affaritaliani.it la sua drammatica decisione: “Da qualche mese faccio la escort a tempo perso. Mio marito non trova un lavoro serio. La sua ditta lo paga sempre in ritardo di 20 o 25 giorni e ora lo sta per licenziare. Non riusciamo nemmeno a pagare le bollette. Ora a sua insaputa mi faccio pagare per fare sesso, qualche soldo così riesco a portarlo a casa. E’ umiliante ma non so cos’altro fare”.

Racconta Anna: “Mio marito a questo circo equestre non crede più. Siamo andati persino a votare ma in fondo sono stati soldi spesi e buttati al vento. Il governo se lo sono fatto loro senza neanche chiederci se per noi anadava bene, per non parlare delle tasse. L’Europa dice no ai tagli… ma lo sanno che in Italia le mogli e madri di famiglia come me per pagare luce, gas e mutuo sono costrette a fare le escort a tempo perso?”.

Mio marito non trova nessun lavoro serio. Prova e riprova ma niente”, spiega Anna. “Mio figlio vive con i miei genitori perché non possiamo mantenerlo. Mio marito è chiaramente depresso, il nostro conto finisce sempre in rosso”. Sulla decisione di fare la escort, Anna spiega: “Non sento vergogna per quello che faccio. Fare la escort a volte vuol dire prendere delle botte e sentirsi l’ultima persona della catena umana ma fa lo stesso se quando porto i soldi a casa è una festa”.

Mio marito non sa nulla del mio secondo lavoro“, continua Anna, “e porterò il segreto nascosto con me. Non voglio spezzare il legame perché lo amo, ma ora come ora lo vedo che sta morendo di dolore perché non gli consentono di mantenere la sua famiglia e stargli vicino diventa molto difficile. Ma voglio aiutarlo”.

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Italiani Una Rivoluzione silenziosa parte III

Italiani Una Rivoluzione Silenziosa parte V

Inizia l’età dell’ansia. Non la generica paura per un momento di difficoltà, non la consapevolezza che stiamo vivendo una stagione di vacche magre, ma la percezione collettiva che la realtà stia cambiando in maniera irreversibile e in senso fortemente peggiorativo. E’ questa l’Italia del 2012, secondo il 46° Rapporto del Censis sulla situazione del Paese, presentato stamattina a Roma.

Dentro quest’ansia collettiva ci sono una serie di fenomeni, il primo dei quali è la fine del lavoro inteso come fondamento della sussistenza economica e della stabilità. Ma c’è anche «l’ansia dei piccoli imprenditori rispetto all’ipotesi di dover chiudere attività e impianti», l’insicurezza «delle famiglie esposte al drastico impoverimento delle risorse e degli stili di vita», l’improvvisa «fragilità delle banche», il «terrore delle classi di governo di fronte all’incubo dello spread».

Realtà non nuove, nella loro essenza, ma totalmente nuove nella loro portata, al punto che gli italiani non sono stati più in grado di classificarle come qualcosa di conosciuto e governabile. Il Censis parla di «fenomeni enormi» come la speculazione internazionale, la crisi dell’euro e l’impotenza dell’apparato europeo. «Fenomeni estremi», come l’onda montante dello spread ma anche il rischio default, e soprattutto la crescente «crisi della sovranità» che rende l’Italia ma anche l’Europa incapaci di affrontare con le proprie forze l’impoverimento crescente.

«Il combinarsi di questi tre fattori (grandi fenomeni, eventi estremi e crisi delle sedi di sovranità) – dice il Rapporto – ha concorso a rendere inservibile il silenzioso “io posso” che per decenni ha fatto da riferimento vitale ai vari soggetti di questa società».

Religione
Sei cattolico? Se a questa domanda il 90% degli italiani avrebbe risposto di sì fino a qualche anno fa, oggi – rileva il Rapporto Censis – si dichiara cattolico meno di un italiano su tre (63,8%) segno di una secolarizzazione ormai di massa. Ciò detto la religione e la dimensione del sacro non sono abbandonate, tant’è che il 21,5% degli italiani considera «la tradizione religiosa un fattore di comunanza» e il 35,5%, di fronte alla richiesta se c’è qualcosa in cui crede, risponde «in Dio». E comunque il 51,3% degli italiani dichiara che la domenica partecipa a funzioni religiose, anche se sporadicamente.

Istruzione
La scuola non serve più. Basta con i licei che impongono lunghi (e inutili) percorsi di studio e basta, soprattutto, con l’università. C’è stato un travaso di adesioni alle scuole tecniche e professionali negli ultimi due anni, rileva il Censis, e dal 2006 al 2011 il numero delle immatricolazioni all’università è diminuiti del 6,5%. La disaffezione verso l’istruzione come investimento è dovuta al fatto che non la si considera più importante per la ricerca di un lavoro e come ascensore sociale. Per contro, nella fascia più colta e ricca della popolazione, aumenta «l’internazionalizzazione della formazione»: chi può – dice il Censis – manda i figlia studiare per lunghi periodi all’estero e investe sulle lingue.

Prostituzione  

Aumenta la prostituzione, come deriva estrema della povertà strisciante – rileva il Censis – ma ciò che emerge e che preoccupa, è l’incremento della prostituzione minorile, che riguarda le bambine in massima parte ma anche i ragazzi. Duemila minori sono sulla strada, dice il Rapporto, ma almeno seimila si vendono «indoor», in centri benessere ma anche in case private o attraverso Internet. Si tratta per lo più di ragazze dell’Est europeo, ma anche di ragazzini Rom.

Grattacieli
Epure si costruiscono ancora grattacieli. Sono 13 quelli in corso di realizzazione o di progettazione avanzata. Si tratta di opere decise – per lo più – vari anni fa, quando ancora si poteva, ma che, comunque, vedranno ora la luce. Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Arata Isozaki, Zaha Hadid, Daniel Libeskind, Franco Purini, sono alcune delle archistar che firmano i 13 nuovi colossi che entro il 2015 offriranno nuove prospettive agli skyline di Roma, Milano, Torino e Bologna. Il più alto è previsto a Torino dove, Massimiliano Fuksas, per la sede della Regione Piemonte ha progettato un edificio di 209 metri di altezza e 41 piani che dovrebbe essere terminato nel 2014.

Gioielli
Oro per campare. Due milioni e mezzo di famiglie italiane – rileva il Censis – ha affrontato le secche della crisi facendo ricorso anche alla vendita della piccola gioiellerie di famiglia. Ma è in crescita anche il numero di coloro che danno fondo ad altri beni preziosi presenti nelle proprie case, come opere d’arte, argenteria, tappeti antichi (oltre 300.000 famiglie). L’85% delle famiglie italiane – dice il Rapporto – ha eliminato sprechi ed eccessi e il 73% va a caccia di offerte e alimenti meno costosi.